diario di tumbarello

Mendicanti di professione
Tutti possono trovarsi in conflitto di interessi. Anche il padre della Boschi, che è certamente persona per bene, come la figlia garantisce. Infatti, non è lui che dovrebbe dimettersi. A pensarci bene, è ridicolo parlare di un reato ormai depenalizzato da una tradizione ventennale. La giustizia certificò persino l’esistenza di una nipote di Mubarak tra le pratiche istituzionali. Le dimissioni non sono un’ammissione di colpevolezza, ma, una conferma di estraneità. Ma i gesti signorili sono sconosciuti a questa politica. Il voto in parlamento è una presa in giro. Tanto, sono tutti genuflessi. Anche la sinistra dem alza bandiera bianca e finge solidarietà. I loro voti non contano più nulla. Allora, per rientrare, offrono in cambio la dignità. Sono gli ultimi spiccioli rimasti. Forse anche inutili. Poveri Bersani & C! Difendono la ragazza sperando in una candidatura. È l’unico mercato in cui esiste ancora il baratto. Così, la tangente non è reato. La prossima riforma abolirà la morale. Tutti zitti. Anche Lupi. Si dovette dimettere per un orologio da quattro soldi. Protestare non è di moda. Sarebbe di cattivo esempio. Neppure i cattolici di professione difendono più i figli. Ecco il nuovo modello di famiglia. Si venera il vitello solo se è d’oro. Sta crollando tutto e noi ce la prendiamo con la seggiola sghemba. Se ne venisse un’altra, non cambierebbe nulla. Ubbidirebbe come questa, che, almeno, è carina. 

Gli scongiuri sono d’obbligo
Toccherà anche all’Italia, dice Obama, alludendo agli attentati dell’ISIS. Ma non è vero. E’ solo per attirarci in una guerra che non ci riguarda. La delegazione italiana, intanto, si dava una bella grattata, con discrezione, scusandosi per la volgarità. Però. quando è in ballo la vita, è consentito. Per di più, grattarci è l’unica saggia iniziativa che siamo in grado di prendere, per quanto riguarda la guerra. La previsione, apparentemente negativa, è, però, favorevole alla nostra incolumità. Essendo la competenza americana in politica estera molto vicina allo zero, bisogna considerare reale il dato contrario a quello espresso. Non avendone mai indovinata una, viene confermata dal Presidente degli Stati Uniti in persona la nostra analisi. L’Italia non c’entra con le vendette dell’ISIS. L’unica preoccupazione proviene dall’abituale genuflessione all’alleato americano da parte dei nostri neofiti della politica. Un tempo c’era la garanzia di un parlamento che rappresentava gli elettori, di un presidente della repubblica che era capo delle forze armate. Adesso siamo in mano a una versione riveduta dei ragazzi della Via Pàl, che almeno erano leali e intelligenti. Adesso sono tutti in attesa di disposizioni e pronti a eseguirle. C’è chi teme di non essere candidato e chi di essere sgridato. Meno male che gli F35 sono costati tanto, che avremo paura di usarli. Se no, per giocare a fare adulti e sentirci più importanti saremmo tentati di metterci nei guai.

Assediati da ignoranti e inadeguati
Dopo avere pubblicato un post su una povera ragazza di Parma, massacrata dal convivente tunisino, l’amministratrice comunale grillina l’ha cancellato. Se n’è vergognata. Avevamo bisogno di politici dalle idee innovative. Finalmente una di spessore. “Se l’è cercata – scrive su Facebook – se fosse sopravvissuta l’avrei insultata”. Forse voleva dire “Chi si innamora di un tunisino merita di morire”. Si è espressa male. Le donne come i buoi possono farsi uccidere solo da quelli dei paesi loro. Ma gli assassini non hanno nazionalità. La riscossa che salverà l’Italia dal dissesto morale parte da Civitavecchia e dal M5S. Ecco chi eleggiamo a rappresentarci, quando vogliamo politici migliori. È più pericolosa la violenza o l’ignoranza? A sceglierla è stato il web, a votarla gli elettori che sperano in un paese più onesto. Non come Marino, che parcheggia la Panda della moglie nella zona a traffico limitato. Prima che intervenisse Casaleggio, il sindaco l’ha cacciata dalla giunta. Siamo assediati dalla mediocrità, dibattuti tra imbroglioni e sprovveduti. Ma dimenticheremo anche questo. Domani voteremo di nuovo per chi odia i tunisini, i gay, l’Euro e anche elettricisti e veterinari. Siamo campioni di amnesia. Purtroppo, in cerca di alternativa, da un po’ di tempo scegliamo i peggiori. Per non sbagliare ancora, non ci resta che provare quelli che non ci piacciono. Magari, sono meglio. 

Finalmente si fischia per amore
Sembra che giochino a perdere. Invece sono proprio schiappe. Senza mordente né entusiasmo. Garcia non sarà un asso, ma non c’entra. Non gli può raddrizzare i piedi, né la testa. Due rigori di fila sbagliati. Non è verosimile. Nemmeno un tiro in porta. Perdere con una squadra di serie B di mezza classifica è mortificante quanto il 6 a 1 col Barça. Passare il turno in Champions League col minimo storico è altrettanto vergognoso. Senza impegno né dignità, senza morale né rispetto per il pubblico. Come se non perdessero pure loro, la squadra, i tifosi, lo sport. È gente che guadagna milioni. Ma non rendono per quanto sono pagati. Vogliono gli stipendi al netto delle tasse e magari scegliere l‘allenatore. Scandaloso è che, anziché denunciarli, il presidente li difenda. Se la prende con chi giustamente fischia e con la stampa che critica. E poi, la squadra non è solo sua. È anche di chi la ama. I giocatori vogliono solo applausi. Come i politici e tutti coloro che non li meritano. L’arroganza e il malcostume hanno contagiato lo sport. Ci fanno impressione le scommesse truccate, immorali ma comprensibili. Almeno, lì c’è un guadagno. Questo è più grave. Oltre al degrado c’è pure il tradimento. Però, finalmente in Italia qualcuno si è svegliato e contesta. Si comincia dal Calcio. 

Che vergogna!
Abbiate almeno la decenza di non abbracciarvi. Non è una vittoria, ma l’ennesima sconfitta della dignità parlamentare. Non si esulta se il risultato è scontato, se la maggioranza è d’accordo con l’opposizione, se i deputati ubbidiscono a chi li designa, se le sentenze della Consulta non hanno valore e non vengono applicate. Assistiamo ancora a votazioni inutili di deputati genuflessi al potere. Vent’anni di gravi conflitti, di leggi personali, di morale calpestata. Non può non accadere quando la democrazia è incompleta e i cittadini non hanno il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Questo è lo scandalo che si dovrebbe dibattere. Il problema non è se una ragazza è degna di fare il ministro, ma se è capace. Purtroppo lei o un’altra non fa differenza. Sono belle statuine che ricevono ordini e debbono eseguirli. I padri non c’entrano. Ognuno ha un motivo per esserci, ma non un merito. Casaleggio, Salvini, Meloni, Sel, Sinistra italiana e Brunetta, a titolo personale, unici contestatori di questo governo, non lo capiscono perché non sanno fare politica. Aizzano gli elettori, ma non li coinvolgono né li responsabilizzano. Essendo gli adulti risultati incapaci, sono arrivati i cuccioli, senza neppure formazione. Alcuni alle prime armi e senza la cultura necessaria. Un disastro. Dalla longevità della Chiesa, che ci sta di fronte, non abbiamo imparato nulla. Sarebbe sopravvissuta duemila anni se i cardinali fossero ragazzini presuntuosi? 

Non è mai la competenza a decidere
Non stupisce non sentire mai nominare Federica Guidi. Molti non sanno neppure che ci sia. Tanto, si sa, nessun ministro conta. Tutti scelti appositamente dello stesso livello perché non prendano iniziative e si limitino a eseguire le disposizioni. Deve essere uno solo a decidere. Ogni tanto, invece, non solo in Italia, tutti si chiedono che fine abbia fatto la Mogherini, che ricopre un ruolo determinante, soprattutto in questo momento. Terrorismo in Francia, charter russo abbattuto dall’ISIS, attrito senza precedenti tra Erdogan e Putin. Non c’è mai stata tanta tensione in Europa e nel mondo, dai tempi dell’URSS. Le diplomazie sono scatenate. Tutti cercano di fare qualcosa, tranne il commissario per la politica estera europea. Poteva essere un’occasione per mostrare che contiamo. Ma abbiamo scelto male sia il settore, sia il personaggio. Non si capisce con quale obiettivo l’abbiamo imposta. Le mediocrità è meglio tenerle nel nostro governo . Si doveva lasciare che il posto l’occupasse uno straniero. C’erano due vantaggi. Non avremmo fatto questa figuraccia e l’Europa avrebbe avuto un ministro degli esteri. Siamo sempre in tempo a ritirarci, accusando un’indisposizione o una promozione. Che senso ha occupare una casella così importante che non sappiamo riempirla? È inutile alzare la voce a Berlino o a Bruxelles, se siamo i primi a danneggiare la federazione mandando i peggiori. Ogni ministro ha un valido motivo, che non è il merito, per essere stato designato. Lei, perché?

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