PLI

Riportiamo un articolo di Riccardo Gotti Tedeschi pubblicato su formiche.net

Dopo aver letto con attenzione il commento odierno del Dott. Vulpis, mi sorge spontanea la domanda: quale dunque dovrebbe essere lo scopo di un partito come il PLI? E’ forse la ricerca del consenso e di una base di voti? Allora in quel caso, se fossi nei panni del Presidente o del Segretario del partito, capirei appieno la scelta di non entrare in partiti minori, bensì – ad esempio – cercherei un accordo con una forza politica più stabile e soprattutto definita, forte, con una strategia, e possibilmente non boccheggiante. Senza nulla togliere a Scelta Civica, naturalmente, ma farei una scelta di opportunità machiavellicamente nobile e strutturalmente fruttuosa. Nel linguaggio strategico, cercherei cioè il “positioning”  più utile e favorevole al partito, senza snaturarne la porta di ideali, né tantomeno il programma.

Senza essere un esperto politologo, mi permetto umilmente di ritenere poco utile l’aggregazione di piccole realtà partitiche, soprattutto se fra di loro incompatibili nei principi ispiratori o nelle relazioni fra rappresentanti. A vantaggio di chi creare un’area che insieme non raggiunge la percentuale di voto dell’NCD? Immagino – e lo affermo da mero e semplice osservatore – che la strategia politica debba invece partire dal senso che si vuole dare all’azione del partito, e solo in un secondo momento nella definizione delle modalità migliori per ottenere consenso e influenzare le decisioni importanti.

Riterrei che oggi, con la presenza di un grande “partito-della-nazione“, e di due aree a destra e sinistra (sempre che possano ancora chiamarsi così) apparentemente contrapposte ma su diverse istanze molto vicine, una realtà partitica come il PLI possa permettersi di cercare una collocazione realmente utile ma senza tradire il proprio bagaglio culturale e ideale. I suoi punti di forza sono proprio questi: le idee. Fare tesoro di un asset così importante è un impegno verso gli elettori ma anche coscienza del proprio passato.

In una fase di annacquamento ideologico progressivo e costante, credo che si tratti di un privilegio che, nell’attuale panorama politico, hanno davvero pochi soggetti politici. E si sa, che un grande privilegio richiede una grande responsabilità.

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