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Daniele Zito nasce a Siracusa nel 1980 ha trentatré anni, è cresciuto a Siracusa e vive a Catania. Giovane ricercatore precario all’Università di Catania, si occupa di sistemi distribuiti, cloud e sistemi complessi tempo varianti. Vive anche di passione “creativa collaborando con «l’Indice dei Libri del mese», dedicandosi prevalentemente al teatro e alla narrativa italiana. Dal 2008 ha un blog giornaliero tutto suo dal titolo: “seicose.blogspot. com” segnalato, tra gli altri, da «La Repubblica» e «Il Corriere del mezzogiorno». Un autore esordiente, dunque, da seguire con attenzione nelle Marche in due importanti incontri a Macerata e a Matelica (ieri, sabato 22 febbraio). L’appuntamento matelicese, alle ore 18.00, nella libreria Kindustria -in v.le martiri della libertà 65/b. L’autore sarà così ospite dell evento “Il circolo di lettori “Viola legge”. “La solitudine di un riporto” è il suo esordio narrativo. 352 pagine che si leggono tutto di un fiato. Dalla trama avvolgente, in cui l’autore trascina il lettore pagina dopo pagina in una riflessione sul concetto della libertà individuale e sull’esistenza di una vita soffocata che avrà un riscatto finale. “Brutto, solo e devastato da un riporto agghiacciante, Antonio Torrecamonica si ritrova a condurre, suo malgrado, una vita che gli altri hanno scelto per lui. Carceriere di se stesso, trascorre tutte le sue giornate rinchiuso in una piccola libreria di provincia, tra libri che non legge, clienti che lo tormentano e ricordi che lo soffocano. Unico svago, ogni tanto, far saltare in aria qualcuno dei concorrenti, meglio se grandi, meglio ancora se Feltrinelli. Ma non è che la gioia di un momento, passato il quale il libraio continua a essere un animale in gabbia: la malavita lo usa per i suoi traffici, le forze dell’ordine lo braccano, il passato lo tiene inchiodato alla sua prigione quotidiana fatta di lettori, attese e conti in rosso. Finché un giorno non prende in mano uno di quei libri che non sopporta e inizia a sfogliarlo, ritrovando un piacere che considerava ormai perduto. Questo piccolo gesto quotidiano, insignificante nella sua banalità, darà il via alla lunga fuga del signor Torrecamonica verso la libertà. A ostacolarlo saranno in tanti: il commissario Serracavallo, Don Pietrino, i Milanesi, il Vice, fino alla realtà stessa, menzognera come non mai. La solitudine di un riporto è la storia di questa fuga, un vortice di incomprensioni e follia che avrà come inevitabile punto d’arrivo il più eclettico attentato terroristico/culturale di sempre. Scorbutico, misogino, stralunato e sognatore, Antonio Torrecamonica è un po’ Bartleby un po’ Marcovaldo, un personaggio indimenticabile che si muove dentro una prosa densissima di citazioni, riferimenti e rimandi, con la forza di un uragano. Un’intensa riflessione sulla libertà, un omaggio stravagante alla Letteratura, uno scherzo infinito, questo libro è tutto questo e molto altro. Sta al lettore scovare cosa si cela sotto lo struggente riporto di un libraio.” Un appuntamento con un autore che al suo esordio narrativo, con la LA SOLITUDINE DI UN RIPORTO” edito da Hacca edizioni ha ottenuto un notevole successo, tanto che è stato ristampato a distanza di un mese dalla pubblicazione visto il successo di lettori raggiunto grazie al sostegno di molti librai indipendenti. Un incontro organizzato da Hacca Edizioni presso la libreria Kindustria -in v. le martiri della libertà 65/b che merita di essere vissuto, insieme all’autore, per un confronto, su uno dei temi che innegabilmente, direttamente o indirettamente caratterizza la vita di ognuno di noi.

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