Quest’anno avremmo festeggiato il  traguardo della nostra quasi quarantennale  amicizia.

Una vita.

Ed invece è triste parlare di un amico che non c’è più.

Ancor di più è triste parlarne dopo due mesi dalla scomparsa. Ma questa è la vita e la nostra vita frenetica a volte ci fa perdere appuntamenti importanti.

Conobbi Paolo Colla al Congresso dell’Internazionale Liberale di Roma del 1981.Lui era Segretario della Gioventù Liberale da poco tempo ed io giovane Liberale iscritto al partito da qualche anno avevo una frenetica voglia di impegnarmi sul campo per affermare quegli ideali che ancora oggi fanno parte della mia vita.

Cominciarono da allora un turbillon di riunioni a tutte le ore sia presso la storica sede della GLI dove la Segreteria era tre volte più grande della stanza del Segretario.

Altre riunioni si svolgevano presso un orribile albergo vicino alla sede centrale.

Il tutto per cercare di essere ognuno di noi le braccia di quella Gioventù Liberale che Paolo sognava e noi insieme a lui.

Seguirono poi i congressi di Trieste e di San Pellegrino. Di quest’ultimo ho un ricordo straordinario. Paolo mi affidò la totale organizzazione ed io feci riaprire il casinò (chiuso da decenni) e feci tutto il possibile perché Paolo avesse la più bella platea da cui accomiatarsi dalla Gioventù Liberale.

In pochi giorni grazie anche all’aiuto di alcuni amici riuscimmo a rivoluzionare un paese e nel discorso di commiato Paolo mi riservò una piccola parte cui ringraziò soprattutto la mia “frenesia”. Lui forse non se ne rendeva conto ma era il suo grande entusiasmo a dare a tutti noi la carica.

In quegli anni Paolo si rese responsabile della mia vita professionale.

Se oggi svolgo il lavoro al Senato lo devo solo alla sua testardaggine.

La mia memoria è piena di ricordi, ma qui siamo per raccontare l’avventura di Paolo e non la mia.

Dopo l’avventura in GLI Paolo diventò Responsabile degli Enti Locali del Partito ed anche qui la sua carica riuscì a dare un forte impulso ad un settore cardine per un Partito piccolo come il nostro. Ma già qui Paolo lentamente stava salutando la politica attiva nazionale.

Fu consigliere economico di Renato Altissimo Ministro dell’Industria e poi nel 1987 decise di lasciare la politica nazionale per dedicarsi alla politica aziendale nella sua amata regione.

Mantenne un interesse per l’elaborazione e la riflessione politica seppur fuori dei partiti nel solco del pensiero di John Rawls, per intenderci  “ non nella ricerca del bene comune, ma da un’adeguata nozione di giustizia e da un altrettanto  adeguata procedura per comprendere come le nostre Istituzioni possano essere più giuste”

Paolo era un veneto vero attaccato alla sua terra alle persone della sua terra, mai tradì le sue origini e mai tradì un’amicizia.

Nonostante i nostri mondi si fossero allontanati saltuariamente ci sentivamo ed io provavo,  anche se eravamo su posizioni politicamente distanti, a farlo rientrare nell’agone nazionale,   ma la sua risposta era sempre la stessa “Ormai è finito un ciclo”.

L’ho sempre seguito anche se a distanza e quando lo scorso anno vidi che aveva raggiunto un grande obiettivo che era quello di riunire le grandi multiutility di Verona e Vicenza con l’accordo tra Aim e Agsm mi resi conto che Paolo aveva raggiunto il suo grande obiettivo.

Questa intesa parla di grandi numeri oltre un miliardo di fatturato ed oltre 2000 dipendenti.

Era la perla del suo lavoro ma… c’è sempre un ma nelle cose. Paolo ebbe proprio allora il malore che poi lo avrebbe portato alla fine. E come aveva sempre fatto nella vita aveva accompagnato per mano la sua idea per poi lasciarla volare da sola.

Grazie Paolo di quel che mi hai dato,  che ci hai dato, che ci hai lasciato.  Tanto si potrebbe scrivere su di te e spero che altri amici lo facciano.

Che la terra, la tua terra ti sia lieve.

A presto

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