“Il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Tu scavi”.
Questa frase tratta dal noto film di Sergio Leone ‘Il Buono, il Brutto e il Cattivo’ spesso torna alla mente nel leggere i fatti di cronaca che insanguinano le strade del Belpaese. Sì, perchè nonostante i limiti, i divieti, le proibizioni le armi sono più diffuse di quanto si pensi.
Spesso si tratta di rivoltelle o di fucili.
Numeri ufficiali aggiornati non esistono. Anche il Ministero dell’Interno non ha in possesso cifre attendibili e probanti, nonostante il controllo esercitato su Questure e Prefetture, enti che rilasciano il porto d’armi: la prima quello per uso sportivo, la seconda quello per la difesa personale.
Il più recente censimento sul numero di armi legalmente detenute in Italia risale al 2008 ovviamente esclusa la presenza di quelle nelle mani della delinquenza comune e organizzata in quanto illegalmente possedute.
Le licenze di porto d’armi civili sono 1.100.888: 580.377 vanno ai cacciatori, 46.381 alle guardie giurate, 18.034 per difesa personale e 456.096 quelle per uso sportivo in crescita costante sebbene l’arma debba essere (o dovrebbe essere) utilizzata esclusivamente all’interno dei poligoni, strutture allo scopo preposte.
Aumenta, cioè, tra gli italiani la voglia di autodifesa in particolare tra le categorie cosiddette a rischio: gioiellieri, tabaccai, farmacisti, benzinai.
Il mercato delle armi da fuoco sta vivendo una fase espansiva, visto anche il costo non eccessivo di una pistola e la possibilità di poterla detenere grazie all’ottenimento di una licenza per uso sportivo.
A motivare questa tendenza una forte percezione di insicurezza che pervade le città.
Se lo Stato non mi difende faccio da solo. Pare essere questo il refraine che sottende la scelta di molti nell’acquistare una pistola.
Sullo sfondo il dibattito accesso e contrastato sull’ampliamento del concetto di legittima difesa, presente nel Codice Penale (articolo 52): “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”.
Certo, il modello americano è ancora lontano anche perchè il secondo emendamento della Costituzione a Stelle e Strisce legittima l’uso delle armi con tutte le conseguenze del caso.
“Essendo necessaria, alla sicurezza di uno Stato libero, una milizia ben regolamentata, non potrà essere infranto il diritto dei cittadini di detenere e portare armi”.
Anche in Italia il trend sta cambiando. Il possesso delle armi come strumento concreto di difesa personale, a causa di un diffuso sentimento di paura frutto di una frequente arrendevolezza delle istituzioni, si sta affermando come strada maestra.
Piaccia oppure no è ciò che molti avvertono, nonostante le rassicurazioni della politica politicante molto presente nei salotti buoni, ma sempre più assente nelle strade e nei quartieri delle città.

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