Spesso penso che i pubblicitari, per la maggior parte, siano uomini con almeno due divorzi difficili alle spalle, un ex cane, un paio di ex figli che li odiano, una casa amata lasciata alla moglie dopo battaglie legali che in confronto la guerra dei Roses sembra una bazzecola. Dico questo perché descrivono le donne quasi tutte con gravi problemi urinari, portatrici insane di pannoloni invisibili. Tutte con dentiera che non permette loro di addentare la torta con le noci fino al rimedio dei rimedi e allora… giù si magna anche l’albero di noce. Poi che dire della puzza in ascensore? Come combattere quel disturbo antipatico che è la diarrea? Non vi fa pena la povera impiegata che, preda dell’attacco in metropolitana, scende alla prima fermata in cerca di un cespuglio? E stendo un velo pietoso su cicli mestruali che, in confronto, la cascata della Marmore è un ruscelletto. Meno male che la puzza dei piedi l’hanno divisa anche con i maschi.

Ma io dico, vabbè che noi abbiamo la cellulite e i maschi no, vabbè che l’età si combatte a tavola e – mentre lei cucina – lui salta la staccionata; ma non vi sembra dequalificante l’uso della donna in certi contesti?

Volevo dare un suggerimento ad alcuni di questi signori. Siccome so per certo che con l’età tutto tende a scendere nel corpo umano, tranne le gengive che (birichine) tendono a salire, perché non parlare di questo che però, ahimè, si declina molto bene al maschile? Ecco… aspetto fiduciosa.

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