(Consigliere Nazionale PLI)

Il 20 marzo scorso si sono disputati a Nove in provincia di Vicenza le finali dei Giochi della Gioventù, ultima gara quella campestre, i primi esclusi: i disabili! Ma non per risultati sportivi deludenti, solo perché la Ministro Gelmini dimentica di inviare la modulistica per la loro partecipazione. Alla faccia dello slogan di quest’anno “Tutti protagonisti, nessuno escluso”!

Ci si chiede come mai, considerando che la legge sull’integrazione dei disabili nella scuola, finalizzata all’autonomia, dovrebbe essere oramai un dato di fatto?

Leggi apposite che contemplano progetti per la diversità motoria e sportiva, di cui l’Italia (tutta) dovrebbe esserne fiera, sono oramai in vigore da tanto; ed allora perché i ragazzi disabili sono stati esclusi?

Perché pare che la Ministro Gelmini, sempre quella che ha “opportunamente” tagliato fondi alle ore di sostegno scolastico, diminuito le ore di insegnamento (e la lista potrebbe continuare a lungo), si è dimenticata di far inviare dal Ministero la modulistica che prevede le norme per il concorso dei disabili!

Una persona ragionevole pensa che data la dimenticanza la Ministra si scusi coi ragazzi e le famiglie, invece, all’interrogazione parlamentare , risponde con un gioco a rimpiattino scaricando colpe al Coni, alla regione e quant’altro.

D’altronde, perché stupirsi? La considerazione che questo Governo dimostra per i diversamente abili si è capita subito con i tagli alle loro pensioni voluti nella Finanziaria di Tremonti.  Resosi conto della gaffe ha cercato un accordo con la FISH (la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap che raccoglie le maggiori associazioni di settore) . I disabili si sono resi disponibili a far verificare la loro disabilità. Ma qui sorge il secondo problema: le ASL di appartenenza, che avrebbero dovuto inviare i loro dati medici all’INPS, purtroppo hanno problemi per la trasmissione telematica dei suddetti dati. Allora l’INPS ha dovuto richiamare i disabili e loro hanno dovuto rifare tutte le visite mediche, con seri disagi per i portatori di handicap più gravi. Quasi come degli imputati ad un processo che debbano dimostrare la loro innocenza. Quindi, perché stupirsi se ora questi ragazzi vengono dimenticati ed esclusi?

In qualsiasi paese civile si punta sull’istruzione dei giovani, qualsiasi essi siano, come ricchezza per il futuro, garantendo opportunità e risorse. Viene allora il dubbio che forse in Italia queste opportunità non debbano essere offerte ai diversamente abili.  Vogliamo credere che così non sia, perché come cittadina italiana, sarebbe ripugnante.

Noi Liberali siamo convinti che L’Italia debba  essere un Paese dove ognuno abbia l’opportunità di condurre la propria vita, le proprie relazioni interpersonali, debba potersi esprimere, ed essere aiutato a farlo, nel pieno rispetto e libertà delle proprie inclinazioni e  per questo ci stiamo adoperando con vari progetti concreti che garantiscano una maggiore dignità per tutti. Anche per i disabili.

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