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Che la stampa italiana mostri, da tempo, un atteggiamento censorio sulle iniziative liberali, in particolare del Partito Liberale Italiano, è cosa nota. L’ostruzionismo verso le battaglie di questo storico e nobile partito, le cui donne e i cui uomini non si abbattono di certo per questo, visto che viaggiano sui sogni incrollabili della gobettiana rivoluzione, è ormai cronico. Per dirla in poche parole, una ragione in tanti se la sono fatta, soprattutto se non si prescinde dall’amara constatazione che indipendenza e pluralismo sono virtù rare nei media nostrani.

Detto questo, era sinceramente impensabile, anche agli occhi del più concreto empirista, che il boicottaggio verso il mondo liberale valicasse i confini nazionali e coinvolgesse le terre d’oltreoceano.

E’ noto a tutti il recente, straordinario successo del Partito Liberale del Canada e del suo leader, Justin Trudeau, designato Primo Ministro con insediamento del suo governo programmato per il prossimo 4 novembre. Un trionfo che ha fatto gioire i liberali di tutto il mondo, compresi quelli italiani, speranzosi che il Real Change di Trudeau possa avere affermazione altrove.

Ebbene, molti media italiani, specialmente quelli di maggior prestigio e diffusione, hanno descritto la vittoria del Liberal Party of Canada come un successo della sinistra. Sono stati battuti i Conservatori, rappresentativi della destra canadese, al governo con Stephen Harper da nove anni, per cui è, per alcuni giornali italiani, come se avesse vinto il Partito Democratico di quel paese. Non conta il fatto che il Partito Liberale del Canada sia, dal lontano 1861, anno della fondazione, dichiaratamente di centro; poco interessa che faccia parte dell’Internazionale Liberale e che, pertanto, abbia come modello il Manifesto di Oxford, punto di riferimento per tutti i partiti dichiaratamente liberali. Molti giornalisti delle nostre parti hanno dimenticato che la sinistra, in Canada, è rappresentata dal Nuovo Partito Democratico, forza socialdemocratica vittima, insieme ai Conservatori, del programma apertamente liberale di Trudeau, figlio di Pierre, politico carismatico degli anni ’70 e ’80 e considerato uno dei più grandi leaders poitici della storia della terra simboleggiata dalla foglia d’acero.

E proprio il programma elettorale del Parti libéral du Canada (in Canada è d’obbligo il bilinguismo anglo-francese) mostra come i recenti vincitori si siano mossi con una coerenza invidiabile, puntando su temi attuali come l’ambiente, i diritti delle minoranze con particolare attenzione agli indigeni loro malgrado vittime di numerosi casi di violenza, la tassazione più equa e favorevole per la classe media, l’aborto e la legalizzazione della marijuana. I principi della società aperta e della responsabilità individuale fondanti il liberalismo sono alla base dell’azione del Partito Liberale del Canada. Non a caso, in Italia, i più entusiasti di questo successo sono proprio gli esponenti del Partito Liberale Italiano, fiduciosi che il Real Change canadese possa essere esportato, sotto forma di Rivoluzione Liberale, nella democrazia imperfetta del Belpaese. 

Con buona pace della stampa nostrana, la cui visione politica si limita a una polarizzazione mai pienamente accettata dai liberali. Volenti o nolenti, il mondo politico internazionale è poche volte rappresentato soltanto da una destra e da una sinistra, ma esiste un centro, di tradizione liberale, di cui Trudeau e i suoi rappresentano un meraviglioso modello. Per fare solo un altro esempio nell’ambito dei paesi occidentali, non bisogna dimenticare i Lib Dems britannici, solo recentemente ridimensionati, ma da sempre punto di riferimento dell’elettorato di centro nel Regno Unito. E in questo contesto, sebbene con diverse difficoltà e l’ostruzionismo mediatico di cui sopra, lavora il Partito Liberale Italiano.

Ai signori giornalisti italiani che ignorano questa realtà basterebbe ricordare quello che scrisse anni fa Benedetto Croce, in una mirabile sintesi delle ragioni e delle necessità dell’esistenza di un partito autenticamente liberale: “Il Partito Liberale esaminerà e discuterà sempre provvedimenti di sinistra e di destra, di progresso e di conservazione, e ne adotterà degli uni e degli altri, e, se così piace, con maggiore frequenza quelli del progresso che quelli della conservazione”.

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