“Non abbiamo scelto i competenti… ma i super-competenti”, “E’ stata messa in campo la squadra migliore”, “Faremo grandi cose”.

Mi risuonano nelle orecchie ancora queste parole, perché, stanotte, ho fatto un sogno, dopo essermi addormentato, leggendo i titoli (solo quelli riesco a leggere, ormai) dei giornali italiani.

Nel Bar dello Sport di Roccacannuccia si erano dati convegno i maggiori leader politici che l’Italia del terzo millennio è riuscita a esprimere e i loro scambi di opinione riecheggiavano l’euforia che solitamente precede “i grandi eventi” nei “piccoli paesi” della vasta provincia dello Stivale.

Si scopriva (non ricordo esattamente come) che nessuno di loro aveva conseguito una laurea in medicina, ma tutti insieme discutevano ugualmente e in maniera animata circa gli interventi di chirurgia estetica che avrebbero compiuto sul volto di un ammalato grave, steso sul pavimento che, nell’indifferenza della maggioranza degli avventori, presentava problemi molto seri di respirazione e di fisica sopravvivenza.

Nel locale c’era anche un cliente che conservando l’anonimato, suggeriva di chiamare il prete per l’estrema unzione ma era zittito con veemenza ed energia dagli uomini con il bisturi nelle mani, pronti a intervenire per eliminare, secondo i loro progetti, qualche ruga qua e là sparsa sul viso del paziente o a sfoltire, con una più adeguata forbicina, i peli delle sue sopracciglia.

In fondo alla sala, su una parete semi-diruta e infradiciata dall’umido che penetrava, probabilmente, dal soffitto, era rimasto attaccato un manifesto dell’ultima competizione elettorale referendaria con su scritto un grande NO, con la vocale ben rotonda!

Fuor della metafora del mio sogno notturno, lo spettacolo buio e senza luci cui gli Italiani sono costretti ad assistere in questi giorni non ha, con buona verosimiglianza, equivalenti nel mondo intero.

Un Parlamento eletto, a giudizio della Consulta, in modo costituzionalmente illegittimo ha coinvolto e trascinato nella sua illegalità le maggiori Istituzioni del Paese, riempiendole di personaggi anche notevoli che, senza alcuna loro colpa, si sono trovate a beneficiare di veri e propri “colpi di coda” di un serpente cui la Corte aveva schiacciato la testa.

Quello stesso Parlamento, non corrispondente alla reale ed effettiva volontà popolare degli Italiani, a causa degli artifizi e inganni illegali censurati dalla sentenza della Corte Costituzionale, ha fatto a ripetizione leggi elettorali di volta in volta peggiori di quella in base a cui era stato eletto.

L’ultimo “prodotto”, l’ormai già famigerato “Rosatellum”, è ancora sub iudice, ma la sentenza popolare è già stata emessa: una vera legge da principianti o da studenti (da tempo) fuori corso!

In un tale catastrofico scenario, gli euforici candidati dei partiti e movimenti politici italiani, aspiranti a un laticlavio che rischia di avere, per la stessa convinzione espressa da alcuni di loro nelle aule parlamentari, vita breve e stentata, si cimentano in ludi oratori in cui promettono mari e monti ai poveri elettori, visti tutti, senza eccezione alcuna, come portatori rincitrulliti di una vistosa sveglia al collo.

Lo squallore unico del panorama politico italiano fa sorgere qualche dubbio anche sulla “leggenda” (più che metropolitana) di “burattinai” esteri che muovono sulla scena del Bel Paese le marionette nostrane.

Il dubbio, però, circa l’esistenza di una tale realtà sotterranea e misteriosa può essere facilmente fugato con la considerazione che con burattini, come i nostri, non è reso possibile a nessuno, neppure a un Mago patentato, di fare di meglio o di più.

Considerazione amara finale: Siamo costretti ancora a tenerci, per un altro quinquennio, un Parlamento di “rosatelli” nell’attesa che siano “abbrustoliti” dalla Consulta. Non c’è da sperare, considerati i precedenti, che essi non continuino, anche in tale più bruciacchiata veste, a sfornare, imperterriti, leggi che un consiglio comunale, formato, in via di mera ipotesi, da gente competente si rifiuterebbe di approvare.

Ci consolano (si fa, naturalmente, solo per dire) le icastiche immagini di degrado e di perversione della vita politica, così frequenti nella nostra storia patria, che ci sono state già date, nel tempo, da scrittori, narratori e poeti di grande potenza descrittiva, con una crudezza di linguaggio che non lascia spazio a dubbi interpretativi.

Concludiamo, però, “un po’ per celia e un po’ per non morir”, con il ciceroniano: usque tandem?

 * Il Presidente Mazzella collabora stabilmente con Rivoluzione Liberale da autorevole giurista indipendente.

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