Dalla Croisette. In attesa della prestigiosa Palma d’Oro, il Festival di Cannes ha premiato, in questa penultima giornata, le pellicole vincitrici delle sezioni laterali Un Certain Regard e Quinzaine des Réalisteurs. Ex-aequo tedesco-coreano per la prima, presieduta dal cineasta serbo Emir Kusturica, con Stopped on track di Andrea Dresen, struggente ritratto degli ultimi mesi di vita di un malato terminale affetto da un inguaribile tumore al cervello, e Arirang dell’idolatrato, a Cannes, Kim Ki-Duk, narrante la sua angosciante depressione degli ultimi tre anni. Miglior regia all’iraniano Mohamed Rasouluf per il suo Goodbye, menzione speciale al franco-libanese Where do we go now? di Nadine Labaki e premio speciale della giuria al russo Elena di Andrey Zvyagintsev, proiettato a fine rassegna.

Qualche sorriso in più nella seconda sezione, con i premi CICAE, degli esercenti dei cinema d’essai, e SACD, della società francese che gestisce i diritti d’autore, entrambi assegnati al belga Bouli Lanners per il suo delicato Les Géants, e con il Label Europa Cinemas, andato invece all’entusiasmante esordio dell’austriaco Karl Markovics Atmen. Tabula rasa per la sopravvalutata anticlericale Alice Rohrwacher, in concorso con il film Corpo Celeste.

Sono stati inoltre presentati, in coda alla selezione ufficiale, Once upon a time in Anatolia del turco Nuri Bilge Ceylan e La source des femmes del rumeno Radu Mihailenau. Sembra però che la giuria abbia già le idee chiare su chi premiare o meno. Ci sarà spazio per Moretti e Sorrentino? La risposta domani alle 20:15, in diretta dalla meravigliosa Sala Debussy.

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