diario di tumbarello

Quando si specula sulla vita
Costruiamo ponti – incita Francesco – non muri che dividono. In Ungheria non gli danno retta, né altrove. Anzi, fanno il contrario. Alzano muraglie più imponenti di quella cinese. Anche l’Europa la sta erigendo davanti alla Grecia. Nasce una competizione come per i grattacieli, chi ce li ha più alti. In Italia qualcuno è per l’accoglienza dei profughi, ma che siano lontani da casa e a costo zero. Su Facebook, invece, è come in Alabama e nel Mississippi un secolo fa. La crudeltà del raxzzismo si taglia col coltello. Salvini e Meloni, in confronto, sono missionari. Eppure il rifiuto dell’emigrazione è il loro pezzo forte. Non si può chiedere troppa umanità a chi fa di questo problema la base del programma politico. Cioè, un voto in cambio della pelle – benché nera – di donne, bambini e uomini in fuga da guerre e persecuzioni. Se, per assurdo, si bloccassero davvero o se si affondassero i barconi, non avendo altri argomenti, leghisti e affiliati si ridurrebbero a parlare solo della riapertura delle case chiuse. Risolveremo la crisi respingendo i migranti e tassando la prostituzione. Così, salveremo l’Italia. Intanto, un padre scopre che, per pochi euro, le figlie di 12/13 anni si esibiscono in rete. È colpa della famiglia o della società in evoluzione? Ormai, tutti vivono di espedienti. Essenziale è guadagnare, non importa come. È mai possibile esserci ridotti così? Eppure, ci illudiamo di poter vivere indenni in questo modo. Per quanto tempo ancora? Aveva forse ragione chi predicava che con la cultura non si mangia. Infatti, questa gentaglia, che ci rappresenta in Parlamento e in Europa, e i loro elettori si nutrono di vite umane. 

Eroi del terzo millennio
Riapriamo pure il dialogo. Ma, poi, si fa come decide lui. Se no, si mette la fiducia. Perché il podestà a scuola deve essere nominato e non eletto? Come i parlamentari. Se non si approva la legge, scordatevi l’assunzione di 100 mila precari. È un ricatto continuo, destinato a favorire Grillo. O la borsa o la vita. Quanti sono gli insegnanti in Italia? E le famiglie che li sostengono? Erano tutti di sinistra. Come pure i pensionati e molti lavoratori ormai senza protezione. Quelli del ricambio generazionale sono d’accordo con gli avversari o sono totalmente incapaci? In parlamento anche chi non è d’accordo è compiacente. Temono che sia a rischio la legislatura. Anche per loro la borsa è più importante della vita, cioè della dignità. Seppure designati e non eletti, sono lo specchio della società. Ignoranti e falliti, abbagliati dal denaro e dal potere. Votiamo per i miliardari perché ricchi e non hanno bisogno di rubare. Ma come se li sono fatti i soldi? Non si può andare alle urne con una legge elettorale per la camera e una per il senato. Minacciare la fiducia è un bluff. Ma deputati e senatori se la fanno sotto lo stesso. Da qualche mese sono scomparsi anche quei Dem che un tempo contavano e che hanno tante responsabilità. Oggi non sono d’accordo ma non votano contro. Dove sono finiti? Hanno paura del confronto. Aspettano, pavidi, sulla riva del fiume. Ma quale cadavere passerà, quello del nemico o dell’Italia? Siamo sull’orlo del precipizio e non ci rimane molto tempo. Si sente il pericolo, ma non si sa quale. Ai miracoli ha diritto la brava gente. Noi non li meritiamo perché non siamo vittime del malaffare, ma complici della corruzione, di cui da anni mendichiamo le briciole. 

Fabrizio Corona ai servizi sociali
Sono in grande maggioranza coloro che ritengono esagerata la pena. Nemmeno fosse un assassino. 13 anni, per somma di condanne. Per altri, l’omicidio può scaturire da un raptus, quindi, non sempre da istinto criminale. Diversi reati minori, invece, denotano una versatilità a delinquere. Però, anche il giudice di sorveglianza ha dubbi sulla legittimità della condanna e usa la cartina di tornasole. Corona non è stato graziato né scarcerato. Sconta il resto della pena in una comunità, finché si comporta bene. Non sopporta il carcere e gli hanno dato fiducia. Ha disturbi neurologici che potrebbero essergli fatali. Era figlio e nipote di famosi giornalisti. Gente perbene. Adesso garantisce per lui Don Mazzi. Come sempre, si accendono subito le polemiche e i dibattiti televisivi. C’è chi è contento e chi lo vorrebbe ancora in prigione. C’è una logica in entrambe le teorie. Sarà lo stesso Corona a stabilire chi ha ragione. La favola della rana che attraversa il fiume prestandosi a portare sul dorso uno scorpione è di autore incerto. Qualcuno la attribuisce a Esopo ma anche a un favolista indiano del III secolo A.C. Comunque Contiene saggezza d’altri tempi, intramontabile. Quando nonostante le assicurazioni – “Non preoccuparti, tanto se ti pungo muoio anch’io” – lo scorpione avvelena la rana e annegano assieme, l’ingenua chiede: ”Che beneficio ne hai ottenuto?”. “Lo so – risponde lo scorpione – sono uno stolto, ma è la mia natura”. Se nei prossimi mesi Corona non commetterà ulteriori reati vuol dire che la sentenza era sproporzionata e ingiusta. In questo caso non sarebbe lui il pericolo pubblico. 

Senza la bacchetta magica
Se tutti coloro che non sanno governare dovessero andare a casa.…. Ma sarà sollevato solo Marino. Perché Roma è piena di buche. Ma soprattutto perché il sindaco non è genuflesso al nuovo potere. C’è già il pressing su qualche vigliacco perché si dimetta e aumenti le difficoltà del povero Marino. I traditori sono i più apprezzati e retribuiti. Finirà come in Liguria. Per non candidare Cofferati, vinse la destra. Alemanno ha già contribuito al degrado. Adesso tocca a una mediocrità, forse grillina. La capitale è sporca perché chi dovrebbe pulirla boicotta il sindaco. Né ci si può stupire se le migliaia di parenti e amici assunti senza concorso sono grati al benefattore, seppure indagato per complicità mafiose. Il sindaco dovrebbe controllare tutti i cassonetti della città o licenziare chi li lascia sporchi a posta? Gli autobus di pochi mesi sono già traballanti. Nessuna manutenzione, perché invecchino prima e se ne comprino altri. Perché al potere, in comuni e regioni, debbono andare i nuovi arrivati? L’Italia sta crollando. Bisogna puntellarla, non togliere i pochi sostegni rimasti. Tornano i patti, cioè i complotti. Chi tira le fila? La corruzione non è solo rubare. Spesso a favorirla sono l’ambizione sfrenata, gli accordi impropri, i compromessi ambigui, le decisioni inopportune. Ormai è tutto rovesciato, come la valutazione del merito. Premiati sono i peggiori. Anche l’onestà è un ostacolo. Quante generazioni ci vorranno per tornare alla normalità? Più sbrigativa e, purtroppo, ormai inevitabile è la catastrofe.

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