diario di tumbarello

La libertà deve essere illimitata e incondizionata. Il solo limite è la libertà degli altri

 

RenziMerkel

I senzatetto dei quartieri alti
Continuano a piovere gli appartamenti pagati da altri all’insaputa dei proprietari. Ma nessuno si dimette. Tanto sanno che prima o poi saranno assolti e forse neppure processati. Basta avere pazienza, in Italia arriva sempre una leggina che depenalizza qualsiasi reato. Un mutuo soccorso che autorizza chiunque a rubare. Non essendo il nostro un paese davvero civile, le dimissioni dovrebbero essere vietate per legge, addirittura con una norma inserita proprio dalla Costituzione. Questa la vera riforma che snellirebbe le procedure. Tanto non accade ugualmente che qualcuno lasci la poltrona al di sotto dei 90 anni. Salveremmo, almeno, la dignità.  In questo modo chi è accusato di comportamento equivoco o in odore di favoreggiamento, potrebbe insistere nelle dimissioni, sapendo che non possono essere accettate perché la legge glielo impedisce. La corruzione non si può estirpare. Inutile tentare crudelmente di espropriare la mangiatoia legale a chi tiene famiglia, cattolica. Per fortuna questo Papa non porge l’altra guancia a chi, millantando una fede su cui ha sempre speculato, deruba la povera gente.

Quando la presidenza è a vita
Dopo avere prosciugato Tav, Mose, Expo e tutte le altre grandi opere, perlopiù incompiute, la fonte di arricchimento illegale si amplia con la prospettiva delle Olimpiadi del 2024. Memore dell’ultima abboffata del 1960 e del fallimento economico di Atene 2004 e Londra 2012, Monti prese la saggia decisione – forse l’unica del suo disastroso governo – di non ospitare in Italia quelle del 2020. Renzi, invece, più ambizioso che patriota, vuole le Olimpiadi a Roma. A capo del comitato promotore ha nominato un veterano, che tra nove anni ne avrà 76. Non ci sarà, quindi, ricambio generazionale, ma il solito presidente. Montezemolo è, infatti, uno dei più esperti in Italia, avendo, si può dire, una nomina a vita, quindi una lunga esperienza. Ha debuttato in Italia 90, la Coppa del Mondo di Calcio disputata 25 anni fa. È stato Consigliere delegato di Itedi, RCS video, Cinzano e Maserati. Poi, presidente di Telethon, Fiat, Confindustria, Ferrari, NTV (Treno Italo), FIEG (federazione editori), Luiss (università), Alitalia e del partito politico Italia Futura. Vinse il concorso che gli assicurò la carica perpetua quando era ancora ragazzo e a presiedere la commissione d’esami c’era l’Avvocato. Non ha bisogno di rubare, avendo percepito negli ultimi anni stipendi da sei milioni in su (cioè, 16 mila euro al giorno circa). I cinque figli non ambiscono a marchette né a sistemarsi a spese dello stato. Gli orologi – molto più preziosi di quelli da diecimila euro dei nuovi ricchi – glieli regala il padre. 

I corrotti, ultima speranza
L’Italia è a brandelli, ma nessuno sembra preoccuparsene, intento com’è ad arraffare qualsiasi oggetto di valore gli capiti a tiro. Per ciascuno di noi contano solo gli affari propri e continuiamo a perseguirli impunemente e indisturbati. Così non può continuare. Né destra né sinistra sembrano in grado di proporre una moratoria sulla corruzione, senza la quale non si esce dalla crisi. Nessuna delle due coalizioni è abbastanza autorevole. È più facile, quindi, che siano gli stessi corrotti e corruttori a decidere una pacificazione nazionale di qualche anno che consenta di fare pulizia e ricominciare. Visto che la politica pensa solo a mantenere il potere, non ci resta che sperare nei delinquenti, che probabilmente sono i soli veramente interessati alla ripresa economica e sociale. Se no, l’Italia affonderà con tutti i miliardi di cui si sono impossessati in questo quarto di secolo e che non varranno più nulla. Bisogna scegliere gli uomini e le donne migliori, capaci di sfruttare le risorse del paese, che sono ingenti e che i mediocri non vedono, per ricominciare, poi, a rubare daccapo. Solo i ladri hanno questo possibilità, perché intelligenti e liberi. Mentre tutti gli altri dipendono da un burattinaio o da un padrone.

Un brav’uomo al potere
Siamo talmente sommersi dalla corruzione e dall’immoralità da apprezzare chiunque non ne sia affetto e sostenerlo in qualsiasi ruolo. Lo applaudiamo e lo lodiamo anche se non è proprio capace. Ecco perché confondiamo i peccati con i reati e l’onestà con l’efficienza. Ma non è così. Non sempre questi concetti coincidono, almeno in Italia. In effetti, Lupi non dovrebbe dimettersi se la valutazione del suo operato dipendesse dal suo comportamento umano, che, per la verità, è irreprensibile. E neppure se fosse un missionario o un predicatore o persino un semplice parlamentare. Lodevole, come genitore, è anche la segnalazione del figlio che cerca lavoro. Bisogna, quindi, dare fiducia a un uomo simile anche per la probità e l’amore con cui gestisce la famiglia. Il Ministro, però, non basta che sia solo onesto, deve essere soprattutto efficiente. Quindi, sapersi attorniare da uno staff, questo sì, di fiducia. Abbiamo avuto ladri, che hanno gestito bene l’Italia e che, poi, abbiamo giustamente sbattuto in galera. Adesso è la volta di onesti incapaci. Questo nostro sfortunato paese non conosce la via di mezzo: molto raramente ci spetta un onesto e capace.

 

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