Nuove ordine mondiale: verso gli Stati Uniti (politici) d’Europa

La Francia di Macron e la Germania di Merkel e di chi verrà dopo faranno dell’Italia la colonia dell’attuale Europa tedesca. Donald Trump è un fatto, Brexit pure, bisogna rivedere e costruire la nuova Europa, meno burocratica e meno tedesca. Francia e Germania faranno sempre più l’accordo e l’Italia continuerà a prenderle. Bisogna rivedere, rimodulandolo, l’euro, facendo forza e sponda con Trump e Brexit “contro” Francia e Germania per avere l’Europa che piace, ed è giusto avere. I clandestini e bombaroli dell’Isis vanno fermati. Il nuovo ordine mondiale passa per la fine dei partiti tradizionali, una specie di società economiche fallite alla ricerca di voti per mantenersi a galla, ed un modello di società civile, occidentale, laica e liberale. In tale nuovo ordine si collocano gli Stati Uniti (politici) d’Europa. Modifica e cambiamento, rinnovamento dell’Unione europea e fondazione della nuova Europa sono le parole d’ordine in assenza delle quali l’Italia farà la fine della Grecia. Si ricordi che l’11 giugno prossimo la Francia andrà ad elezioni, l’8 giugno il Regno Unito. L’Austria si è posizionata sul filo sul “verde” per non dare il via alla slavina  destinata a travolgere l’intera Unione europea, l’Olanda  il 15 marzo scorso ha visto il leader anti immigrazione  conquistare una massa di seggi, la Francia si è espressa, con una massiccia astensione, a favore di un leader non politico  contro l’ultradestra sovranista. In Italia non si vota, si affastellano vocianti quanto inutili, sbraitano i non eletti al potere rubato. Lo si ripete, la Francia di Macron non aiuterà affatto l’Italia tantomeno su politiche facili sul debito pubblico ma, facendo asse con la Germania, ci lascerà tagliare fuori e cadere schiavi come la Grecia, tale e quale. La Francia non modificherà le regole sul debito e sul deficit, non le derogherà, ma puntando a mai mettere a rischio la stabilità finanziaria dell’Unione, si schiererà ancora e sempre più sull’asse franco – tedesco nelle  politiche fiscali, in quelle del credito e del commercio internazionale. Francia e Germania si accorderanno per dividere l’Unione in aree del nord, i “bravi e ricolmi di ricchezza e sviluppo”, e del sud, gli “lentoni e morti economicamente”, noi, cioè il nostro Paese sarà piazzato e ridotto a stare tra i primi del sud, i primi dei morti. Che, con tutto quello che paga l’Italia all’Europa, per avvantaggiare anche la Germania europea, è una amarissima arlìa. La Francia è la reale vincente, sia a livello dell’euro che nell’Unione europea, del nuovo corso, facilitatole pure da Brexit, dall’ uscita del Regno Unito che tanto può aiutare al contrario l’Italia, con il nuovo presidente Usa Trump, nell’Unione. La Francia punterà e terrà la barra dritta per la propria crescita ed allegerirà il proprio deficit , ma sarà spietata o non curante, leggetela come preferite, con l’Italia ed il nostro rapporto debito/Pil. E’ come tra amiche, c’è quella riconosciuta più di successo (la Germania), e l’amica di mezzo, un po’ meno carina e vincente, si accoda e stringe un accordo di fede e di ferro con la “migliore” perché faccia da traino a se stessa. L’amica altrettanto bella ma il cui successo in quel momento è in bilico, soccombe. Non per se stessa ma perché le due amiche la “marchiano” soccombente, e soccomberà. L’Italia deve, così come avrebbe dovuto da molto tempo,  andare ad elezioni politiche democratiche (come si diceva già dopo la sconfitta del referendum, si vada a votare con quello che c’è, armonizzato. Non c’è bisogno di una nuova legge elettorale) e si chieda la ricontrattazione dell’Unione e la rimodulazione dell’euro per la creazione della nuova Europa nella quale noi “amiche” si stia tutti al medesimo livello, e, all’interno, si corra a ridurre drasticamente la tassazione, sugli immobili, sulle imprese e su noi individui, si investa nelle costruzioni e negli ammodernamenti, nelle innovazioni, si riordini la pubblica amministrazione convertendola in attività produttiva, si stimoli la crescita in Italia. L’Italia cresca e marci verso la nuova Europa, facendo asse, per aiutarsi oggi, con Trump e Brexit.

*N.B. Pur non coincidendo con la linea del giornale , il presente intervento contiene spunti interessanti ed un diverso punto di vista, che, come è nella tradizione liberale aperta alla dialettica, merita di essere tenuto nella giusta considerazione.

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