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Negli ultimi decenni la politica e la società italiana sembrano essere afflitti da un cancro pernicioso che nessuna medicina riesce a debellare, quello del malaffare, della corruzione ad ogni livello.

Verrebbe da dire “Regione che vai scandalo che trovi”  e ogni inchiesta  inmancabilmente un nome che termina sempre con “poli”  non a caso … da tangentopoli , Bancopoli, Affitopoli, Parentopoi a Sprecopoli ad altre  fino ad arrivare all’inchiesta Roma Capitale, il cuore della politica.

La politica, intesa come modus operandi, sempre la causa scatenante. Il virus che contamina spesso tutto ciò che tocca.

All’apparenza sembrerebbe che in Italia ogni progetto a prescindere dalla pianificazione, programmazione si sviluppa sempre in modo da dimenticare un etica che dovrebbe essere il filo conduttore di ogni azione che sia promossa per il miglioramento della società che governa essa stessa.

Spesso si parla di ritorno all’etica in politica, ma non dovrebbe essere la politica l’etica della società? Uomini e donne, selezionati, attraverso un metodo meritocratico basato sulle competenze, selezionati tramite le elezioni democratiche per amministrare gestire e governare un paese, non solo per ciò che attine operazioni di bilancio, entrate e uscite di voci specifiche: scuola, sanità, giustizia, lavoro,  per questo basterebbero semplici commercialisti, ma uomini e donne capaci di formare attraverso azioni lungimiranti, capaci di  assumersi l’onore e la responsabilità di traghettare le nuove generazioni in un evoluzione della società stessa.

Un utopia? No, la normalità. Purificare il mondo politico, oggi dovrebbe diventare un coro unanime delle persone oneste. Il minimo sindacabile che però in Italia sembra essere diventata una chimera. Questo paese non ricorda più cosa significhi il senso di responsabilità, nei confronti degli impegni presi, ogni volta giustificata con una scusa  che spesso rasenta un profondo insulto per l’onesta delle persone rimaste, che ancora sperano in un Italia migliore e che invece subiscono le prepotenze dei “furbetti del quartierino“.

Ma il senso di indignazione che fine ha fatto? Siamo talmente abbituati al malaffare che ormai alla risposta “lo fanno tutti”  ci si ribella in tre …  che assistono all’impunibilità delle responsabilità mancate??

Tante leggi. Troppe.  Articolate, complicate da interpretare, capaci di generare un gap profondo che spesso lega le mani agli operatori che devono occuparsi poi dei controlli.  “Anomalo sistema di verifica”  in cui sembra che serva un controllore del controllore  . Siamo arrivati al punto in cui il giornalismo irriverente si occupa della ricerca di ciò che non va. Il sistema non funziona. Un sistema che dovrebbe collassare visto i livelli di corruzione toccati. Da una ricerca sembrerebbe che ad oggi  “un appalto su tre viene assegnato illegalmente” . Eppure un sistema che non collassa, anzi che nel sottobosco della crisi aumenta proseliti. Einstein sosteneva che la crisi aveva di positivo la morte del mediocre, oggi sarebbe da aggiungere che è cosi tranne che da noi e pochi altri paesi che si ritengono “civili”. Peccato.

La politica deve abbandonare quei meccanismi insensati delle ultime generazioni in cui l’importante è vincere, sistemare i propri uomini e donne nei posti di comando o nelle amministrazioni poi si vedrà. I meccanismi delle lobby che portano voti in cambio di leggi favorevoli o di appalti per ricambiare il favore,  ( tante, troppe storie) hanno rovinato questo paese che ha fatto la storia. Il vincere a tutti i costi, non significa essere i migliori. La politica deve tornare al suo scopo originario. Proporre idee programmare un sistema concreto e pianificato di sviluppo in ogni settore, su cui confrontarsi fra diversi schieramente, possibilmente ben definiti e distinti e contrapposti, e gli elettori premiare il programma che ritiene migliore.

Invece i programmi sono diventati un optional, un pezzo di carta spesso scaricato o copiazzato, a vantaggio dell’ospitata nel programma di punta televisivo, mostrare un bel vestito e raccontare la battuta simpatica al momento giusto. Scalate di partito mascherate per guerre di principi. Dove chi vuole emergere senza sacrificarsi troppo, si fa trascinare, perchè altrimenti sarà qualche altro “furbetto” a farlo al  suo posto.

Purificare il mondo politico e non solo,  diviene “necessità necessaria”, ma difficile che accada fino a quando si nominano persone non in base alla merito, ma  gli  incapaci che ubbidiscono ciecamente perché non avrebbero alternative per colmare ambizioni frustrate, la speranza è che l’ultimo dei mediocri  ( come disse qualcuno) sbagli e per errore nomini una persona capace, per restabilire l’ordine.

Per Fortuna di esempi positivi, ancora possiamo raccontare, ma pochi. Tornare a dare valore a coloro che rispettano le regole, eticamente consapevoli, premiarli, dovrebbe essere il primo passo per costruire, non solo teoricamente ma anche nella realtà, un “Metodo Italia positivo di crescita” .

Alla speranza non vi è mai fine.

 

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