diario di tumbarello

Dignità, questa sconosciuta
Casaleggio sente aria di voto. Non si sa quando. Vinceremo, aggiunge. Intanto, per ora, vince lui solo. Ilaria Loquensi resta al proprio posto. Annullata la votazione con cui i deputati M5S avevano bocciato per incompetenza la responsabile della comunicazione. È bastato che il padrone – col solito cipiglio di chi non ammette repliche – alzasse la voce perché la sua protetta apparisse a tutti improvvisamente efficientissima. Pavidi e inadeguati, senza un briciolo di personalità, si sono dovuti rimangiare la decisione. Ecco chi accusa quotidianamente gli altri di indegnità e si candida alla guida del paese. Non basta rinunciare allo stipendio per garantire benessere e giustizia sociale. Ma gli italiani sono fatti così, masochisti e leccaculi. Ci voteranno lo stesso. Di destra o di sinistra, europeisti e antipolitici, appena vedono un uomo che ha una minima possibilità di comandare non resistono alla tentazione di scodinzolargli attorno e anche di leccarlo dove trovano spazio. Il fenomeno si è aggravato – si pensava di avere già toccato il fondo qualche anno fa – da quando anche i movimenti sono padronali. La democrazia, quindi, ha poche possibilità di sopravvivenza, chiunque vada al potere. Ecco perché gli ignoranti che si recano alle urne – i più dignitosi le disertano – vogliono provare il brivido di essere governati da Casaleggio e dai servi di nuova generazione. Tanto, peggio di così non è possibile.

Ma dov’è lo stato?
La Campania è senza governo. Neppure una gestione provvisoria, né uno straccio di supplente. Finché non sarà esaminato il ricorso del deposto governatore, la regione è bloccata. Sono talvolta le leggi a creare il malgoverno. Anzi a causarne l’assenza. Noi italiani siamo molto più bravi a rubare che a legiferare. Perché si consente a chi non è eleggibile di candidarsi? Come mai la Severino considera l’abuso d’ufficio – reato in cui incappano, il più delle volte involontariamente, quasi tutti gli amministratori – alla stessa stregua di corruzione e associazione a delinquere? Non sarebbe più logico precludere la candidatura a chi non ha i requisiti necessari? Siamo certi che le primarie “pilotate” siano un’espressione democratica? La confusione nasce dall’ambiguità. Ne approfittano le opposizioni, che gli elettori hanno recentemente bocciato, per pestare i piedi e piagnucolare senza dignità. Chi è stato battuto sonoramente qualche settimana fa, vorrebbe la replica. Lo stesso clima c’è a Roma, dove, tra coloro che chiedono le dimissioni del sindaco, ci sono i veri responsabili del malcostume che Marino ha ereditato. Quell’uomo sono in pochi a stimarlo. Non perché incapace, come tanti altri, ma perché onesto. Qualche giorno fa gli hanno messo la purga nel caffè. Ha fatto appena in tempo ad arrivare in ospedale. Seppure il 68% degli elettori ci voti, il PD sembra non voler governare in Campidoglio. A chi ha deciso di regalarne la gestione? Intanto, si scaldano i grillini nel caso di tempi supplementari.

Fidarsi è meglio
Sistemata la compagna come portavoce, Emiliano viene aggredito da un’opinione pubblica rappresentata da giornali asserviti al potere, consiglieri e parlamentari devoti al padrone e tanti altri ipocriti e corrotti. In un paese allo sfascio in cui chi non ruba è un inetto, ce la prendiamo con chi rispetta la legge, seppure non possegga il senso dell’opportunità. Del resto il portavoce deve essere persona della massima fiducia e nessuno può esserlo più della donna con cui si decide di trascorrere la vita. Magari ce l’avessero tutti la possibilità di fidarsi di chi gli sta accanto. Nell’epoca in cui imperversa tanto ciarpame politico persino in parlamento, nessuno si sarebbe scandalizzato – anzi, beato lui – se Emiliano avesse candidato e fatto eleggere una o più amanti, o peggio ancora le avesse nominate assessori. Per di più non ha un medico curante che finisce in prigione, né amicizie discutibili di collusi con la criminalità organizzata. Ecco perché per lui si prospettano tempi duri. Gli conviene adeguarsi se vuole governare in pace. Festeggi il capodanno a Gstaadt o a Montecarlo a spese della regione. Avrà tanti simpatizzanti e sostenitori. L’unico inconveniente è che stando dalla mattina alla sera appiccicato alla donna che ama, tornando a casa non avranno più nulla di cui parlare. Ma di questo, né Emiliano né i suoi detrattori si rendono conto.

Meno male che Draghi c’è
Qual è la nostra posizione sulla Grecia? Se ce l’abbiamo, non è influente. Padoan si è affrettato a dire che non rischiamo il default. Così gli hanno detto di dichiarare e lui, seppure economista di fama mondiale, all’apice della carriera, diligentemente esegue, come una Serracchiani qualsiasi. Significa che non siamo fuori pericolo. Se no, che bisogno c’è di precisare? Nessun altro governo europeo ha rassicurato i propri cittadini. Perché, per gli altri paesi è normale non fallire. Per noi, invece, è un evento da celebrare. Chiude l’impianto avveniristico della Nuova Fiera di Roma, e ci raccontano che l’economia è in netta ripresa. Stanno per essere soppressi centinaia di uffici postali e tanti postini licenziati. Ma, secondo gli spot governativi, l’occupazione aumenta. L’ANSA riduce l’organico di 65 giornalisti ed esplode il boom economico! Il superamento della crisi è una farneticazione cui nessuno più crede, essendo la triste realtà sotto gli occhi di tutti. Lasciate in pace quei milioni di poveri disoccupati. Che cosa gliene importa di sentire proclamare ogni giorno la crescita inesistente del PIL e della produttività, se, almeno, non si fermano i licenziamenti? Non è più saggio tacere anziché prendere in giro chi ha già tanti problemi da risolvere? La menzogna è un peccato gravissimo, soprattutto per chi si dice cattolico. Quando si prosciugheranno le riserve familiari, in molti saranno costretti a delinquere come i politici. Per fortuna c’è la BCE a proteggerci. Offriamo ex voto a San Mario. Non contiamo niente in Europa. Siamo nelle mani di Hollande e Merkel. Ogni tanto si affaccia al desk un norvegese o un belga, ma a manovrare ci sono sempre loro due. L’Italia è in panchina. È ormai tanto tempo che non gioca da titolare. Ci illudono che saremo promossi. Invece, sarà già un successo non retrocedere.

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