Nei giorni scorsi il PD, partito sempre più riconducibile alla figura stessa del segretario Renzi, ha presentato una mozione di “sfiducia” nei confronti del governatore della banca d’Italia IgnazioVisco , seguendo un iter insolito ma, soprattutto, “malizioso”

La “malizia” sta nel fatto che, in epoca già di campagna elettorale, il Pd, e in particolare l’ex capo del governo Renzi, si sono voluti ripulire la coscienza e, soprattutto, l’immagine, del fatto che durante l’ultimo suo mandato come primo ministro, l’Italia ha lamentato la più seria crisi bancaria del dopoguerra e decine di migliaia di piccoli risparmiatori hanno subito perdite gravissime.

Naturalmente la crisi bancaria non è stata originata da Renzi stesso, ma dal sistema corrente, ovvero il fatto che le banche minori prestassero soldi con facilità agli amici e agli amici degli amici, e,  a parte il caso delle banche venete, i maggiori “scempi” sono avvenuti proprio in banche che hanno la Toscana come base e collegamenti privilegiati con l’area di centro sinistra.

Basti pensare al fatto che tra le maggiori sofferenze di MPS ci sono, ad esempio, i 500 milioni di euro prestati al gruppo De Benedetti, notoriamente vicino al PD, o alle obbligazioni subordinate di Banca Etruria , avallate da un buco normativo di Consob, che tanto piacevano a babbo Boschi e compagni,e  che poi andavano a finanziare società a loro collegate o iniziative già destinate ad essere fallimentari, come i 22 milioni prestati al cantiere dell’hinterland di Civitavecchia che , una volta completato lo yacht di piu di 100 metri, per altro mai finito, non avrebbe avuto, comunque,  le condizioni di  viabilità necessarie per trasportarlo fine al mare !

Fatta questa necessaria premessa, è evidente che il nostro furbetto di Rignano, ha pensato bene , così come in passato, di ricorrere ad una delle sue azioni a grande effetto mediatico, e scarso, se non nullo, effetto reale, ovvero presentarsi come quello che intende punire chi avrebbe consentito a certe banche di operare al di sopra di ogni legge , regola e controllo, e tutto questo perché è noto che nell’immaginario popolare le banche sono sempre state malviste.

Per capire quanto sia solo strumentale e d’effetto la mozione presentata dal PD di Renzi, basti pensare alle reali funzioni di banca d’Italia in questi ultimi anni, ovvero, esaminando i primari compiti dell’istituto:

  1. Dirigere la politica monetaria! Ebbene da più di 10 anni la politica monetaria è a totale appannaggio della Banca Centrale Europea, e non più nei compiti istituzionali delle singole Banche centrali dei paesi membri.
  2. Funzioni di vigilanza e controllo! E anche qui la BCE si è avocata tutte le funzioni di vigilanza nei confronti dei principali istituti bancari dei vari paesi membri, pertanto alla banca D’italia è rimasta la funzione di vigilanza sulle banche minori che controllano non più del 20% dell’intera massa monetaria gestita dal ns. sistema.

Al momento della nomina di Ignazio Visco, e qui le “colpe” sono di chi, nel 2011 lo ha nominato, si sapeva benissimo che la sua preparazione era impostata principalmente  sulla gestione delle  politiche monetarie, ed ogni suo intervento durante il mandato in corso, ha confermato questa attitudine, quindi perché attendersi una incisiva guida dell’azione di vigilanza da parte di un soggetto che ha altre ben competenze ?

Ma,  soprattutto, perché andare a sollevare il problema solo a pochi giorni di distanza dalla scadenza del mandato del governatore ? E perché portare la mozione di sfiducia al parlamento quando, lo stesso, non ha alcun potere sulla nomina del governatore ?  Se Renzi riteneva che Visco non fosse la persona giusta avrebbe avuto modo, in qualità di capo del governo, di intervenire a suo tempo quando i “misfatti” delle banche erano esplosi nella loro drammaticità.

A me sembra che la strategia di Renzi sia abbastanza chiara, ovvero riscuotere l’approvazione di quella massa di persone che hanno un forte mal di pancia nei confronti delle banche, e sfruttare i poteri che saranno concessi al segretario del partito di maggioranza una volta varato il Rosatellum, quindi Renzi lancia il sasso e vede le risposte, ad esempio Gentiloni e Padoan si sono chiamati fuori dall’iniziativa del loro segretario, e così fa capire che chi non è con lui non sarà designato come candidato alle prossime elezioni politiche.

In tutto questo contesto di giochini elettorali non ci dobbiamo scordare che non si può additare solamente alla mancata vigilanza della Banca d’Italia il fatto che le sofferenze, ovvero i Non Performing loans, delle banche italiane rappresentino il 25% delle intere sofferenze bancarie europee, ci sono tutte una serie di concause che chiamano al tavolo delle responsabilità anche la Consob e le azioni marcatamente criminose di alcuni amministratori di banche che cercavano, per prima cosa, di eludere proprio la vigilanza.

Non ci dobbiamo scordare che è stata nominata una commissione d’inchiesta sull’operato della banca d’Italia e che Renzi ha voluto, con la sua azione spettacolare, anticipare già le conclusioni della stessa.

In conclusione che Visco abbia maggiori competenze nella gestione della politica monetaria, ormai demandata alla BCE, che non nelle funzioni di vigilanza è cosa nota, pertanto a noi servirebbe un governatore un poco più “sceriffo”, ma questa dovrebbe essere una scelta tecnica e non una “imposizione” di Renzi !

 

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