diario di tumbarello

Sanguisughe  non succhiano più
Il cerchio è magico solo per chi lo sfrutta senza merito. Parassiti. Andava bene quando le vacche erano grasse. Con questo andazzo non potevano non dimagrire. Ha ragione la Pascale a volerlo spezzare. È una rivoluzione vera e propria. La prima nella storia della famiglia. Finora si è solo cambiato nome come spostare i mobili. Se a prendere le redini è, invece, una donna giovane e sana dai mente, non basta più adulare. Si ristabilirà l’equilibrio dei valori. Finalmente si è svegliata l’unica a poter dire al padrone ciò che pensa, senza scodinzolargli attorno. Ma ormai la stia e aperta. Scappano tutti, compresi gli elettori. Le Olgettine, che sanno qualcosa, chiedono soldi per non parlare. Lei, che è al corrente di tutto, dovrebbe pretendere il potere, prima che si dissipi. A differenza delle beneficiate – tutte più o meno ciarpame – è una ragazza del Sud, bella e intelligente. Ridicola come First Lady, fallita come consigliera, potrebbe tentare la carta del protagonismo. Del resto, non può essere peggio di tante ministre del suo clan e di quello avverso. È certamente meglio di una delle grilline, che eccitano le aspettative di un lettorato stolto e ignorante. Lei, almeno, non è mai stata disoccupata. Neppure quando non era la favorita. Ha 30anni come l’insana moda del momento richiede, ma l’esperienza di un sacerdote, che avendo sentito tante confessioni, è come se ne avesse 60. Del resto, è la sola a voler bene al padrone ed essergli grata. Forse è troppo tardi. Troppi processi, condanne, brutte figure, cattivi esempi, persino la radiazione dal parlamento. Doveva svegliarsi prima, Pascale, e spezzare quel cerchio maledetto quando tutto sembrava ancora magico. Ormai è finito l’appeal del ricco che non ha bisogno di rubare. Perché ha fatto di peggio.

Quando la politica è equivoca
La macchina del fango è in evoluzione. Ora si estende anche a sinistra. Ma, essendo ancora in rodaggio, ogni tanto va contro i suoi stessi interessi. Anche i giornali – tanto per vendere qualche copiai più – come un tempo la magistratura e il presidente si inseriscono negli spazi lasciati vuoti dalla politica. Da noi, purtroppo, le istituzioni si intromettono quando non dovrebbero. Tacciono quando i cittadini ne implorano l’intervento. È l’Italia claudicante del terzo millennio. Quando correva le prendevamo lo sgambetto. Finalmente siamo riusciti a farla crollare. Ecco perché ogni uomo di potere ha amici di cui vergognarsi. È bene che si intercetti. Si scopre sempre un vaso che puzza. Non si può non essere solidali con Lucia Borsellino e con tutti gli orfani di violenza. Soprattutto con chi non ha goduto di benefici. Poveri Raciti, dimenticati perché orfani di serie B. La procura smentisce. Ma preferiamo credere ai giornali che abitualmente mentono. Se Crocetta ha davvero udito quelle parole senza reagire disgustato è indegno. Da biasimare anche il living di ringiovanimento a spese dello stato. Comunque sia andata, rappresenta la Sicilia che cerchiamo di dimenticare. Quella del “ci penso io”, del “gli incarichi importanti vanno agli amici”, del “non ci vergogniamo perché gli altri sono peggio di noi”. Ci si chiede solo perché il PD ci tenga tanto a perdere la Sicilia, come la Liguria. A chi l ha promessa? I grillini, silenti, sono in agguato. Questo e il momento giusto per impossessarsi – con la complicità degli elettori e la dabbenaggine dell’avversario – del primo posto di potere. Ma, si, diamo glielo pure! Tanto, prima di risalire, dobbiamo toccare il fondo. 

Il test etilico al presidente
Il livello della povertà è costante. Finalmente una buona notizia. Cinque milioni di italiani si dibattono in gravi problemi di sopravvivenza. È un successo del governo se la miseria non è aumentata. Tanto più che nessuno interviene per aggredire il fenomeno. Invece, l’arroganza e la violenza del potere sono in crescita esponenziale. È, ugualmente, nessuno fa niente perché diminuiscano. Anzi, si cerca di minimizzare e giustificarne gli scatti d’ira. Troppo stress, troppe responsabilità. Ecco perché bisogna comprenderli e solidarizzare. Nella stessa situazione Il poveraccio, invece, è un delinquente. Ed è giusto che sia punito severamente. È una vergogna che a Capolidichino i poliziotti non siano addetti ai bagagli. Si rifiutano di portarli ai VIP. Bene, quindi, ha fatto il cavaliere del lavoro ad aggredire il commissario. Servirà di lezione per il futuro anche ai suoi colleghi. La divisa deve essere al servizio del potere. Se la vittima fosse stato un clandestino, sarebbe subito intervenuto Salvini perché fosse sbattuto in galera e buttata la chiave. Non so se ho detto qualcosa di sinistra o di buonsenso. Abbiamo dimenticato di essere cattolici. Chi parlò della cruna dell’ago, Marx o Gesù? Ai giocatori fanno l’antidoping, ai presidenti no. Viva la democrazia e la giustizia sociale. Anche se siamo tifosi, ricordiamoci, però, che siamo in guerra e non dobbiamo schierarci nelle linee nemiche. 

La Grecia non è più sola
I baby pensionati c’è li abbiamo anche noi, come i greci. In più abbiamo i senior, che ne hanno pieno diritto – e quelli con lo scivolo, per salvare le aziende in crisi. Poi i vitalizi parlamentari e regionali, e addirittura i cumuli in modo da godere di più pensioni. Ormai i governi non cadono più perché deputati e senatori arrivino a maturare di che vivere quando la politica li espellerà. Ci sono pure le pensioni d’oro, che probabilmente i greci no n hanno. Arrivano – chissà in base a quale logica – fino a 90 mila euro al mese. Non ci facciamo manca nulla noi italiani. Abbiamo 15 milioni di pensionati, il doppio che nel resto d’Europa. Altro che Grecia. Poi, c’è il lavoro in nero. Figurano disoccupati per non pagare tasse né loro né l’imprenditore. Siamo un paese che vive alle spalle dello stato. Molte famiglie si arrangiano grazie alla pensione dei nonni. Ecco perché i ristoranti sono pieni e le autostrade affollate. I giovani non studiano né hanno inventiva e neppure stimoli di lavoro. Essendo ignoranti avrebbero diritto a un’occupazione modesta che, però, loro disdegnano. Li accettano i clandestini, che si accontentano di qualsiasi lavoro. Soprattutto si riproducono. mentre noi siamo negativi anche nella natalità. Forse ci avviamo alla sterilità, dato che ormai. gli organi genitali – tra pillola e viagra – servono solo a trastullarci fino in età avanzata.

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