diario di tumbarello

È crollato l’ultimo argine
Si capiva che era fragile. Ma si sperava in una maggiore Resistenza. I nipoti di chi era abituato alle grandi manovre non hanno la stessa ossatura. Partono, armi in resta, e chiedono subito la tregua. Ansimano e sono costretti a piegarsi e strisciare. Non vedevano l’ora di accettare un accordo, anche se su un articolo marginale. Il Senato c’è, ma non è più influente. Non è stato un armistizio ma una resa. Purtroppo era l’ultimo residuo di democrazia. Ridateci la sinistra che perde. Stanchi di sconfitte dignitose, vogliono vincere anche loro. Ma hanno optato per la vittoria senza onore. Adesso sono omologati, come tutti gli altri. Dem è ancora l’abbreviazione di democratici o piuttosto di dementi? Forse di demoralizzato, come oggi siamo tutti. Per fortuna c’è ancora quel 50% di cittadini disgustati che, per non essere complici del potere, non si recano più alle urne. Povera Italia, senza guida né protezione e neppure speranze. Senza garanzie né garanti. Tra complicità e gratitudine, Ponzio Pilato, a confronto, era un eroe. Non volevamo alcuna riforma. Eppure c’è toccato affidarle a un parlamento illegale. Poi, la beffa. Proprio chi lo aveva delegittimato ne legittima ora i provvedimenti iniqui.

Giuro di dire la verità, ma alla Bill Clinton
Mentimmo per ottenere l’Expo. Dovevamo creare certe strutture. Ce ne siamo dimenticati. Non avevamo i soldi, né l’intenzione. Per fortuna, il successo ci ha protetti. Forse anche la bellezza del paese di cui non abbiamo merito. Adesso vogliamo anche le Olimpiadi del 2024. Speriamo che non si ricordino degli impegni mancati, così, probabilmente ce le daranno. E poi, organizzatore è Montezemolo, inossidabile e insostituibile. Che Dio gli dia lunga vita. Senza, non sapremmo come fare. Andiamo avanti come siamo abituati, promettendo di rispettare le regole, assicurando di mantenere le promesse, magari giurando sulla testa dei nostri figli. Del resto, lo fanno anche i presidenti USA dove dire il falso è un grave reato. Figuriamoci da noi, che è indice di abilità e capacità. Se scoperti con le mani nella marmellata, ci appelliamo alla persecuzione giudiziaria. Si cambia generazione, ma la cultura ormai è radicata. Siamo i prestigiatori più esperti. Per manipolare la realtà non abbiamo neppure bisogno della bacchetta magica. Facciamo sparire qualsiasi oggetto, ma non le persone inique che ci hanno ridotto sul lastrico. Che, infatti, si rigenerano anche quando sembrano definitivamente scomparse.

L’Italia televisiva che non merita la democrazia
Se si facessero pagare sarebbe triste, ma almeno giustificato. Invece, applaudono stoltamente gratis. Adesso lo fanno a comando, pur di fare da pubblico finto in qualsiasi trasmissione, con la speranza di essere ripresi. Massaie ignoranti e qualche marito a loro adeguato, coppie di disoccupati e maniaci del presenzialismo portano negli studi televisivi quel residuo di dignità che gli è rimasto e battono le mani ogni volta che glielo chiedono. Per spacciare di successo uno spettacolo spesso noioso e inutile, che non merita consensi né, meno ancora, applausi. Chi deroga può scordarsi di intervenire una prossima volta. È un raggiro che il codice penale ancora non prevede come reato, ma che altera il meccanismo di valutazione e danneggia la società. Le prime vittime sono gli stessi figli di chi cede l’unico potere che la povera gente possiede. Purtroppo utilizzano allo stesso modo il voto. È questa Italia da quinta elementare la vera responsabile del degrado in cui siamo precipitati. Il malcostume ha inspiegabilmente contagiato anche le trasmissioni di successo. Crozza, per esempio, non avrebbe bisogno di un consenso sollecitato, essendo l’unico personaggio che denuncia non solo la corruzione ma soprattutto il ridicolo  del nostro povero paese, cioè chi applaude a comando. Eppure anche lui viene interrotto e deve fermarsi, perdendo talvolta il ritmo, perché un idiota ha dato il via all’applauso, che sarebbe arrivato ugualmente spontaneo. Nonostante questo e tutto il resto, pare che siamo usciti dalla crisi. Se fosse vero, abbiamo il dovere di esultare, trattandosi di un miracolo che non meritiamo.

Battibecco tra indagati ignoranti
Non ha cultura e neppure buonsenso, né, meno ancora, coerenza. Le due lauree – se è vero che ce le ha – la caricano solo di arroganza, non di buonsenso. Anche nella dignitosa Sardegna gli ex comunisti sono in cerca di collocazione e si ricicla nelle file dei voltagabbana che si prostrano al potere pur di avere una poltrona o, magari, di uno strapuntino. Tipico degli ignoranti è attribuire ai collaboratori la responsabilità delle figuracce. Essere indagati, per pochi miserabili soldi, talvolta è il meno. Più grave è il danno che si procura alla società rispettando la legge o affermando stupidaggini per ricordare la propria esistenza. Farsi correggere, per difendere i lavoratori, da chi non ha qualifiche di comportamento né titoli di studio è ancora più mortificante. Ci sono aziende che pagano mensilmente impiegati che sono costretti ad assumere, ma a condizione che vadano solo a ritirare lo stipendio. Così dovrebbe essere anche per certi membri del governo. L’Italia va male e andrà anche peggio finché, pur di acquisire un consenso, si affidano incarichi di responsabilità a incompetenti che, una volta nella carta stagnola, credono di essere diventati cioccolatini. Probabilmente riuscirebbero a mimetizzarsi, se non fosse per l’odore.

Filadelfia, mon amour
I delinquenti possono fare politica e gestire le nostre vite. Nessuno protesta né si indigna. Anzi. Scottone, però, non può insegnare. Che paese strano! Marino è un brav’uomo, ma non può fare il sindaco. Certo, tanto normale non è. Se no, il Papa lo avrebbe incontrato a Roma. Magari con più comodo. Lasciamo perdere le spese, il cui controllo è prerogativa di 5Stelle. Avrebbero sindacato persino il taxi per il Vaticano. (Non avendo altre soluzioni, credono solo nel risparmio. Penso con terrore alla riduzione di stipendi e pensioni quando arriveranno al potere). A parte la fatica del viaggio, che senso ha andare Filadelfia? Perché farsi dileggiare? Non ha collaboratori e una famiglia a consigliarlo? O sono loro che lo inducono ad attirarsi addosso tante critiche inutili? Sono piuttosto i suggeritori che il suo badante – è diffusa, invece, la sensazione che voglia fargli le scarpe com’è d’uso al giorno d’oggi – dovrebbe individuare e allontanare. Con tutta la simpatia che un uomo ingenuo e onesto come lui ispira, sta diventando indifendibile. Sembra posseduto dal maligno. Si faccia esorcizzare. Non è possibile essere così sprovveduto. Non può proprio stare una settimana senza far parlare di sé? È tanto insopportabile la crisi d’astinenza da stupidaggini? Oppure, si sta prodigando anche lui per Di Battista al Campidoglio?

Italiani brava gente, e tedeschi di Germania
Crollo in Borsa. La Volkswagen perde un terzo del suo valore. Proprio quella di Wolfsburg, tedesca di Germania. Undici milioni di auto truccate. Truffano anche loro, come noi, come tutti ormai. Noi, però, siamo più bravi. Loro si fanno beccare. Subito condannati a miliardi di penale. Non sono più affidabili. Ora non possono puntare il dito su chi sbaglia né guidare l’Europa. Troppo intolleranti, ma ingenui. Appena imbrogliano vengono scoperti. I migliori siamo sempre noi. Le leggi ci assicurano l’immunità. A tre miliardi di euro ogni sei mesi ammontano gli sprechi e le ruberie nella pubblica amministrazione. Va avanti da anni e non se n’è mai accorto nessuno. Chi vedeva si voltava dall’altra parte. Anche i funzionari sono complici, persino i Direttori Generali. Impiegati e uscieri ubbidiscono e imitano. Scoperti, dovranno restituire qualcosa. Ma rimarranno ai loro posti, per continuare a rubare e insegnarlo agli altri. L’art. 18 è stato abolito per cacciare gli antipatici, non i ladri. Così riparte il PIL. Adesso l’Italia deve accelerare. Nella crescita o nella corruzione, che è la nostra attività più congeniale? Sora Merkel chiederà scusa al mondo intero. Licenzierà i responsabili. Ergastolo per tutti. Molti faranno harakiri. Forse anche lei. Noi, invece, siamo più avveduti. I delinquenti li mettiamo nel Board e talvolta addirittura nel governo.

 

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