La faziosità, tendenza cronica al settarismo, può portare a una perniciosa intolleranza illiberale.

Per Luigi Einaudi, liberale di antico stampo, lo spirito di faziosità non sarebbe ignoto agli stessi “studiosi, uomini degnissimi di tutti i rispetti”.

La faziosità è un male insidioso che può toccare e intaccare tutti.

Se lo conosci lo eviti, diceva una pubblicità, per mettere in guardia il genere umano contro il pericolo dell’AIDS.

Ergo: è necessario parlarne, su un giornale che auspica addirittura una “rivoluzione”, nel nome di uno dei figli più coraggiosi del liberalismo: Piero Gobetti.

L’individuo fazioso si caratterizza per il fatto di porsi in dissenso con le opinioni o con le tendenze della maggioranza, di mostrarsi tenacemente convinto delle proprie asserzioni e convinzioni, condivise da pochi, e di persistere ostinatamente in esse, a dispetto della stessa obiettività dei dati, di cui è messo costantemente in possesso.

Orbene, quali sono gli elementi incontrovertibili che possono desumersi dalla realtà italiana?

L’astensionismo è in continuo aumento e alle ultime elezioni siciliane ha superato il cinquanta per cento.

Il Movimento Cinque stelle è in crescita progressiva, nonostante la palese mancanza, agli occhi degli elettori meno “invasati”, di uomini di governo, capaci di prendere in mano, con la prospettiva di buoni risultati, le redini del Paese.

La Lega, per ingrossare le fila dei partiti della protesta contro il burocratismo europeo e la corruzione degli uomini politici delle tessere,  toglie dal suo simbolo la parola “Nord” e prende sempre più le distanze dal Centro-Destra dalle origini Bossiane, filo-Berlusconiane.

Da questo scenario, risulta chiaro che dato l’orientamento degli Italiani, manifestato con il voto o soprattutto con il suo rifiuto, a difendere il “carrozzone”  delle cariatidi della vecchia guardia politica italiana  sono rimasti:  i residui catto-comunisti del Partito democratico, divenuto “renziano” e sempre meno seguito dagli elettori, i post-fascisti diFratelli d’Italia, i seguaci di un Berlusconi “redivivo”, sedicente liberale, ma a giudicare dall’autoritario e antidemocratico “Porcellum”, certamente  “non troppo”.

Si può dire, in un tale contesto, che non pecchi di faziosità ogni orientamento di pensiero politico che si ostini a demonizzare la volontà di un popolo, stanco e sfibrato, che dimostra di non poterne più di una classe politica corrotta e rotta a tutte le alchimie e a tutti gli inghippi e intrallazzi per continuare a restare a galla, nonostante la bocciatura clamorosa della stragrande maggioranza degli elettori?

Usque tandem… questi sedicenti democratici, il cui anelito è stato sempre quello, comprovato per tabulas(Porcellum, Italicum, Rosatellum, riforma costituzionale, contatti, palesi ed occulti, con elementi eversivi della Finanza mondiale) di governare in pochi, scelti e selezionati dai Capi-partito abuseranno della pazienza dei più, privati del diritto di scegliere i propri rappresentanti, garantito da ogni regime non autoritario e illiberale?

usque tandem…le forze non compromesse da recenti spartizioni di potere con le forze sin qui egemoni (centro-destra e centro-sinistra) continueranno nella “melina” di ripetere giaculatorie, consolatorie ed edificanti sulle forze, ritenute contro ogni verosimiglianza, sinceramente democratiche, quando risulta sempre più evidente che sono state proprio tali forze a scavare la fossa, con potenti bracciate, alla nostra sempre incerta democrazia?

Conformismo camuffato da benpensantismo eufemisticamente definito prudente e inviti ripetuti, da sedicenti “saggi”  al quieta non movere hanno condotto all’agonia un Paese che, con un atto di coraggio, potrebbe ancora dimostrare di voler vivere tra i Paesi democratici.

Certo: deve trattarsi di un atto di coraggio e non di temeraria imprudenza.

Ai ribelli, ai rivoltosi, agli aspiranti rivoluzionari dovrebbe essere chiaro che i rivolgimenti li fanno le teste calde… ma guai a far gestire la res publica a scolari, volenterosi ma impreparati e inesperti.

A Napoli, città di storica e pagana saggezza greca, con un detto volgare si sostiene che non bisogna mai dare “a pazziella in man’a i criature”.

Neppure, però, è bene augurarsi che resti ancora in mano di vecchi rimasugli di un passato che nessuno può rimpiangere, senza destare ragionevoli sospetti.

 * Il Presidente Mazzella collabora stabilmente con Rivoluzione Liberale da autorevole giurista indipendente.

 

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