Ma noi continuiamo ad applaudire
Seppure fosse arrogante, prepotente e non proprio lindo, ci conveniva tenerlo da conto Craxi. Adesso non c’è nessuno che possa mediare col mondo islamico, né accettarne la sfida. Povera gente dimenticata, alla ricerca di una legittima rivalsa, ma nel modo più sbagliato. Basterebbe forse allungare la mano. Ma chi può creare il contatto? Lui sarebbe stato in grado. Mise Reagan in riga. Non siamo stati previdenti. Lo chiamavamo affettuosamente Bettino, ma, in realtà, conveniva a tutti eliminarlo. Anche a chi era stato lautamente beneficiato. Infatti, ci siamo ben guardati dal farlo tornare quando era possibile. Troppa personalità e differenza di statura. Nani e ballerine, che un tempo erano i giullari, adesso sono attori. Presuntuosi come siamo, abbiamo prediletto le mezze figure che scodinzolano e non possono scoprire scheletri nascosti, neppure se uscissero da soli dall’armadio. Preziosi per adulare e farci sentire più alti, i mediocri sono, però, inutili nei momenti di crisi, quando sono necessarie le idee. Infatti, la destra si è ridotta nelle mani di Salvini, la sinistra ancora peggio, in pole position c’è Casaleggio. Nessuno capisce se conviene metterci con la Merkel o con Tsipras. Figuriamoci risolvere il problema dell’ISIS. Ma, poi, perché dovremmo, ignoranti e stolti come siamo?

Parlamentari fantasma
Persino Laura Boldrini si stupisce che Galan, benché agli arresti domiciliari, sia ancora deputato e, per di più, presidente della Commissione Cultura della Camera. Ha patteggiato grazie a una legge iniqua, che non prevede neppure il perdono da parte dei danneggiati. E che, invece, il magistrato non può respingere se non nei rari casi di incostituzionalità. Basta che un ladro accetti la condanna a una pena che, poi, non sconta – al di sotto dei tre anni di reclusione scatta il condono – e paghi una somma irrisoria, in confronto a quella che secondo l’accusa si è fregato, per essere un uomo libero. Addirittura con la fedina penale pulita. In un paese democratico una simile legislazione è imbarazzante. Il processo penale è ridotto a un mero atto amministrativo. Non si arriva a stabilire la colpevolezza o l’innocenza dell’imputato. Che ingiustizia!  Quando all’ex Presidente del Veneto scadrà il periodo di detenzione, tornerà a occupare con disinvoltura – come se nulla fosse accaduto – lo scranno del legislatore, con nobiltà culturale. Molti lo accoglieranno con applausi e calorosi abbracci. Che vergogna! Perché si continuano a sfornare leggi che il più delle volte proteggono i delinquenti e nessuna, mai, il popolo? Come possono gli italiani rassegnarsi a una simile umiliazione? Come può illudersi un siffatto paese di uscire dalla crisi?

Basterebbe essere un po’ più onesti
Potremmo essere un paese ricco, anzi ricchissimo. Ci penalizzano, però, gli sprechi e la corruzione, forse anche la classe dirigente che ci meritiamo. Con un controllo più oculato e severo sulla spesa pubblica, avremmo un milione e mezzo di posti di lavoro in più e pagheremmo il 25% di tasse in meno. Cioè, potremmo trascorrere tutti i week end a Montecarlo, magari buttando i soldi alla roulette. Se, poi, riuscissimo pure a limitare l’evasione fiscale, avremmo sconfitto la miseria. L’India e la Cina ci farebbero un baffo. I ladri non avrebbero bisogno di rubare perché sarebbero ugualmente facoltosi. Lo rivela una stima – ma anche un mea culpa – di Mario Baldassarri, vice ministro dell’economia dal 2001 al 2006. Per pietà di patria, lo studioso limita la proiezione al 2014 e non va oltre. Si scoprirebbe l’impoverimento esponenziale cui la nostra economia è destinata, non essendo affatto regredita la disonestà nazionale. L’imbroglio e il raggiro sono ormai i requisiti fondamentali della nostra produttività. Chi non ne è dotato è costretto a emigrare perché non trova spazio in una società che ha scientemente scelto di essere stolta e scellerata.

Ma chi la vuole, la giustizia?
Una cinquantina di medici saranno le prime vittime della giustizia capitolina. Finora era consentito certificare il falso. Ma non proprio a San Silvestro, perché il vigile possa festeggiare il nuovo anno in famiglia. Perché, intanto, Roma è in balia degli scapestrati che brindano per le strade e il traffico va in tilt. Basta. Si comincia da oggi a rigare dritto, senza preavviso. Che diamine, non si può più favorire un paziente? Che ne sapevano che anche per tanti altri sarebbe stata certificato un malessere. Altrove si ruba ancora, ma per il medico di famiglia è finita la cuccagna. Solo per lui e i pazienti. Forse non potrà più professare. Sarà addirittura radiato dall’albo. Anche se nel giuramento di Ippocrate non è menzionato il certificato. Per ora gli altri continuino pure a delinquere. Cominciamo a occuparci di una categoria. Certo, questo Marino non ci voleva proprio. Da dove è saltato fuori? Prima di lui ognuno faceva i propri comodi. Si assumevano parenti, amici, compagni di merenda, consulenti corrotti, personaggi violenti. Fa bene il governo a delegare un prefetto di polizia per destituirlo. Meglio se arriva, poi, un grillino che non ci capisce nulla. Doveva avvertire, mettere una scadenza. Dal giorno tale si comincia a fare il proprio dovere. No che da un giorno all’altro…. Vuole stare fino al 2023, per ridare decoro alla città. Ma è pazzo. Chi gli ha chiesto niente! Ridateci subito il puzzone.

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