Televisioni e giornali sono pieni di notizie sui desideri e sulle ambizioni personali dei politici italiani, sulle innumerevoli promesse elettorali, sulle elargizioni (o mance?) elettorali distribuite alla vigilia di elezioni, su questioni di scarso interesse per distrarre l’opinione pubblica dai veri (e spesso drammatici) problemi del Paese, etc.

Meno tasse è la locuzione ricorrente sulla bocca di molti politici. La locuzione non poteva mancare il giorno della Befana 2018. È stata puntualmente usata nella TV di Stato (Rai 3) da un importante deputato.Trattasi di parlamentare che, tra l’altro, ha meriti eccelsi in materia di “rosatellum”, una legge elettorale introdotta in fretta e furia con 8 voti di fiducia per far scegliere gli eletti in parlamento direttamente ai capi dei partiti e non ai cittadini qualora dovessero decidere di recarsi alle urne nel prossimo appuntamento elettorale del 4 marzo. Questa legge succede a 2 precedenti leggi elettorali (porcellum e italicum) entrambe dichiarate incostituzionali dalla Corte Costituzionale. Il “curriculum” delle leggi elettorali in Italia (per ultimo anche nella Regione Lazio) è particolare rispetto a tutti gli altri Paesi del mondo. Fra le particolarità c’è anche l’approntamento della legge a ridosso delle elezioni e non almeno un anno prima del voto come prescrive l’Europa. Quando si tratta di leggi elettorali i politicanti dimenticano il mantra “ce lo chiede l’Europa”.

Sempre in occasione della Befana abbiamo appreso che è intenzione di un notissimo capo partito di togliere (o ridurre) il canone della TV di Stato. Trattasi del medesimo capo partito che aveva avuto la luminosa idea di far pagare il canone TV unitamente alla bolletta della luce. Non abbiamo avuto notizia, in occasione della Befana, della ricorrente promessa di realizzare il ponte di Messina.

A fronte di tutto ciò, dobbiamo ricordare come nell’era digitale i Governi (è il caso del Governo italiano) che si siano impadroniti della TV di Stato, non riescano sempre a realizzare i loro intenti quando i cittadini possano informarsi senza la “mediazione” di televisioni e giornali.

Il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 in Italia ha dimostrato che televisioni e grande stampa, insieme, non sono riuscite a far prevalere la loro “opinione” fortemente orientata a favore del Governo. Infatti sono stati milioni i cittadini italiani che hanno maturato il loro libero convincimento e che hanno dimostrato, con la loro massiccia “partecipazione” al voto, di poter sconfiggere, come è stato sconfitto, il disegno governativo di farsi una Costituzione di comodo.

Il Censis ha rilevato come siano sempre più numerosi i cittadini, specialmente i giovani, che non si informano dai giornali a stampa e dalle televisioni, ma “cercano” le notizie attraverso i social. In pratica, mentre giornali e TV hanno sempre scelto e scelgono cosa far sapere, nell’era digitale è il singolo cittadino che sceglie cosa vuol sapere e cerca in proprio le notizie. C’è una libertà di ricerca delle notizie che è consentita grazie alla libertà della rete.

Anch’io attingo notizie dai social, seppure con la consapevolezza del rischio di imbattermi in bugie e falsità ben confezionate da truffatori che circolano nella rete. Ecco perché cerco sempre di verificare la fondatezza e la credibilità delle fonti. D’altronde le televisioni e i giornali non sono sempre portatori di verità: spesso, tra quanto dicono e quanto omettono di dire, la verità viene abilmente falsata o manipolata. E le manipolazioni messe in atto dalle grandi reti televisive e dai grandi giornali sono molto più pericolose delle altre. Bisogna, quindi, tenere sempre alta l’attenzione in presenza di notizie, da qualsiasi parte provengano. È altissima la pericolosità delle false rappresentazioni della realtà messe in rete sia da potentati di varia natura e sia dai singoli “imbecilli” che diffondono in rete bugie e idee farlocche. La definizione di “imbecilli” non mi appartiene: è quella di Umberto Eco che così definiva coloro che lanciavano sui social i loro discorsi e le loro bugie sentendosi dei premi Nobel nel mentre facevano discorsi da osteria.

D’altronde non è estremamente difficile scoprire il vero dal falso, perché le falsità e le bugie hanno le gambe corte e accorciano la statura di tutti i mentitori abituali. I bugiardi li abbiamo sotto i nostri occhi. Basta non dimenticare le loro dichiarazioni e le loro promesse nel tempo. La memoria è l’antidoto che ci tiene al riparo dagli ipocriti e dai bugiardi, specialmente dai mentitori che albergano nei palazzi del potere.

I cittadini, specialmente i giovani, sono consapevoli di tutto ciò e cercano notizie sulla rete, che sta diventando il vero strumento per accedere alla conoscenza e per conquistare la libertà. Nella rete ci sono sempre persone coraggiose che ci dicono, in modo efficace e intelligente,  quello che difficilmente troviamo nelle televisioni o nei grandi giornali. Di recente una commercialista (F.C.), indignata per tutto ciò che viene praticato in termini di aumenti di imposte e tasse, ha messo insieme, in un breve post su Facebook, notizie che danno un bel quadro di insieme della politica fiscale italiana. Ha ricordato l’aumento delle marche da bollo sulle fatture da 1,81€ a 2,00 € e sui certificati da 14,62 € a 16,00 €. Ha sottolineato la quasi irrilevante polemica scoppiata di recente sull’ultimo balzello legato al costo aggiuntivo dei sacchetti di plastica per l’acquisto di prodotti ortofrutticoli. E ci ha detto, tra l’altro, che:

…”È stata eliminata la possibilità per gli ultra ottantenni di detrarre le spese di ristrutturazione in tre anni anziché dieci, e per gli ultra sessantacinquenni in cinque, per cui anche se hai 95 anni sempre in 10 anni devi suddividere la quota rimborsabile nel 730. Se si distribuiscono utili di una società (che sono già stati tassati con IRES al 24 %) il 58 % del dividendo viene nuovamente tassato in capo al percettore, fino al 2016 era tassato il 49%. Da quest’anno se non paghi l’IVA trimestrale entro sei mesi ti arriva un avviso bonario con sanzione al 10%, fino allo scorso anno passava tranquillamente un anno e mezzo. Se apri un’attività o un negozio sei tartassato, rivoltato, ti chiedono di fornire la documentazione più astrusa, ti ammazzano di burocrazia. Innumerevoli altri aumenti ci sono stati e non vi annoio ulteriormente…”

Non sono un esperto di imposte e tasse e non conosco gli altri innumerevoli aumenti, ma confronto queste notizie apprese su Facebook con quanto affermano i personaggi politici che vanno in TV a vantarsi continuamente di avere abbassato o di voler abbassare le tasse; che promettono di fare quello che non faranno o che faranno dando ad alcuni qualcosa con l’intento di toglierla ad altri. Non parlano mai, i politicanti, degli sprechi. E se ne parlano lo fanno per finta o per sollevare una cortina fumogena intorno all’ennesimo aumento degli sprechi. Ogni cittadino, invece, constata a sue spese la crescita continua di balzelli, piccoli o grandi che siano, imposti a livello locale e a livello nazionale. Dobbiamo dire un grazie particolare a chi metta insieme i balzelli per farci comprendere la verità sulla famelica voglia che hanno i decisori politici nell’attingere denaro dalle tasche dei cittadini. E un grazie anche a Facebook e ai social che danno voce ai cittadini. La libertà esercitata attraverso l’uso corretto della rete apre la strada alla verità: la verità che è sempre rivoluzionaria.

 

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