Gli Anglosassoni, empiristi, pragmatici e come tali amanti della razionalità, hanno creduto sino a qualche tempo fa che il Leviatano da essi creato sulle indicazioni di Hobbes, avesse, con un sistema punitivo molto rigoroso, almeno contenuto, nell’impossibilità di eliminarla, la ferocia innata negli esseri umani.

Essi stessi, però, pur continuando a essere seguaci di quel grande filosofo, favorendo il processo di globalizzazione, hanno emancipato il Potere dal territorio di un singolo Stato e hanno praticamente colpito al cuore il principio in cui essi stessi avevano fermamente creduto.

Un Leviatano, infatti, senza confini impenetrabili e con le frontiere aperte a immissioni ripetute e continue di “barbari” (nel senso originario e non dispregiativo del termine) diventa una vera e propria contraddizione in termini.

L’unico risultato che riesce a raggiungere è il trionfo, dell’ipocrita formula del politically correct nell’ attività di facciata, difforme da quella sotterranea e nascosta  e il ricorso alla pratica delle tre scimmiette che decidono di non vedere, non sentire e non parlare.

Non a caso, infatti, gli establishment politici dei due Paesi, almeno fino a Cameron e a Obama, hanno fatto a gara (come l’intellighentia Europea, infarcita di bimillenari  fake religiosi e filosofici suggeriva) nel proclamare “guerre salvifiche” contro i mali del mondo: miseria, corruzione, malaffare, malgoverno e via dicendo mentre costituiva un mistero l’appalto (o “l’esternalizzazione”, come si dice con brutto neologismo) a persone fidate del compito “sporco” di alimentare la violenza con i traffici più spregiudicati ed illeciti, dalla droga (su cui  si chiudeva un occhio per il finanziamento occulto della politica) alle armi, i cui maggiori produttori, nonostante la crisi economica, continuavano a fare affari e aiutavano, in tal modo, a scongiurare cadute sul piano occupazionale.

Oggi, però, l’isolazionismo dichiarato sia dalla Gran Bretagna e sia dagli Stati Uniti d’America, sbarrando i confini di quei di Paesi a immigrazioni selvagge, dovrebbe consentire a Teresa May e a Donald Trump di ristabilire le condizioni di operatività del Leviatano. E ciò, al fine di ridare sicurezza ai cittadini anche mediante l’applicazione rigorosa di un sistema punitivo che è rimasto, fortunatamente, uno dei migliori del mondo.

Naturalmente, la vita degli “isolazionisti” neo-hobbesiani non sarà facile.

Contro di loro si sono già alleati e coagulati gli interessi della grande industria delle armi, dei trafficanti di droga, dell’informazione mondiale e così via, per cui sui mass-media del Pianeta ne sentiremo di cotte e di crude contro la Brexit, il Trumpismo e quant’altro minaccia il business nascosto.

Si può agevolmente prevedere che, in Italia (che non ha mai avuto un movimento liberale ispirato all’empirismo e al pragmatismo Anglo-Americano, ma piuttosto un minuscolo partito di stampo, sostanzialmente, cattolico-idealistico, succube, in pratica, della politica confindustriale), non si leverà alcuna voce in favore della nuova politica della Gran Bretagna e degli Stati Uniti d’America….anzi! Aumenteranno i “peana” per i burocrati Colbertiani di Bruxelles e per la loro bimillenaria assuefazione agli Assolutismi da sempre dominanti nella parte continentale dell’Europa, esaltati apologeti di Valori definiti irrinunciabili, inalienabili, imprescindibili, indispensabili, fondamentali….

Intanto, si accentuerà il carattere tribale della guerra per bande, attualmente in atto, e le battaglie tra i partiti non avranno neppure più bisogno di invocare pretese Cause Buone contro asserite Cause cattive. Nessun Capo-Banda intenderà dialogare con un altro Capo-Tribù per persuaderlo sul necessario raggiungimento di un dato obiettivo, per convertirlo alle sue idee al fine di ottenere un risultato utile al bene comune: le uniche trattative riguarderanno la spartizione futura dei posti di potere.

La prassi dominante sarà che fuori da tale ipotesi, il nemico dovrà essere solo affossato perché “inferiore”; magari con marchingegni elettorali sempre più truffaldini.

Sperare che la gente abbia un moto di rivolta è molto  improbabile. Costumi di vita inveterati hanno sempre premiato, con manciate di fave, il conformismo degli Italiani che, allo stato, appare invincibile, indistruttibile.

E’ la nostra Storia, anche recente, a condannarci. Da noi, persino il mitico “Sessantotto” altro non è stato che un pretesto per raggiungere posti di potere, appena finita la buriana. Lo scopo precipuo di quel movimento studentesco era stato di avere, intanto, il diciotto politico agli esami universitari e di “scalare” poi i posti comando.

Scorrendo i nomi di quei “rivoluzionari”, si costata che sono tutti o quasi in posti di vertice, soprattutto nel mondo della comunicazione e dell’informazione. Continuano a parlare il linguaggio dell’odio di tutti contro tutti, ma i loro veri nemici giurati sono soprattutto quelli che, prima di loro o ignorandone il messaggio, hanno avuto la possibilità di farsi una vera cultura; che, peraltro, sono rari.

Nell’Italia attuale è d’obbligo tacere sul “cancro” di un pensiero devastato dai “fake” fideistici di ogni natura!  Nessuno ne parla e la discussione sui mass-media ignora i grandi temi e si concentra sul gossipdelle malefatte quotidiane e della cronaca giudiziaria che ha per protagonisti gli uomini politici.

Riuscirà a elevare il tono del dibattito, la “Rivoluzione liberale” di gobettiana memoria?

* Il Presidente Mazzella collabora stabilmente con Rivoluzione Liberale da autorevole giurista indipendente.

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