Benoit Hamon, candidato socialista, in una Francia governata dal suo compagno di partito, Hollande, ha preso, al primo turno delle elezioni presidenziali, soltanto il 6% dei consensi. E’ l’inizio di una progressiva scomparsa della Sinistra Europea?

Credo che sia questa l’esatta diagnosi. La Francia non è il solo Paese ad assistere alla débàcle della sua gauche. E’ già avvenuto in Grecia, in Irlanda, in Olanda, in Austria, in Finlandia, in Spagna. Potrà avvenire in Belgio…. probabilmente con le stesse modalità camuffate dell’Italia e della Francia.

Modalità camuffate? Che intende?

Per opera di personaggi politici della Sinistra euro-continentale, eminenti e di un certo rilievo, cooptati da potenti consorterie di rilievo mondiale, avviene un progressivo svuotamento del contenuto per così dire di sinistra dei partiti social-comunisti e la melassa di tutte le forze politiche esistenti in un Paese diviene, a quel punto, piuttosto omogenea. Naturalmente è un’operazione costosa ma i mezzi non mancano dati gli interessi in campo. E i mass-media, adeguatamente foraggiati, aiutano a diffondere la giaculatoria che destra e sinistra non esistono più. 

Il modello socialdemocratico Europeo è stato, secondo lei, solo il ponte di passaggio per togliere di mezzo progressivamente i diritti sociali che, non a caso quindi, appaiono, oggi, nell’Euro-continente (e nell’Occidente tutto), in via di sostanziale cancellazione?

Esatto e non escluderei che “manine”, più che straniere internazionali e non necessariamente solo politiche abbiano contribuito a favorire il tracollo delle sinistre europee.

In altro suo scritto, lei ha sostenuto che in Italia  quelle stesse “manine” avrebbero favorito la social-democratizzazione del partito comunista: ciò non è in contrasto con la sua opinione di oggi? 

No, assolutamente no! Quell’operazione è stata compiuta da personaggi post-comunisti, di nome illustre nella nomenclatura della nostra vita politica, al fine, certamente non dichiarato (e all’epoca non prevedibile), di consegnare il neo Partito Democratico, che si prevedeva di far nascere sulle spoglie degli orfani di Stalin e della sinistra democristiana, nelle mani di un leader della taglia di Matteo Renzi o similare.

E da chi sarebbe stata scelta la persona “giusta”? 

Difficile dirlo, trattandosi di una sede “riservata” fuori dai nostri confini e con la presenza di persone che con la Sinistra non avevano mai avuto nulla da fare. Il report della Banca J.P. Morgan Chase e del suo consulente Tony Blair, reso noto in Italia, ha chiarito molti aspetti oscuri delle vicende italiane. Certamente, non per chi non vuole vedere o è indotto a chiudere gli occhi.

Continuiamo nel nostro giro d’orizzonte e parliamo del Belgio che lei spesso ha avvicinato alla Francia, in nostri precedenti incontri. Come prevede che si procederà? 

Nei nostri precedenti incontri non avevamo potuto tenere conto di un evento fondamentale per la diagnosi. La spaccatura avvenuta nell’Occidente tra la parte Anglosassone e quella Euro-continentale. Con la Brexit e con l’elezione di Trump, i Paesi Anglosassoni hanno tirato i remi in barca, hanno chiuso le frontiere, hanno rinunciato a pilotare l’ingresso nel primo mondo dell’Unione Europea e staranno immaginando misure doganali per proteggere la loro società post-industriale, produttiva di beni immateriali, di manufatti di eccellenza e di servizi.

Quale immagina possa essere la risposta dell’Euro-continente?

Non c’è bisogno di fare ricorso all’immaginazione: c’è già!

Quale?

Per sostenere un’industria decotta o comunque in gravi difficoltà di sopravvivenza alle condizioni date, occorre fare ricorso a un’immigrazione massiccia che offra mano d’opera a basso costo, in modo da consentire alle nostre industrie manifatturiere di continuare a competere con quelle del terzo mondo?

Non teme la nascita di una nuova forma di schiavismo? Siamo nel terzo millennio! 

Le rispondo di sì ma le faccio presente che così si lascia il campo della politica per entrare in quello dell’etica.

Lei non vede più il pericolo di una rinascita dei fascismi europei, come suggerito dal report della Banca J. P. Morgan chase?

Credo che nei luoghi che contano la strategia è mutata. Non più Le Pen da sostenere ma Macròn da allevare in vitro.

Cesseranno le sospettate fonti del finanziamento dei più clamorosi tra gli attentati jihadisti?

Penso di sì! D’altronde, i socialisti al potere in Belgio (come lo erano  in Francia) possono continuare a costruire le loro Molenbeek, allevando anch’essi in vitro un leader come Macròn

In questa sua analisi è compresa la Germania?

Certamente sì! La Germania si trova in condizioni migliori per ambire di diventare se non l’unico il più privilegiato polo europeo, ma anche mondiale, d’eccellenza nella produzione dell’acciaio e dell’industria meccanica. Non dimentichi che, persino, gli Statunitensi impazziscono per BMW, Mercedes, Audi e che le Mini Cooper sono prodotte, ormai, in Germania. Essa sarà la maggiore beneficiaria dei flussi immigratori di nuovi e più diseredati lavoratori di quelli di un tempo.

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