In un Pianeta governato dalle mezze maniche, impersonate da burocrati di varia estrazione, da self made men che avrebbero potuto, manipolandosi da soli, farsi meglio di quanto non siano riusciti a fare, da “politicanti” sedicenti per vanagloria “uomini politici”, per la maggior parte incolti, incompetenti, presuntuosi e “pallonari”, da  leader improvvisati, pallidi, incolori usciti, inaspettatamente, dalle “incubatrici” delle centrali finanziarie per essere catapultati in Paesi di grande tradizione, una persona vera come Donald Trump, dotata di una mente lucida e pensante, di un carattere forte e deciso, di una volontà ferrea e di un’imperturbabile sicurezza, provoca reazioni assolutamente imprevedibili negli uomini-massa che generano, con il loro voto alle elezioni, esangue, timido e pauroso, i “pigmei” della politica mondiale.

Questi “nani” che un tempo avevano l’abitudine, elogiata dal Poeta, di salire sulle spalle dei giganti del passato per vedere lontano, oggi sono paghi della loro bassa statura che consente di concentrare lo sguardo sugli altri che li circondano solo fino all’altezza del pube.

Non è un caso, quindi, che la lotta politica sia diventata un’ossessiva ricerca di segreti dell’alcova, magari rapportata a decenni addietro e favorita da confessioni interessate di gente desiderosa di uscire da un deprimente anonimato.

Trump ha avuto il merito di riportare indietro l’orologio della storia: all’epoca delle grandi personalità democratiche, quelle dei Churchill e dei De Gaulle.

E ciò, anche se la canizza della stampa e della televisione (in mano all’alta Finanza e alla grande Industria, quella, per capirci, delle armi pesanti  che si alimenta con la fungaia di guerre favorite dall’intolleranza religiosa e dal fanatismo politico) è stata (ed è) unita e compatta nel descrivercelo come un Hitler, uno Stalin, un Mao Tse Tung e altri dittatori della stessa epoca passata.

Trump è stato eletto da un popolo stufo di assistere ai rituali del “politically correct” che nascondevano traffici sotterranei tra rappresentanti di concezioni diverse (solo a parole)  della vita.

Ed è stato eletto per proteggere una comunità nazionale (come Churchill, all’epoca dell’universalismo egemone pan-tedesco) dai guasti di una globalizzazione perversa, liberista senza freni, fraudolenta, spietata, pilotata dagli gnomi, divenuti giganti, della Finanza mondiale, indifferente se non crudelmente favorevole a nuove forme di schiavismo di lavoratori immigrati a bassa paga e dediti, spesso, per arrotondare il salario a traffici illeciti e dannosi per l’intera popolazione, e, per combattere la noia urbana, a stupri e violenze contro donne indifese.

A rendere possibile, in un mondo disinformato con scientifica meticolosità da pennivendoli e intrattenitori televisivi, inventori a getto continuo di fake-news vergognose, con l’aiuto di leader politici contaballe, tutti al servizio, diretto o per il tramite di intermediari prezzolati, dell’Alta Finanza c’è stato solamente il web.

E non è certamente un caso che contro di esso, contro il nozionismo, definito dispregiativamente spicciolo e riduttivo di Internet, contro l’asserita mancanza di controllo sulla veridicità dei fatti e sul linguaggio dei social è stato scatenato il “benpensantismo” dei “falsi” custodi della Cultura (scritta puntigliosamente con la maiuscola), dei professoroni, sedicenti “maestri di vita” in continue cure psico-analitiche per turbe familiari o personali, dei docenti di chiacchiere, passati con la “scoppola” agli esami scolastici prima di arrivare ai loro laticlavi, delle gentildonne che non leggerebbero un libro neppure sotto la minaccia di una pistola puntata direttamente alla tempia ma che nei salotti borghesi raccolgono sedicenti “intellettuali” come preziose corolle di fiori da esibire alle amiche, dei frequentatori accaniti di biliardi e di caffè dello sport, degli individui mediocri in costante crisi d’identità perché “a tutto chiamati e a nulla eletti”, dei lettori di giornali e degli spettatori di talk show, dove il compito più arduo è quello di capire se siano più ignoranti e superficiali gli sprovveduti intervistati o i feroci “inquisitori”, ipocriti assertori della ricerca di verità da offrire a un pubblico che, in realtà, si dimostra, spudoratamente, refrattario a ogni intento serio di approfondimento.

Il web è l’unica istituzione democratica rimasta in un mondo dominato dall’autoritarismo, palese o nascosto di aspiranti “ducetti” di provincia, capaci di sedurre un pubblico di bocca buona con un eloquio, appreso spesso in parrocchia, fatto di niente, ma infiorettato di paroloni “difficili” sugli Alti Valori dell’Umanità,   in preda ai traffici loschi degli affaristi, alle speculazioni ingorde di finanzieri e banchieri senza scrupoli, a politici di mezza tacca in costante ricerca di poltrone o di strapuntini (come il mio amico Pileggi chiama i posti di sottogoverno, spesso squallidi ma sempre redditizi).

Senza il Web, Donald Trump sarebbe stato sommerso dalle ingiurie, dalle accuse pretestuose, dai resoconti di pretesi scandali (sessuali o di altrettale pochezza sul piano delle attitudini a governare) nel racconto dei mass-mediaa un pubblico di persone del tutto indifese contro le insidie delle falsità e delle mire distruttive dei “manovratori”, assisi sulle poltrone girevoli e ben sagomate di Wall Street e della City,  “conducenti” senza patente  del  “tram” della vita planetaria.

Se l’America riconquisterà il suo ruolo di Nazione, se riprenderà la compattezza del suo tessuto sociale, se riassumerà quei ruoli che aveva perduto e se darà ai suoi cittadini l’orgoglio che stavano perdendo ce lo dirà solo ilWeb.

Ciò, ovviamente, non significherà che la massa dei cittadini americani sarà grata al suo Presidente. Un grande popolo, come quello inglese, dette il “benservito” a Churchill, definendolo, sì, “salvatore della patria” ma preferendogli, nel governo del Paese, il modesto Attlee.

E’ questa la storia degli uomini e neppure il Web, ultimo strumento di libertà e di democrazia, riuscirà a mutarne il corso.

* Il Presidente Mazzella collabora stabilmente con Rivoluzione Liberale da autorevole giurista indipendente.

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