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Crescono le polemiche sul progetto I-60: 400mila metri cubi, 5000 residenti, nessuna infrastruttura

Roma: Grottaperfetta. I cittadini contrari all’edificazione del nuovo quartiere noto come I 60 – dal nome riportato sul Piano regolatore – rivolgono un appello al ministro ai Beni Culturali e Ambientali Dario Franceschini, invocando legalità, trasparenza e, soprattutto, il rispetto dell’ambiente e dei pregiati ritrovamenti archeologici, interrati per realizzare parcheggi e arterie stradali funzionali alle nuove abitazioni. Il primo approccio con il titolare del dicastero risale al 21 aprile, Natale di Roma, che i rappresentanti del coordinamento Stop I 60 – è questo il nome del comitato che si batte contro il cemento – hanno deciso di celebrare ai Fori, in occasione della inaugurazione della nuova illuminazione dell’area archeologica. “Qui illuminate, all’Ardeatino sotterrate”, era scritto sul grande striscione esibito dai manifestanti e ripreso on-line sulle “gallery” fotografiche delle maggiori testate italiane. I rappresentanti di Stop I 60 hanno voluto attirare l’attenzione su “una delle più gravi ferite all’ambiente e alla qualità di vita dei cittadini”. Ed è pronta una lettera diretta a Franceschini incontrato durante l’evento ai Fori, che si è dimostrato molto interessato al caso e ha rivolto numerose domande ai cittadini che esibivano gigantografie dei tesori rinvenuti sull’area. L’aspetto che i residenti del quartiere considerano più intollerabile è l’interramento di una villa romana di età imperiale, di una strada in basolato perfettamente conservata e di un mausoleo. Sarebbero inoltre spariti alcuni casali medievali, censiti e tutelati dalla Carta dell’Agro romano, che secondo i costruttori sarebbero crollati spontaneamente.  “Ciò che sta accadendo – insistono dal coordinamento – è molto grave, sono state installate due gru per gettare le fondamenta dei primi tre palazzi quando il progetto è tutto da rivedere secondo il decreto 380 del 2001 e si dovrà necessariamente avanzare una nuova proposta”. La vicenda che si trascina da anni è contrassegnata da polemiche e battaglie, con manifestazioni di piazza, carte bollate, ricorsi, esposti, diffide. I cittadini contestano la mancata valutazione di impatto ambientale per un piano di così vaste proporzioni: 400 mila metri cubi con 5000 nuovi residenti e nessuna infrastruttura per la mobilità. L’elemento di novità, emerso negli ultimi mesi, è il sequestro di tre ettari ricadenti nell’area interessata dalle costruzioni da parte dell’Autorità giudiziaria perché, a quanto sembra, sarebbe stato arbitrariamente interrato l’antico fosso delle Tre Fontane, vincolato e sottoposto a salvaguardia a 150 metri dalla sponda, zona in cui il consorzio “Grottaperfetta” avrebbe dovuto realizzare i parcheggi. “Questo elemento influisce sugli standard urbanistici che verrebbero modificati rendendo il precedente elaborato tutto da rivedere”, spiegano da Stop I 60. Non ci sentono i costruttori, che hanno diffidato l’VIII municipio dal ripristino del fosso con un “atto di significazione” all’indirizzo del presidente Andrea Catarci e dell’assessore all’urbanistica Massimo Miglio, convinti assertori della legalità. Nell’atto si intima all’ente di non continuare l’opera di protezione del corso d’acqua tutelato dai Beni Culturali, pena un risarcimento del danno pari a 30 milioni. “Una vera e propria intimidazione – sostengono dal coordinamento i cittadini – di cui prima o poi gli autori dovranno rispondere di fronte alle autorità preposte”.   

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