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Normalmente quando c’è corrente si invita qualcuno a chiudere la porta, ma nel caso del nostro Partito Liberale Italiano, le “correnti”, quelle politiche intendo, sono le benvenute e quindi le porte si devono aprire.

Perché le correnti all’interno di un Partito politico creano tendenzialmente un ampliamento della base ed anche un confronto costruttivo e non distruttivo come quelli che invece vogliono fare i rottamatori e gli “pseudoinnovatori” al di fuori del Partito, creando micro associazioni Liberali fini a se stesse ed inutili per una crescita Liberale vera, che può essere svolta solo all’interno del PLI, dato che è l’unica realtà politica Liberale riconosciuta dal Parlamento Italiano.

Purtroppo, negli ultimi anni di politica italiana, abbiamo visto aumentare la moda della rottamazione e quindi la cultura delle correnti interne si è persa, si è persa in verità perché si sono persi i riferimenti valoriali della cultura e delle dottrine politiche a favore del solito personalismo, ma questa analisi l’abbiamo già fatta in diverse occasioni e non sono certo stato io il primo a farla.

La rivendicazione fondamentale del PLI in questi vent’anni è sempre stata basata sul ripristinare la dignità politica auspicando una rinascita di partiti ispirati alle dottrine politiche che hanno caratterizzato la Repubblica Italiana. Siamo sempre stati convinti che questo è il percorso per riconquistare e riaffezionare alla politica quel 40% circa di astensionismo insieme a quel 25% circa di voto di protesta (leggi 5 stelle) .

Avendo visto che gli uffici di Presidenza e della Segreteria del PLI hanno ultimamente avallato la nascita di una corrente interna chiamata “Liberal” che si ispira a valori Liberali più aperti a sinistra, l’ho valutato come un avallo positivo, utile per creare più pluralismo all’interno del PLI ed utile per essere più inclusivi .

Quindi se e quando potrà vedersi anche una corrente di valori Liberali più connessi alla destra Liberale ad esempio, oppure un’altra più centrista, saranno anch’esse le benvenute e le porte si apriranno ancor di più a favore dell’ampliamento della base ed in fondo a favore del rafforzamento del nostro Partito.

E’ indubbio che io mi dichiaro più proteso per future alleanze e coalizioni nazionali legate a quella che ci ha premiato così bene nella campagna elettorale romana.

Comunque sia, da tutto quanto sopra detto, si deve evincere un unico messaggio ed una unica considerazione : basta con le diaspore Liberali!

I confronti, i contradditori, le battaglie politiche si devono svolgere all’interno e SOLO sotto il simbolo del PLI , solo così possiamo dare un senso costruttivo  di rilancio, di rafforzamento e di ampliamento in termini identitari e culturali del nostro Partito Liberale Italiano.

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1 COMMENTO

  1. Condivido pienamente. I termini “sinistra” e “destra” liberale non devono assolutamente scandalizzare, perché è caratteristica del vero liberale quello di essere aperto ad ogni apporto,ad ogni sensibilità. Troppe volte,negli Anni Settanta, abbiamo assistito a scontri anche aspri tra le diverse anime del PLI! Non dobbiamo dimenticare quella frase, credo di Benedetto Croce, secondo cui “il Liberalismo è una chioccia capace di covare molte uova”.

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