parisi

La parola che uso più spesso in questa campagna elettorale, ma soprattutto il valore che ispirerà prima di ogni altro la nostra azione di governo a Milano è la libertà. Da quando ho accettato la proposta di impegnarmi per Milano, lo sto ripetendo ogni giorno: noi dobbiamo liberare Milano e i milanesi. Liberarli non tanto dalla sinistra che amministra la città (o meglio, questa sarà naturalmente una conseguenza, ma non il nostro obbiettivo principale): vogliamo liberare i milanesi dalla paura, dal degrado, dai pericoli, dai giochi di potere, dall’immobilismo.

Abbiamo fiducia nelle persone e nelle loro iniziative, per quanto riguarda le attività economiche, ma anche l’impegno sociale e civile. Vogliamo eliminare vincoli, perché ciascuno possa dare il meglio di se stesso. Vogliamo limitare l’invadenza della macchina pubblica, a cominciare da quella del Comune, che può diventare più agile e più efficiente, quindi meno costosa. E di conseguenza, avendo ridotto i costi, liberare i milanesi anche dal carico gravoso delle tasse comunali.

Io credo, e con me ci credono i tantissimi milanesi che corrono con me questa meravigliosa avventura, che lo scopo delle istituzioni non sia porre divieti, sia favorire opportunità. Opportunità di muoversi, scegliendo con quale mezzo, senza ostacoli. Opportunità di vivere la città, anche nei quartieri più lontani dal centro, in condizioni sicure e confortevoli, a partire proprio dalle piccole cose: gli alberi, le panchine, le fermate degli autobus, le aiuole. Opportunità di crescere convivendo con tutti coloro che vengono a Milano per vivere secondo i nostri valori e le nostre regole, che sono regole universali di libertà e di dignità della persona, ma anche di essere protetti da coloro che invece vengono a delinquere, o semplicemente ad offendere la nostra idea di convivenza e di civiltà. Opportunità di costruire un futuro che si decide a Milano, non a Roma: il futuro di una città attrattiva, di nuovo capace di innovarsi e di trainare l’innovazione dell’intero paese.

Ho già avuto il privilegio di servire Milano come city manager di Gabriele Albertini, e di lavorare con lui ai grandi progetti che in questi anni hanno cambiato il volto di Milano.  E’ stata una delle esperienze più belle e più importanti della mia vita. Vorrei riprendere quel percorso, il percorso delle amministrazioni di centro-destra, che hanno cambiato Milano e preparato, ottenuto e realizzato l’evento più significativo del passato recente, Expo 2015.

Quello che stiamo realizzando a Milano è un bellissimo modello di lavoro politico. Quello di un centro-destra che si allarga al di là dei confini tradizionali, che compie un salto di qualità rispetto al passato, che include soggetti nuovi, politici e civici, sulla base di un progetto liberale che può diventare un modello per i moderati di tutt’Italia. Un progetto, il nostro, che non si limita ad enunciare le cose da fare, non propone libri dei sogni, non fa nessuna promessa se non quelle concretamente realizzabili, spiegando come e quando intendiamo realizzarle.

Il nostro è un approccio che restituisce dignità ed onore alla politica. Sono onorato che diverse forze politiche, e molte realtà civiche al di fuori dei partiti, abbiano considerato il mio nome quello più adatto ad incarnare questo progetto, che d’altronde non è solo mio, ma appartiene a tutti coloro che in vario modo partecipano e collaborano a realizzarlo.

Uno di questi soggetti è il Partito Liberale, che ringrazio per aver voluto partecipare con una sua lista alla coalizione che mi sostiene. Con i liberali naturalmente la mia sintonia, culturale e valoriale prima che politica è molto grande, ed è stato quindi naturale ritrovarci, proprio in nome di quella cultura e di quei valori di libertà, a ragionare su Milano e a scoprire una profonda sintonia di valutazioni e di progetti.

Milano d’altronde è, con Torino, una delle due capitali dell’Italia liberale. La grande tradizione liberale di Milano è nella classe politica che ha espresso, nei movimenti culturali che qui sono nati, nello spirito della grande borghesia imprenditoriale e professionale milanese.

Questa tradizione è la base del nostro futuro. Un futuro che – da liberale – voglio costruire con i liberali.

Stefano Parisi

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