Lo abbiamo scritto qui in diverse occasioni con toni rammaricati e disillusi, questa mia riflessione odierna è come un “refrain” che purtroppo, quando ti soffermi a pensare, quando guardi intorno alla politica e ti rendi conto di quanto siamo caduti in basso, ritorna inesorabile.

Infatti la consapevolezza di osservare da vent’anni a questa parte la dignità della politica calpestata dall’avanzare sempre di più della “incultura politica”, cioè una politica priva di riferimenti e radici culturali, ma dettata dall’improvvisazione che attecchisce solo perché rispecchia la superficialità del consumismo dilagante di questa società, ti riempi di tristezza.

Ed ecco perché inevitabilmente sono spuntate fuori con successo le demagogie spicce e di protesta distruttiva di un Movimento 5 stelle, forte della ormai diffusa moda “politica” di dichiarare “vecchio” tutto ciò che si lega alla cultura ed alle dottrine politiche tradizionali.

Di certo Berlusconi con Forza Italia, aveva creato nel 1994 un argine alla sete di potere della sinistra ex comunista, gli ha rotto il progetto che avevano in mente, ma allo stesso tempo Berlusconi ha introdotto nella politica comportamenti da show televisivi, non è colpa sua forse perché quella è la sua indole che nasce dall’attività principale che gli ha dato il successo aziendale. Però questo ha man a mano fatto prevalere in politica la superficialità a scapito della profondità e dello spessore culturale.

Un altro aspetto che ha reso l’Italia un’italietta, e’ addebitabile al fatto che, sia a destra che a sinistra, nel Parlamento italiano hanno trovato spazio quei personaggi che una volta facevano parte delle terze e quarte file dei partiti tradizionali, persone poco preparate quindi, ma abili camaleonti e dato il basso profilo, pronti a tutto pur di mantenere verde il proprio orticello.

Di certo il bene dell’Italia è lontano dai pensieri di un Parlamento così composto ed ecco perché gli elettori sono disgustati ed abbiamo raggiunto un 40% di astensionismo,  ma forse per noi Liberali, l’aver raggiunto un inaspettato 1% nelle amministrative romane, è il segnale, fiebile ancora, che la gente vuole ritrovarsi rappresentata in politica da chi esprime idee chiare e inequivocabili in termini di cultura politica.

Abbiamo fatto l’analisi di quel nostro risultato elettorale ed abbiamo raggiunto l’umanime convinzione che è bastato vedere la bandierina Liberale tra i simboli della coalizione per infondere un conforto di serietà negli elettori di destra e così ci sono arrivati gli 11.000 voti.

La riforma Renzi riguardo la legge elettorale è l’apoteosi di questo trend picaresco di far politica oggi! Speriamo che perda, speriamo che, così come abbiamo infuso noi PLI fiducia negli elettori romani, al momento di votare per il referendum prevalga il buon senso nei votanti di tutelare la nostra Costituzione e poter di conseguenza poi mettere una pietra sopra l’italietta e ritornare a costruire l’Italia!

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