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La linea retta sembra ormai scomparsa dai percorsi della politica. Gli ultimi atti compiuti in un agosto infuocato, forse confidando nella distrazione degli italiani in vacanza, ne hanno fornito prove evidenti. Una opinabile richiesta di arresti domiciliari della magistratura di Trani nei confronti del Sen. Azzolini, per un decennio potente Presidente Commissione Bilancio, è stata respinta, grazie alla libertà di voto concessa ai propri parlamentari da un PD, fino a ieri noto come il più giustizialista di tutti i partiti. Pur non volendo pensar male, è inevitabile chiedersi se la scoperta del garantismo non sia stata in qualche modo influenzata dalle esplicite minacce di eventuali ripercussioni sulla maggioranza di Governo da parte del NCD e principalmente del proprio capo gruppo al Senato in caso di esito negativo del voto. Il sospetto successivamente si è rafforzato di fronte alla spavalda dichiarazione del Presidente del Consiglio – Segretario del PD che il Parlamento non è il passacarte dei PM, mentre il Presidente del Senato, cui competeva una affermazione del genere, si è rifugiato in un assordante silenzio; forse dormiva.
La trasversalità della politica ha trovato, come sempre, il suo culmine nella vicenda RAI. Il segnale di un doppio infortunio al Senato sulla riforma dell’Ente radiotelevisivo statale, ha fatto capire al giovane Matteo che chi tenta di toccare i fili dell’alta tensione, rischia di rimanere carbonizzato.
Così, con una ammirevole improntitudine, dopo aver più volte annunciato nel passato che mai avrebbe proceduto al rinnovo del CdA RAI con la Legge Gasparri, ha cambiato idea ed ha proceduto alla nomina del nuovo organo amministrativo, inserendo le personalità a lui fedeli, che aveva prescelto, ma ricorrendo al solito accordo trasversale con le opposizioni, e principalmente con Berlusconi, sempre attentissimo alle questioni riguardanti il mondo delle TV. In cambio ha pacificamente ottenuto la cessione di un gruppetto di Senatori disperati, guidati da Verdini, che gli garantiranno l’approvazione della riforma costituzionale, neutralizzando l’opposizione interna del proprio partito e probabilmente concedendo qualcosa all’ex neo rialleato del Nazareno, sempre grazie allo stesso personaggio garante. Si può francamente affermare che la trasversalità della politica italiana, ormai è ufficialmente diagonale.

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