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Spesso per leggere nell’animo femminile,occorre grande capacità di astrazione se a farlo è una donna,ed una immensa capacità di introspezione se è un uomo a tentare l’impresa, spesso improba, di comprendere cosa sta dietro l’immagine a volte abbagliante,a volte dimessa di una donna.
C ‘ è un universo,per molte parti inesplorato e per certi versi anche inesplorabile.

Non è cosi’ per Alessandra Bucci,autrice di “Donne” edito da Intemedia Edizioni,raccolta di sette racconti  non slegati ma concatenati tra loro,in cui la vita di sette donne (in realtà otto,dato il ruolo di prologo ed epilogo di Caterina) si snoda come una ideale settimana in cui ogni giorno pur distinto dagli altri sei è naturale conseguenza del precedente e del successivo.

“Donne” è un cannocchiale puntato sul moderno universo femminile, uno spaccato antico e moderno della nostra società,ambientato senza riferimenti,non ha ne luogo ne tempo preciso. Sono storie che potrebbero sviscerarsi a Milano come a Firenze,e solo alcuni riferimenti come quello alla fecondazione assistita,alle tossicodipendenze,al ritorno dal coma,danno alle vicende un riferimento temporale che inquadra queste sette vite nella nostra epoca.

E’ certamente un inno alla libertà,a volte anche estrema ed esasperata,in cui la donna moderna ha la possibilità decidere di se stessa,a volte anche in maniera inaspettata,senza condizionamenti sociali,religiosi,etnici o politici.

E’ certamente un libro che apre interrogativi importanti su quanto spesso l’universo maschile abbia difficoltà a capire ed a interagire senza retaggi o pregiudizi con quello femminile,pur nella contiguità e quotidianità,o forse proprio a causa della routine.

Le vite di Dolores,Giulia,Livia,Ester,Ottavia,Irma,Carmen,Emma,e quella quasi eterea di Caterina,sono singolari e plurali,e, al tempo stesso iconiche,ognuna di loro è uno scrigno che nasconde tesori impensabili: al lettore il compito di aprire ogni singola cassaforte e capire quanto è prezioso ogni singolo contenuto.

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