Il Ciad è senza dubbio la culla dell’Umanità. Le pitture rupestri, gli oggetti paleolitici e neolitici del Tibesti e dell’Ennedi, sono i testimoni di un’epoca in cui i popoli cacciatori e allevatori vivevano lungo i fiumi sahariani. Diversi regni vi si sono succeduti, i Kanem, i Bournou, gli Ouddai e i Baguirmi. Poi è arrivata la colonizzazione, frutto di un accordo tra inglesi, tedeschi e francesi. La Francia ne fece prima un protettorato, poi una colonia “autonoma”, dotata di una propria amministrazione. La Francia determinò anche, con precisione geometrica, la frontiera tra Sudan e Tchad, non tenendo conto degli equilibri tra clan che vi regnavano da secoli. I francesi investirono poco in Ciad. Obbligarono i contadini del Sud a coltivare il cotone, e, soprattutto, utilizzarono il popolo del Ciad per costruire la ferrovia chiamata Congo-Oceano.

Durante la seconda guerra mondiale, il Ciad si alleò alla Francia libera di De Gaulle, e aiutò i soldati francesi nella campagna di Libia (1941-43). Dopo 60 anni di dominazione francese il paese conquistò l’indipendenza nel 1960. Da quel momento in poi la storia non è che un susseguirsi di rivolte, rivolte che si succedono per ben 50 anni. Il malcontento ha radici nella dominazione della Francia, che aveva appoggiato l’elite sudista per tutto il periodo coloniale. Non a caso il primo Presidente della repubblica, Tombalbaye, era originario del Sud. Nel Darfur, che sarà poi il centro di addestramento di tutti i gruppi di ribelli del Ciad, nasce il Frolinat, primo movimento armato contro il regime sudista al potere. Un altro sudista, Malloum, andrà al potere, con un colpo di stato, nel 1975. Ma dal 1978 i ruoli si rovesciano, sarà il Nord a sfornare i “pezzi grossi”. I colpi di stato, le violenze, le ribellioni, la carestia, la siccità, la guerra civile hanno portato il paese nel baratro più profondo. I vari Goukuni, Habrè , Deby si succedono appoggiati alternativamente da Libia e Francia che non “resistono” nell’intervenire.

La striscia di Azoum, alla frontiera con la Libia, è ricca di minerali, a Libia vi “stazionerà ” per ben 20 anni (1974-1994). E oggi? Per ora il bilancio sembra essere questo. Deby, il 29 Aprile, è successo a se stesso , come avviene da 30 anni. Deby e il suo clan (nel senso etnico della parola) continuano ad agire con la stessa impunità, imponendo la censura ai quotidiani e una repressione sanguinaria. Nel 2008, un offensiva ribelle era arrivata alle porte del palazzo presidenziale, ma un provvidenziale aiuto della Francia aveva riportato la “stabilità” nella capitale. Nei giorni seguenti, molti oppositori sparirono. Malgrado la scoperta di giacimenti petroliferi nella regione di Doba, la situazione del paese non è cambiata. Ne hanno beneficiato Deby, la sua gente e l’esercito, punto.

Continuano a mancare l’acqua, i vaccini, le condizioni igieniche sono inqualificabili, per non parlare dell’inflazione che associata alla carestia rende la vita impossibile, e la violenza, tanta violenza. Il Ciad è stato definito dai suoi abitanti un “inferno terrestre”, non temono la morte perché se andranno in paradiso vivranno finalmente in pace, se andranno all’inferno non troveranno una situazione tanto diversa da quella alla quale sono abituati. A questo quadro desolante si somma il recente intervento dei “mercenari” in Libia, atto “dovuto” secondo Deby per tutto l’aiuto che la Libia ha dato al suo paese. Con il Sudan, dal gennaio 2010, la guerra che andava avanti da più di cinque anni, per interposta persona, ossia per mano dei vari gruppi di ribelli appoggiati da una parte e dall’altra, va avanti una pantomima agghiacciante tra el-Bechir e Deby, nella quale ognuno cerca di “fregare” l’altro.

Il Ciad, membro della Corte Internazionale di Giustizia, per ora ha rifiutato di arrestare el-Bachir (accusato per crimini contro l’umanità), per ora, ma chissà per quanto durerà la tregua visto la poca affidabilità dei due dittatori. E la Francia? La Francia continua a sostenere il suo caro Deby. Il Ciad occupa una posizione strategica nel cuore dell’Africa, perché cederla a qualcun altro, soprattutto se questo qualcun altro sono gli inglesi e le loro società petrolifere? Fino a che la popolazione non metterà da parte l’ odio tra etnie, ereditato dalla cultura occidentale che gli è stata imposta per 60 anni, il Ciad non esisterà come entità politica, esisteranno solo i Deby e i loro clan, pronti a vendersi al miglior offerente, pronti a cedere i loro bambini soldato, in cambio di qualche 4×4 e qualche cassa di Johnny Walker.

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