diario di tumbarello

Ai liberali è consentito condividere o criticare il parere di chiunque. È un partito costituito da  uomini e donne senza ambizione di denaro o potere, delusi sia da questa destra che da questa sinistra, spesso slealmente alleate. Se siamo sull’orlo del baratro è perché non c’è più critica da parte dei media, né opposizione politica. Il 50% degli elettori che disertano le urne auspicano il ritorno alla moralità e all’efficienza. Il rinnovato PLI si pone al di sopra delle ideologie per ristabilire benessere e giustizia sociale

Istinto di conservazione dei politici
Se è vero che i topi sono i primi ad abbandonare la nave che affonda, sta per verificarsi un terremoto nella politica italiana. Si svuotano certi partiti. Da nord a sud parlamentari fuggono verso altri lidi. Persino le coppie più fedeli, quelle su cui si poteva mettere la mano sul fuoco. Non fu generosità, ma un crudele errore illudere tanta povera gente, facendola assurgere al rango di parlamentari e addirittura di ministri. Un tempo innamorati e devoti, adesso si credono statisti.  Voltano, ingrati, le spalle a un padrone cui debbono tutto, ora vecchio e stanco, forse non più lucido del tutto. Se loro scappano, vuol dire che lì non c’è futuro. Ora scoprono di avere una dignità da difendere. Non ci pensavano quando erano cagnolini col collare tempestato di brillanti. Hanno reciso il guinzaglio, ma, in realtà, vanno in cerca di un altro padrone. Mai rivestire una caccola di carta stagnola, perché crede di essere diventata un cioccolatino. Questo succede quando, per emergere, ci si attornia di mediocri. La corte dei miracoli, che doveva risolvere i problemi del paese (!), si sta disgregando. Nani e ballerine invadono la scena, credendo di essere loro, adesso, i protagonisti. Il gallo, sceso dal covone di immondizia, non è più così alto come sembrava.

Per fortuna ci è rimasta la nomea
Molti sono già in guerra contro l’ISIS. L’hanno dichiarata nell’intimità delle coscienze, come i matrimoni delle vedove da non registrare per non perdere la pensione di reversibilità. Si sfogano prendendosela col Papa, che prega anche per i carnefici. Gli italiani non vogliono porgere l’altra guancia, seppure per ora sia l’unica soluzione. Invocano una reazione qualsiasi, magari non altrettanto crudele, ma almeno a parole. Non si tratta di guerra santa, ma tra musulmani, con qualche spruzzo di crudeltà ai margini. Francesco prega anche per chi si dice cattolico, come pure si crede saggio, senza esserlo. La fede, però, può illuminare le intelligenze non la stupidità. L’Italia cerca di difendersi. Ed è già tanto, per un paese non più saggio e che ama il litigio. Però, contro i deboli. Siamo specialisti in violenza sulle donne. Contro chi fa sul serio preferiamo lamentarci e reagire su Facebook. Non siamo stati ancora aggrediti e, credo, che non lo saremo. Perché quando la politica era gestita da grandi uomini, rispettabili e di buonsenso, avevamo ottimi rapporti con quei popoli. Per fortuna, non si sono accorti della mutazione genetica. Ci credono ancora brava gente. 

Il potere dei nuovi ricchi
Gli autobus romani sono fatiscenti e traballanti come quelli in uso nei paesi emergenti dell’Africa equatoriale o dell’Asia centrale. Però, li riparano continuamente vecchi trabiccoli che viaggiano stracolmi. Da noi, invece, sono nuovissimi, appena acquistati, ma hanno già le balestre rigide e gli ammortizzatori scarichi. Tutto scricchiola. Nessuno si preoccupa di ripararli, così tra non molto se ne dovranno acquistare altri. Questi sono già vecchi. Le piste in terra battuta della savana sono più livellate delle nostre strade. Colpa delle buche, che sono concentrate e continue. Anche le auto private sono messe a dura prova. Anziché denunciare i responsabili, il sindaco si scusa con i cittadini. Spiega che è cattiva abitudine dei costruttori aggiungere sabbia al bitume, che, quindi, con le piogge si scioglie. Così, si rende difficile la sopravvivenza dei veicoli. Non abbiamo i fondi per costruire prigioni di lusso per chi si arricchisce rubando. Nessuno finisce in galera. Tra poco non sarà reato neppure la frode. È giusto arrestare persone così ricche e influenti? 

La correità di chi tace
Purtroppo una della città più belle del mondo va visitata guardandosi sempre portafogli e borsa, perché possono sparire sotto gli occhi. Nei ristoranti non è consigliato di appendere i cappotti nell’attaccapanni né poggiare il cellulare o l’iPhone sul tavolo. Qualcuno che si confonde con i clienti è lesto di mano. In albergo, non si deve mai perdere di vista il proprio bagaglio finché non è al sicuro in camera. È un’angoscia continua, ma vale la pena andarci, con le dovute cautele. Per non turbare i rapporti diplomatici nessuno avverte i nostri turisti che Praga è infestata da abili borseggiatori. Una sorta di complicità della stampa italiana con la microcriminalità ceca.

Nel gioco delle tre carte non c’è ancora la sinistra
L’Italia ha diritto di avere un’alternativa a una destra senza scrupoli che si mimetizza malamente da sinistra. In travestimenti era più esperto Ezechiele quando assumeva le sembianze della nonna di Cappuccetto rosso. C’è voglia di una destra dignitosa, che non cambi le regole del gioco in corso d’opera. Come pure di una sinistra leale, che non disprezzi lavoratori e sindacati, ma che, seppure criticandoli, li aiuti a crescere e a evolversi. Se l’opposizione è affidata a chi raccoglie solo voti di protesta, ma non è adeguata all’alternanza, la libertà è imperfetta e va corretta prima che qualcuno ne abusi. Per fortuna la società democratica è costruita a somiglianza dell’organismo umano. Anche se con grandi traumi e sofferenze, prima o poi i corpi estranei vengono espulsi. Se no, sopraggiunge la cancrena. È inutile, quindi, imporre leggi ingiuste. Perché i provvedimenti iniqui finiscono per ritorcersi contro chi li ha promossi e, comunque, contro i loro figli. Denaro e potere non sono mai stati strumenti di felicità né di gloria. Eppure, nonostante i molteplici esempi del passato e anche correnti, c’è sempre qualcuno che si crede più furbo della storia e ancora li rincorre. Chi, invece, fa politica per assicurare la giustizia sociale, sa che più gratificante è il sorriso di un bambino che tende la mano o la gratitudine di una ragazza indifesa.

 

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