Chi é solito cercare le notizie di prima mano, non aveva dubbi che, anche questa volta, le parole di Trump sarebbero state, intenzionalmente, travisate. Certo “armare gli insegnanti” suona davvero grottesco. Ma, non é propriamente questo che Trump ha detto. E, nella sua irruenza di twittare, a caldo, quello che la maggioranza degli americani pensano, é caduto nel tranello di intestarsi, allo sguardo strabico degli oppositori, la responsabilità di un problema che esiste da decenni, e che, neppure la loro icona Obama, era stato in grado di affrontare e risolvere.
Infatti, le considerazioni che il Presidente ha fatto erano diverse e più articolate. Dice Trump:
1. I mass shooting, in genere, vengono compiuti nel giro di pochi minuti e, cioè, prima che possano intervenire le forze dell’ordine (alle quali spesso resta solo l’orrore della conta delle vittime).
2. Le Gun Free Zones sono invitanti come il tiro per le allodole per gli psicopatici e i terroristi.
3. Se nelle scuole, che sono Firearm Free Zones, fosse consentito a qualcuno tra il personale, in possesso di esperienza militare o dimestichezza con le armi, di avere la licenza per portare con sè una concealed weapon (che è una diversa e, più difficile da ottenere, autorizzazione del semplice acquisto dell’arma), forse, lo psicopatico di turno sarebbe scoraggiato dal tentare la propria azione o affrontato, in tempo, per ostacolarne il completamento.
Bene, non é sorpresa che anche gli oppositori democratici sarebbero favorevoli ad aumentare la security nelle scuole. Ma che tradotto in parole più semplici significa solo metal detector, perquisizioni etc. (già diffusi nelle scuole dei distretti più nevralgici) o anche il presidio da parte di qualche guardia armata?
E, andando al cuore del dibattito, il reclamato bando sulla vendita delle armi ai privati risolverebbe il problema?
Discorso solo teorico perché, per la modifica del secondo Amendment, che garantisce il diritto costituzionale dei cittadini ad armarsi a propria difesa, sarebbe necessario il voto bipartisan di 2/3 del Congresso. E i congressmen non ignorano che le proprie constituencies sono, in maggioranza, contrarie alla restrizione della vendita di armi ai privati.
Anzi, a seguito della strage di Las Vegas, sarebbe aumentato il numero di quanti chiedono di potersi armare, per difesa propria e delle proprie famiglie.
C’è poi da chiedersi se il divieto di vendita toglierebbe, automaticamente, di mezzo il quasi mezzo miliardo di armi e munizioni da fuoco, in circolazione negli USA. O se un’imposizione di questo tipo, rischierebbe di moltiplicare la diffusione degli esaltati militians, che si oppongono, anche violentemente, allo Stato federale, nell’America profonda.
L’efficacia di una misura così radicale dovrebbe essere misurata su altri esempi storici: il proibizionismo degli anni ’30 rese monopolio della criminalità il commercio che si voleva abolire. Nel nostro caso, lascerebbe il traffico e la disponibilità delle armi illegali nelle mani di malviventi e psicopatici.
O, anche, sull’esperienza di altri Paesi che hanno introdotto nel proprio ordinamento il disarmo totale, come il Brasile che, con popolazione circa la metà di quella USA, conta quasi 5 volte più morti ammazzati, in crescita, anno dopo anno.
La strada, quindi, mi sembra quella indicata nelle dichiarazioni precedenti dal Presidente, ossia maggiori controlli nel processo di acquisto o verifica delle cause ostative (già precludono l’acquisto certi precedenti penali, patologie psichiatriche etc).
Detto questo non sarei sorpreso se fosse proprio Trump a decidere di introdurre nuove restrizioni, non generalizzate, ma, invece, circoscritte a contrastare la vendita indiscriminata a privati cittadini di armi d’assalto, come il fucile Ar-15 della Colt, che sembra diventato l’arma d’elezione degli stragisti. D’altra parte, non fu proprio un altro, grande, Presidente repubblicano, Ronald Reagan, pur accanito sostenitore del secondo emendamento, a introdurre il divieto di detenere armi automatiche non registrate e a spendersi, ormai terminato il suo mandato, in favore della legge di controllo sulle armi, la c.d. Brady bill?

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