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Il 26, 27, 28 ottobre si é celebrato a Matelica il 50esimo anniversario dalla morte di Enrico Mattei. Difficile riassumere la vita di un uomo che ha fatto e dato tanto a una nazione, che ha cambiato il modo di pensare e di agire in un periodo difficilissimo del dopo guerra. La cittadina del Maceratese, che ha accolto Mattei giovanissimo, si è mobilitata in una serie di iniziative tutte indirizzate non solo nel ricordare una figura così importante non solo per il territorio cittadino a cui ha portato benessere e sviluppo, ma anche e sopratutto per l’Italia. Un uomo “stratega dell’economia mondiale” e anche un uomo con una profonda sensibilitá nei confronti delle persone bisognose e in generale di coloro meno fortunati. La vita di Mattei è stata piena di eventi dettati forse anche dal suo carattere forte e volitivo, ma sopratutto lungimirante. Nasce ad Acqualagna dove vive fino alla maggiore età, nel 1919 si trasferisce a Matelica dove per anni vive e lavora. Poi è la volta di Milano dove, per 11 anni, costituisce la prima impresa. Iniziano i rapporti con il professore universitario Marcello Boldrini, un altro matelicese. Per 2 anni la vita di Mattei è focalizzata sulla Resistenza con un ruolo di partigiano attivo. È dal 1945 che inizia l’attività economica che modificherà da lì a pochi anni tutta l’economia nazionale e mondiale. Nominato commissario straordinario dell’Agip, chiamato per liquidare l’azienda, dopo un’attenta analisi si oppone e anzi scommette sulle potenzialità, tanto è vero che nel ‘53 arriva a fondare l’Eni che guiderà per 10 anni. In questo lungo periodo di gestione, completa la metanizzazione del nord Italia. Eni ingloba Agip, stipula accordi con l’Egitto. Fonda Agip nucleare, crea l’Anic di Ravenna, crea la prima centrale nucleare a Latina, inizia le perforazioni nel Sud Italia, instaura rapporti con la Cina e l’Urss, inizia la perforazioni in mare, stipula accordi con la Tunisia. Fonda la Semi, motel inglobati all’interno del sistema Agip. Mattei ha concentrato tutta la sua vita sulla costruzione di progetti che hanno fatto la storia di tutta la nostra nazione, creando nuovi orizzonti economici: ha rappresentato azione, intuizione e sensibilità. Ha trasformato un’azienda in fallimento in un impero di successo. Eni ha rappresentato energia e ricchezza per l’Italia, nel Dopoguerra, rendendola una nazione capace nelle politiche energetiche mondiali per tutelare i propri interessi e tranne adeguato profitto, onde evitare di subire le politiche petrolifere delle altre nazioni. Estrazione, trasformazione e distribuzione, rendendo l’Italia piú ricca e potente, in un periodo difficilissimo. Modifica il welfare state aziendale, inteso come valore di cui l’azienda deve farsi carico delle abitazioni per i dipendenti. Metanopoli, alle porte di Milano, inteso come villaggio globale, ne è un esempio. E che dire poi delle colonie, sia estive che invernali, per i figli dei dipendenti. Fu il primo a concepire l’importanza della comunicazione aziendale. Rappresenta, insomma, uno dei protagonisti mondiali nelle attività petrolifere per la sua capacità di mettere in atto una visione strategica economica imprenditoriale senza uguali. Da un’azienda in liquidazione riesce a trasformarla nella sesta compagnia petrolifera mondiale, quando solo Inghilterra e Stati Uniti controllavano i mercati. La “formula Mattei ” trasformò definitivamente i rapporti tra aziende produttrici e paesi che dispongono della materia prima: non più la regola del “fifty — fifty”, cambiando totalmente gli assetti economici per la prima volta con l’Iran e facendo traballare quella che fino ad allora era stata l’egemonia delle 7 Sorelle, nome dato alle piú grandi aziende petrolifere del tempo. Al Paese estrattore viene lasciato il 75% dell’utile. Questo ha determinato un coinvolgimento diretto nella gestione della attività estrattiva. Dopo l’Iran è la volta di Egitto, Libia, Sudan, Marocco, Tunisia e Nigeria. Un uomo che si é dedicato non solo all’economia di questa nazione, ma anche alla solidarietà. La stessa Matelica che oggi lo festeggia deve a lui l’ospedale, il restauro della chiesa della Beata Mattia, la scuola Snam. In tutto questo intenso percorso economico Mattei non trascura la politica. Eletto deputato nel collegio Milano Pavia, si dimette nel 1959. Non trascura la cultura tanto che riceverà ben 4 laure ad honorem una a Torino, poi Bologna, Camerino e Bari, Fonda Il Giorno, il quotidiano dell’Eni. Muore nel 1962 in un incidente aereo che solo recentemente è stato ufficialmente indicato come un attentato. Il 27 ottobre, di ritorno dalla Sicilia, l’aereo sul quale stava viaggiando precipita in provincia di Pavia. Con lui muoiono il pilota e un giornalista americano. Mandanti ed esecutori non sono mai stati scoperti. I funerali si svolsero a Matelica.

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