“Aver coraggio e aver ragione: i due poli della storia. E della vita. L’uno, in genere, nega l’altro” scriveva Cesare Pavese ne “Il mestiere di vivere”. Avvicinare questi due poli della storia alla Politica è oggi un operazione alquanto suggestiva ma certamente importante per capire la situazione politica di una Italia che fa fatica a capire se stessa e fa ancora più fatica ad interpretare il futuro di tanti settori che le hanno decretato fama e successo in Europa e nel Mondo in più di 50 anni di storia Repubblicana.  La libera iniziativa economica, l’istruzione d’eccellenza, l’innovazione scientifica. Eravamo quello che una volta veniva definito il “Bel Paese”. Ma Torniamo all’oggi. Il Sud sempre più distante dal Nord più produttivo, il rapporto con l’Europa, i settori strategici come trasporto aereo e siderurgia in mani straniere, il settore della moda e persino il mondo del Calcio gestiti da capitali non più italiani. L’immigrazione incontrollata e una visione di sistema paese offuscata da Partiti senza ideologie chiare e decifrabile. Mai come questa volta serve all’Italia una proposta politica che metta assieme il coraggio e la ragione. Il solo coraggio se non è sostenuto da una base ideologica non riuscirà mai a rialzare il nostro Paese. Col coraggio un leader politico può vivere l’attimo di un tweet o di un post FB ma non potrà mai raccontare una politica inclusiva e capace di rispondere ai problemi grandi e piccoli che mettono a nudo tutta la fragilità di un sistema economico complessivo. Un sistema fragile che può rinsaldarsi solo attraverso una seria Politica Industriale che in Italia manca da troppo tempo. Nei momenti di crisi economica la storia ci insegna che o si arriva alla deriva autoritaria, autarchica, nazionalista oppure si cerca la strada della ragione attraverso la crescita e l’unione dei partiti che per nascita, storia e costituzione vivono sulle ideologie fondate sulla libertà. Quelle libertà che hanno fatto grande l’Italia e l’Europa. La terza Via liberale tra il populismo ed il finto progressismo dovrà essere la strada da percorrere per mettere assieme i due poli dialettici della storia e della politica. Coraggio e Ragione. Dopo aver interpretato la ragione andiamo al coraggio. Avere coraggio senza perdere di vista la ragione. Come fare? Avere coraggio significa anche essere impopolari rispetto al populismo che richiama solo alla pancia del paese. Prendere le distanze dal populismo dalle ricette facili per problemi complessi. Avere coraggio in politica significa anche credere in una cultura politica. Quella cultura politica che deve essere strumento di forza per delle azioni veramente efficaci. Bisogna dare rilevanza al principio di rappresentanza e capire che anche i partiti c.d. piccoli sono utili a dare un indirizzo politico per il futuro dell’Italia. Le minoranze ed i piccoli partiti non devono diventare però dei piccoli orticelli da proteggere ma devono diventare degli orizzonti su cui ricostruire una terza via liberale e popolare che raccolga le forze migliori in vista di un Idea diversa di Sistema Paese. Un paese che non ama le risse e gli urlatori politicanti di professione. Un paese che deve prendersi Il proprio tempo per capire ed intrepretare idee concrete ma non prive di ideologia. Ecco che probabilmente capiamo il perché dell’esigenza di creare un cantiere liberale e popolare su basi nuove e vicine al nostro tempo. Bisogna creare spazi di agibilità politica che possano mettere assieme il Coraggio e la Ragione. Che devono diventare i due poli della Politica italiana. Poli dialettici, anche aspri ma soprattutto aperti al rispetto della critica costruttiva e al buon senso delle scelte. IL coraggio e la Ragione per una politica che non deve diventare Politica per il potere ma politica per il futuro dell’Italia in Europa e nel Mondo.

 

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