diario di tumbarello 

Mamme non sono solo le veline
Da milioni di anni le donne rimangono incinte. Popolare la terra è il compito primario degli esseri umani, non fare quattrini. È negato, però, a Giorgia Meloni, che, per di più, è nell’età giusta per riprodursi. Non passando da un letto all’altro, riteniamo strano che la cicogna ne conosca l’indirizzo. Anziché auguri per un felice evento, a lei è riservata una sfilza di ingiurie e dileggi. Persino da parte di donne, che, poi, lamentano una società maschilista e violenta. Chi e dov’è il padre?….. speriamo che sia trans….. e giù, tante altre volgarità. Seppure io non condivida i suoi ideali, debbo riconoscere che è il solo deputato – non tra i pochi, proprio l’unico, ma nessuno la emula – che si nutre della stessa politica da quand’era in fasce e persegue il suo disegno senza interesse personale. Una mamma in attesa ispira ovunque tenerezza e amore, non rabbia. Non raccontateci storie, quindi, sull’economia che cresce. Nessun paese può evolversi col peso di tanta ignoranza, immoralità e cattivo gusto. Non si trova da ridire, invece, sul voltafaccia di Benigni. Altrove il suo improvviso gradimento alla riforma costituzionale sarebbe scandaloso. Da noi, invece, genuflettersi è normale. Anomala è considerata la gravidanza di una ragazza felice e persino coerente.

Eppure non sono figli di coppie gay
È un crimine, un vero peccato mortale, che tutti questi bambini anneghino durante le traversate. Tante giovani e preziose vite sottratte alla prostituzione o alla schiavitù. Con loro scompaiono anche tanti organi sani, che scarseggiano sul mercato, da utilizzare per i trapianti. A salvarli, se non ci pensano le organizzazioni dei paesi civili, prima o poi saranno le associazioni criminali. In tanti vanno alla ricerca di ragazzi per sfruttarne le doti e rispondere alla richiesta in continuo aumento. Più che l’economia, da noi fiorisce il vizio. Non è reato violentare vittime che non esistono. Quello dei migranti è un problema per l’Europa. Quindi, non è grave che tanti giovani spariscano. Anzi è un sollievo. Moltissimi finiscono nelle reti del malaffare, che, così, ci allevia il compito di doverli rimpatriare. Anche il Mediterraneo è un alleato, ma non è sufficiente. Del milione di minori censiti e sbarcati in Europa lo scorso anno, 270 mila sono spariti, 150 mila solo dall’Italia. Anche se abbiamo tanto a cuore la famiglia e l’educazione dei figli, di queste sparizioni non importa nulla a nessuno. In fondo, per noi è un problema in meno. Sarebbe uno in più per la nostra coscienza, che, per fortuna, non abbiamo.

Ma come ci siamo ridotti così?
Le scuse sono dei grandi uomini. Non basta chiederle per paura, né per evitare una punizione. Anzi, in questo caso c’è l’aggravante della codardia. Debbono essere sentite. Mancini sostiene che avendo Sarri 60 anni, non può insultare un collega. Mentre lui, che ne ha 50, può alzare il dito medio per irridere i tifosi avversari. Poi si scusano entrambi, ipocriti. Pronti, alla prima occasione, a comportarsi allo stesso modo aggressivo. Sono volgari, non razzisti. Perdono le staffe come chiunque. I nervi possono saltare ai poveracci, molti dei quali disoccupati e pieni di debiti che scaricano i problemi allo stadio, luogo deputato a sfogarsi. Loro, che sono privilegiati, perché miliardari, dovrebbero essere tolleranti. Invece, sono più prepotenti. Circola troppo denaro in quell’ambiente. È scandaloso che qualcuno guadagni tanto in una società sovrastata dalla povertà. Se non sappiamo risolvere la miseria, cerchiamo, almeno, di non insultarla. Il solo ad averne diritto, perché ignorante e primitivo, è Salvini, che allo stadio usa fare il gesto dell’ombrello. Così cerca i voti degli italiani, che, purtroppo, glieli danno. Perché è uno come lui che meritano.

Meno male che Tronca c’è
Migliaia di appartamenti di proprietà del Comune affittati a Roma per pochi euro al mese. Alcuni a povera gente che non potrebbe pagare di più. Altri – eleganti, ampi, in pieno centro storico – ai soliti scrocconi. Tutti fingono di cadere dalle nuvole scandalizzati. Che sia stato quello sciagurato di Marino? Come mai, se no, Carraro, Rutelli, Veltroni e Alemanno non hanno smascherato l’abuso? Per fortuna, parcheggiò male la Panda della moglie. Se no, oggi non avremmo il commissario e i privilegiati sarebbero ancora anonimi. Ma, saranno davvero svelati i nomi degli abusivi e risarcite le casse pubbliche? Prima si dovrà individuare il reato attinente e la proceduta adeguata all’insolita fattispecie. Poi, ci saranno le elezioni. Verrà un nuovo sindaco, che, come i suoi predecessori, ci metterà una pietra sopra. Ci toccherà aspettare un nuovo prefetto. Intanto, con un buon avvocato, gli appartamenti più belli potrebbero diventare, per usucapione, degli inquilini. Il canone è così irrisorio che è come se non pagassero niente e li possedessero a dispetto del proprietario. Finirà che cacceranno solo i poveracci per ampliare e abbellire quelli dei raccomandati.

Fate politica, non la guerra
Anche se ve l’ha chiesto Kerry, non vi impelagate in questa guerra al terrorismo in cui l’Italia non è affatto coinvolta. Non ce l’hanno con noi. Perché cercare di attirarne la reazione e la vendetta? Spiegate agli americani che saremmo più utili come mediatori che come combattenti. Loro sanno già che siamo dei cacasotto. Anche un po’ vigliacchi e renitenti. Non siamo proprio adatti. Anzi, saremmo pure d’intralcio. È loro interesse tenerci fuori. La guerra, oltre a recare lutti, costa tantissimo. Non abbiamo soldi per acquistare le armi che vorranno venderci. Ci hanno già rifilato una fregatura con gli F35. Per questo si fanno le guerre. C’è gente che le provoca. Siamo ancora alle prese con la crisi e pensiamo di buttare soldi oltre a vite umane? Sappiate che non muoiono solo anziani – come auspica l’INPS – ma soprattutto giovani. Intervenire in Libia – per carità – ci metterà in mutande. Siete fuori di testa. Giocate, pure, con la credulità e la dabbenaggine degli italiani, ma lasciate perdere la guerra. Presidente, glielo dica lei, se conta, che è roba da adulti. Sono tremila anni che abbiamo buoni rapporti con l’Islam, sin dai tempi dei fenici. Se vogliamo essere solidali con l’Europa, interveniamo nella disputa come intermediari. Apriamo un dialogo politico con l’ISIS. Abbiamo la migliore diplomazia del mondo. Adesso rafforzata, pure, da uomini fidati di Montezemolo. Uno di loro è già ambasciatore anomalo a Bruxelles.

Complici di entusiasmo e ingenuità
È diventato abituale per i direttori cavalcare le disgrazie dei collaboratori. Un po’ nel bonario intento di promuovere la diffusione, ma anche per vanità. Quirico non riuscì mai a raccontare da solo la propria disavventura in Siria. Adesso c’è chi parla di Giulio Regeni come se ne fosse il genitore, senza neppure conoscerlo. Questa è una tragedia per tutti gli italiani. Il governo faccia la voce grossa e pretenda la verità. Ma, per evitare che il caso si ripeta, deve vietare a giovani intellettuali, altruisti ma imprudenti, di occuparsi di politica in paesi che non ne consentono il diritto neppure ai cittadini. Chi è più responsabile e conosce bene questi pericoli, non incoraggi i neofiti a intromettersi, per indagare e scrivere. Dove non c’è democrazia, studenti e studiosi non possono sostituirsi ai giornalisti, che, nonostante l’esperienza, loro stessi rimangono talvolta vittime. Questa riflessione intende scongiurare che si ripeta la tortura e l’assassinio di un ragazzo che credeva la libertà un diritto di tutti. Non si può pretendere dai dilettanti che non combinino guai, il più delle volte contro se stessi. Anche in politica, purtroppo, la mancanza di formazione è presaga di tragedie. Ogni tanto, dovremmo tenerne conto.

Lapidata è sempre la donna
Non sarete considerati sporcaccioni, ma solamente immaturi e inopportuni, e potrete palpeggiare impunemente una vostra dipendente, se la violenza non vi procura appagamento sessuale. Sarà il tribunale di Palermo – non si sa come – a stabilirne l’intensità. L’anomala sentenza di assoluzione, di qualche giorno fa, contiene un implicito suggerimento alle donne molestate in ufficio o altrove. Essendo una perdita di tempo rivolgersi alla giustizia, è più saggio difendersi da sole con un calcio nelle palle. È vero che, poi, rischieranno l’incriminazione per eventuali danni funzionali. Ma, tanto, chi pratica la violenza sessuale denuncia già sintomi di impotenza. Purtroppo, chi gestisce il nostro paese ha scelto la china sbagliata della depenalizzazione di alcuni reati nel momento meno opportuno. Proprio quando la trasgressione è in aumento. Questo dissennato progetto è assecondato da una magistratura, che, seppure forse in buona fede, sta combinando troppi danni. Chi lascia credere di essere erede dei democristiani, sta attuando, invece, la politica cara ai comunisti. Fuori i delinquenti dalle carceri, ritenendoli loro elettori.

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