In tutti i Paesi dell’Occidente il “potere” che si è sempre denominato “sommo”, quello, cioè,  dell’azione di governo prima della polis e poi dello Stato sembra essere stato “sfrattato” dagli ambulacri per così dire “naturali” della “politica”.

Il primo ad accorgersene e a intraprendere una strenua lotta contro i ritenuti usurpatori del reale potere, tutti esterni alla Casa Bianca o inseriti nel mondo della politica più corrotta, è stato Donald Trump.

Il Presidente degli Stati Uniti d’America, che è sempre stato osannato, per inveterata abitudine, come l’uomo più potente del Pianeta, si è accorto di avere, in un mondo che diviene sempre più dell’Apparenza,  soltanto un Fake Power, perché, nei decenni precedenti, le vere leve di comando della sua Nazione erano state sostanzialmente in altre mani.

Il Donald della vignettistica strabocchevole ha capito che i Magnati dell’alta Finanza, della grande Industria d’eccellenza, i Rappresentanti delle Banche, della Borsa, delle Agenzie di Rating, i Tycoon della Comunicazione, dell’Informazione, gli esponenti di Fondazioni dai nomi altisonanti e con dichiarate finalità benefiche, culturali, ambientalistiche, Consorterie Massoniche o pseudo tali, gli avrebbero impedito di fare alcunché, senza il loro benestare e consenso.

L’uomo di forte carattere ha detto: no! Ha rifiutato il ruolo di marionetta, quello che interpreta la maggior parte dei leader politici Occidentali, privi di storia pregressa e tirati fuori, in un batter di ciglia, dal classico cilindro di un Mago occulto, al fine di reggere, in nome e per conto degli establishment di varia natura, le sorti  di Paesi di antica, consolidata tradizione storica.

Trump sapeva che fuori dell’Occidente, ormai solo di nome democratico, si sarebbe trovato a dover fronteggiare Stati autocratici come la Cina, la Corea del Nord, per certi versi la stessa Russia, divenuta di Putin, e gli Stati Arabi di varia colorazione islamica nelle solide mani di Sceicchi stracolmi di petroldollari.

L’aspra lotta che si sta combattendo, senza esclusione di colpi, negli Stati Uniti d’America tra un establishment occulto, misterioso ma certamente molto potente  che intende manovrare, come meglio gli aggrada, il responsabile della conduzione dello Stato per portarlo su posizioni di sua convenienza e quest’ultimo che s’è aggrappato al voto di pancia degli esclusi dalle greppie che contano e degli abitanti della America più profonda, al fine di governare come tanti suoi illustri predecessori del tempo andato, potrebbe avere sviluppi imprevedibili.

mass-media, in mano dei gruppi finanziari ed economici più potenti del mondo, si sono schierati con una compattezza che non fa presagire nulla di buono per l’oggetto dei loro quotidiani bersagli.

Persino in Italia le voci che sono normalmente fuori dal coro, per Trump fanno eccezione e gli sono molto avverse.

*N.B. Pur non coincidendo con la linea del giornale, l’intervento del Presidente Mazzella contiene spunti interessanti ed un diverso punto di vista, che, come è nella tradizione liberale aperta alla dialettica, merita di essere tenuto nella giusta considerazione.

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