Telenovela costituzionale. Ho appena visto nella TV di Stato, gestita in regime di monopolio governativo, uno spot che invita a votare il 4 dicembre per il “sì” o per il “no”. Viene data lettura dei quesiti che i cittadini troveranno nella scheda elettorale. Sono i quesiti studiati a fondo dal Governo nell’architettare e fare approvare, sotto sua dettatura, la riforma della Costituzione tradendo la regola non scritta di Calamandrei, che aveva raccomandato al Governo di tenersi fuori dalla normativa costituzionale. Alla fine dello spot televisivo  appare lo schermo diviso in due. Metà a sfondo bianco e metà a sfondo nero, come il buio della notte. Sullo sfondo bianco c’è scritto il “sì”, sullo sfondo nero il “no”. Ciò mentre la voce in sottofondo pronuncia il fatidico “sì” o “no”. Non sono un esperto di comunicazione. Affido agli esperti di “comunicazione cromatica” una riflessione sul grado e sull’intensità della “volontà cosciente” nella scelta dei colori di sottofondo al “si” e al “no”. Il “sì” è ciò che vuole, fortissimamente vuole il Governo che, da Potere Esecutivo ha indossato le vesti del Potere costituente.

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