diario di tumbarello

Non sappiamo fare politica
Tutti contro chi indebolisce il potere. Gli altri sono genuflessi. Nessuno ne approfitta e lo sostiene, per fare dispetto al PD. Che modo è di fare opposizione? Giustificati solo i grillini perché favoriti alle prossime elezioni. Se non se ne va con le buone, si ricorre alla sfiducia. Chi disubbidisce, in castigo dietro la lavagna. Nessuno si oppone. Eppure non hanno un candidato. Qualcuno si è chiesto perché vogliono perdere il Campidoglio? A chi l’hanno promesso? Tornano in pista le cariatidi. Persino chi fu sconfitto da Alemanno. È solo contro tutti e deve cedere. Se no, si riattiva la macchina del fango. La corruzione divora il paese. Ma ci scandalizziamo per qualche cena, forse regolare. Gli osti, che non emettono ricevute fiscali, ora sono testimoni attendibili. Forse scroccava anche a Pittsburg. Nemici e avversari politici stanno indagando. I congiurati diventano giudici. “Tra un’immersione e l’altra” erano foto del 2010. Ma, per denigrarlo, le istituzioni se ne servono oggi. Certo, non brilla per furbizia. Denuncia le trame mafiose e cerca la solidarietà del partito. Trascrive i matrimoni gay e poi va a Filadelfia. Il Papa non si lascia sfuggire l’occasione. Le strade di Roma sono piene di buche perché i costruttori si arricchiscono risparmiando catrame. Ma la colpa è sua. L’Italia premia persino l’efficienza di impiegati assenteisti. Ma a essere licenziato è il sindaco di  Roma. Non si protesta quando a condannare è il potere. Nessuno reagì quando vennero a prendere gli ebrei, gli zingari, i comunisti, i dissidenti e altri innocenti. Se si rimane a guardare senza intervenire, prima o poi tocca a tutti. 

Se ci fosse lo stato……
…..non saremmo così esasperati da dovere uccidere i ladri in casa. Pazienza, faremo da noi. C’è troppo odio tra giovani e anziani, tra uomini e donne, tra cittadini probi e criminali. Quando capita l’occasione, si spara. Non per crudeltà. Per rabbia, per paura, perché istigati dal partito xenofobo, per vendicare tutte le vittime che non ne hanno avuto la possibilità. Raramente per legittima difesa. Ma soprattutto perché dopo due settimane è di nuovo in libertà e riprende a rubare. Solo se “punito definitivamente” non delinque più. Così era nel Far West. Da noi è peggio, perché viviamo in una democrazia, che, però, nessuno protegge. Perché non ne siamo capaci. Siamo solo in cerca di consenso. Non c’è neppure misericordia. Sfilano sotto il balcone del giustiziere e sono solidali quelli che, al governo per anni, hanno votato “Ruby nipote di Mubarak” e leggi ad personam, ma non quelle di cui oggi lamentano la carenza. Così non si può continuare. C’è corruzione ovunque. Tra magistrati, poliziotti, amministratori, politici e presto anche tra la gente per bene. Perché discriminare i ladri artigianali? Non sono più in minoranza. La lobby diventerà un sindacato. Sarà il più efficiente. Reclameranno i loro diritti. Così riparte l’Italia. A bordo non c’è posto per i cittadini onesti. Quanto tempo ancora può sopravvivere questo nostro povero paese? 

Che vergogna, Padoan!
Un regalo a chi ricicla denaro sporco. Con tanti soldi in tasca girano solo i ladri e gli imbroglioni. I pensionati non hanno carta di credito, ma neppure tremila euro. Si aspetta inutilmente una legge in favore della povera gente. Privilegiati sono sempre i disonesti. Sembrano complici, ma non si possono criticare. Chi non è d’accordo, gufa e parla come Totò. Il menetore e compare racconta barzellette. Così si spiega la legge di stabilità e la ripresa agli italiani. È riuscito a superare il maestro, anche lui autodidatta. Non era facile. L’opposizione politica è solo nel PD. Gli altri sono tutti d’accordo. Maggioranza esagerata. Un tempo si diceva bulgara, adesso italica. Ma la nostra non è – ancora – una dittatura. Si vota come se lo fosse. Se no, si mette la fiducia. E tutti se la fanno sotto, anziché gioire. Finalmente parla il garante. Fare pulizia. Se no, non si va da nessuna parte. Ma non gli daranno retta. Come con le sentenze della Consulta. Ci si puliscono le scarpe. Aboliamo questi organi inutili che servono solo a illuderci. I grillini non l’hanno capito. Credono che il problema sia lo spreco. Anche loro illudono tanti disperati. Ma sono solo neofiti della politica, come gli altri. La verità è che siamo rassegnati. Un tempo la signora Padoan avrebbe atteso il marito col mattarello in mano. Erano le mogli – e anche i figli – a difendere la dignità dei mariti e le sorti del paese. Oggi non si rende più conto a nessuno, nemmeno alla propria coscienza. Eppure non è un corrotto. Ma hanno plagiato anche lui. Chiunque valga zero, ha licenza di uccidere l’Italia. 

Grazie Volkswagen.
Non si parla più della Merkel. Era un’ossessione. Basta un nonnulla perché i personaggi del terzo millennio vengano dimenticati. Persino cancellati dalla storia. Questo è lo spessore di chi fa politica oggi. Noi ne abbiamo anche di più sottili. È come se non fossero mai nati. Fino a qualche giorno fa si intrometteva nelle trattative con la Grecia. Dettava le condizioni e dava i voti a tutti. Sceglieva, insolente, pure i migranti da ospitare. Perché non prenotiamo anche noi qualche siriano? Spettano tutti a lei, perché sono migliori. La generosità ripropone il mercato degli schiavi. La prima scelta al sultano. Poi a chi ha quattrini. Non ci sono le persone probe di un tempo. Il più pulito ha la scabbia. La corruzione dilaga. È arrivata anche in Germania, che credevamo onesti, quindi autorevoli. L’auto è il primo sintomo. Peccato che non ci sappiamo fare. Da vent’anni scriviamo sotto dettatura. Guai a protestare. Mai un corteo né una manifestazione. La compiacenza ha sostituito la protesta, quindi la dignità. Non c’è più il sindacato. Degradato anche quello. L’abbiamo tanto vituperato, adesso lo rimpiangiamo. Ci hanno dato la bicicletta senza sellino e pedaliamo lo stesso. Senza fiatare perché temiamo che ci tolgano anche quella. L’applauso copre il rumore degli intrighi e dei patti. Quelli di prima qualche guaio lo combinavano pure. Ma, almeno, erano uomini. Per evitare rappresaglie, meglio ubbidire. I nostri figli si arrangino. 

I pedofili se la cavano con una multa
Non si costruiscono nuove carceri. Se no, si dovrebbero arrestare tutti i criminali. Anche i VIP, che ormai sono tanti e in continuo aumento. La più grande coalizione politica. Meglio creare pallativi. L’istituto del patteggiamento, del procedimento breve, della restituzione di un centesimo del maltolto. Voto di scambio occulto. Saranno i nostri elettori. Tanto la gente perbene non capisce. I pedofili pagano solo una multa. Poi vanno a messa. Magari, complice chi li confessa. si comunicano pure. L’interessante è che l’Italia riparta. Anche se non è vero, basta proclamarlo continuamente. Finiremo col crederlo. Se si esce dalla crisi dimentichiamo tutto. È l’amnistia del denaro. Abbiamo stravolto la Costituzione, figuriamoci la legge morale. Non è più attuale. Intralcia la corruzione e il vizio. Non si può neppure abusare di una bambina. Che diamine! E poi, dov’è scritta? Abbiamo sconfitto il bigottismo. Così, ormai, cresce il paese. Sono sparite le Tavole di Mosè. È rimasto, per fortuna, il Vitello d’Oro. Ora è lecito adorarlo. La mediocrità non è peccaminosa. Allora, tutti al governo. Il piacere innanzi tutto. I figli si vergognano. Ma le madri li mettono a tacere. Alleviamo una generazione di infelici. Per ora sono solo disoccupati e precari. Domani saranno molto peggio. Per fortuna la politica è stabile. Il meglio non esiste più. Scegliamo il male minore.

 

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