È da poco uscito in tutte le maggiori librerie il meraviglioso volume monografico, edito da “L’ippocampo” e curato da Vera Verdiani, dedicato a uno dei maggiori fotografi francesi del secondo dopoguerra: Robert Doisneau. Nato nel 1912 nel comune di Gentilly, alle porte di Parigi, fu, assieme a Willy Ronis e ad Henri-Cartier Bresson, un rappresentante di spicco della cosiddetta photographie humaniste, corrente fotografica nata in Francia negli anni ‘30, caratterizzata da un’attenzione esclusiva nei confronti dell’uomo e della sua vita quotidiana. Se c’è da designare una città come primaria fonte ispiratrice del movimento, questa è sicuramente Parigi.

E chi meglio di Robert Doisneau ne ha saputo cogliere l’essenza poetica e la magia incantatrice? La sua Parigi tuttavia non è mai stata quella dei monumenti da cartolina, bensì quella della vita di strada, fatta di gesti semplici, ai quali però è riuscito a conferire quel sapore di poesia inattesa, come è il caso del celebre scatto in bianco e nero “Le Baiser de l’ Hôtel de Ville” del 1950, nel quale una coppia di ragazzi si bacia sullo sfondo delle caotiche vie parigine. La sua Parigi è stata anche quella della periferia di Montrouge, dove ha trascorso la maggior parte della sua vita, e dove ha saputo immortalare strade e volti sempre differenti, trasformando gesti apparentemente banali e stereotipati in creazioni artistiche tenere e commoventi.

Nessuna Parigi quindi da riviste di moda, da giornali, da pubblicità o da cinema, ma una Parigi anticonvenzionale, fatta di piccola gente, uomini e donne, i cui sguardi trasudano umanità e amorevolezza. Inoltre, specialmente nei confronti dei bambini, la loro cultura e i loro giochi di strada, Doisneau ebbe sempre un occhio di riguardo e un rispetto particolare, per il loro essere così decisi a godersi la vita fino in fondo, tra piccole gioie e ingenue speranze. Basti pensare alla celebre foto “Les tabliers de la rue de Rivoli” del 1978, dove in una Parigi ormai meccanizzata, volta al capitalismo e al moderno, un gruppo di scolari attraversa la strada bloccando il traffico in fila indiana, figurazione gioiosa e canzonatoria di un mondo, quello fanciullesco, pulito, innocente e incontaminato, privo dei dolori che la vita può riservare.

Niente di più piacevole quindi del lasciarsi prendere per mano per farsi accompagnare in questa piacevole passeggiata fotografica, tra baci e corteggiamenti, arie di fisarmonica e tanghi improvvisati, lacrime adulte e risate infantili che hanno reso la Parigi di Doisneau un tesoro senza tempo.

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