Nel voto espresso dagli Italiani all’ultima tornata elettorale del 4 Marzo 2018 v’è la stessa, profonda anche se inespressa e solo implicita, razionalità che si coglie al fondo della caduta della socialdemocrazia in tutta l’Europa Continentale. Essa attiene alle ragioni, quali sono state percepite dalla gente, sia pure in maniera indistinta,  che hanno determinato il divario che s’è verificato, in ambito Occidentale, tra i due Paesi Anglosassoni, da un lato, e quelli dell’Unione Europea, dall’altro. E ciò, a partire dagli anni a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta, del secolo scorso.

Che cosa hanno notato gli Occidentali dell’una e dell’altra parte (quelli naturalmente, liberi, perspicaci e privi di paraocchi e irrazionalismi, religiosi o filosofici, ottundenti) ?

1) Che Margareth Thatcher e Ronald Reagan, con misure legislative e amministrative adeguate, avevano impresso una svolta radicale e profonda all’economia dei loro due Paesi: meno manufatti e più beni immateriali e servizi; meno città circondate da fumanti opifici industriali e più Silicon Valley (in U.S.A.) e centri urbani restituiti alla loro dimensione umana e ludica (Sheffield, Birmingham, Liverpool e Manchester nel Regno Unito di Gran Bretagna).

In altre parole: una società prevalentemente post-industriale in luogo delle precedente, unicamente industriale.

2) Che la società industriale Europea arrancava, procedeva a fatica sul cammino dello sviluppo. E ciò, perché non era più competitiva con quella dei Paesi del Terzo mondo in piena crescita produttiva. E perché non era più concorrenziale? Perché la politica della socialdemocrazia Europea (oltre che delle forze politiche egemonizzate dai cattolici e/o intrise di protestantesimo luterano) e dei sindacati (che l’avevano sempre, interessatamente, sostenuta) aveva fatto lievitare i costi della mano d’opera  e del welfare sino a livelli insopportabili per la produttività delle imprese. Di qui la difficoltà degli industriali manifatturieri di pagare le rate in scadenza dei loro mutui agli Istituti di credito (e, ovviamente, di restituire il capitale) e l’intervento, occulto e sotterraneo, delle élite finanziarie mondiali: a)nell’attività degli Stati per indurli ad accettare flussi massicci d’immigrati (in funzione di veri e propri “schiavi del terzo millennio”) al fine di aiutare le imprese in difficoltà dei Paesi dell’Unione Europea e b) nella predisposizione di mezzi di soccorso in mare, di assistenza e di trasporto degli immigranti, nei luoghi di destinazione, attraverso una rete capillare di organizzazioni non governative.

3) Che Stati Uniti d’America e Inghilterra, consapevoli del loro futuro di società post-industriali, produttrici, come tali, prevalentemente di beni immateriali e di servizi avevano potuto fermare l’immigrazione selvaggia di mano d’opera non qualificata (non utile, peraltro, al loro tipo di produttività) e garantire, nello stesso tempo, più sicurezza ai loro cittadini (indigeni o integrati) per effetto di un rinvigorito patto sociale di buona e pacifica convivenza sociale; mentre gli Euro-continentali, sotto la guida di una burocrazia, apparentemente acefala ma in buona sostanza  diretta da uomini politici-fantocci, allevati in vitro dalle forze finanziarie di Wall Street e della City e da esse catapultati dall’anonimato al governo dei Paesi dell’Unione continuavano a battere il passo e a vedere stravolto il loro tessuto sociale da invasioni sempre meno gradite dai cittadini.

4) Che, a fronte di una tale insostenibile situazione occorreva una scossa, una svolta, una mossa contro-corrente che era definita dispregiativamente “di pancia” dai “padroni del vapore industriale e mass-mediatico”, oltre che dalla crassa e stupida, alta e media borghesia cittadina, sempre impaurita dai cambiamenti, considerati un pericolo per la loro (a volto solo presunta) agiatezza, ma che era invece intuita come l’unica via possibile per uscire dalla melma per effetto del sano istinto alla sopravvivenza della popolazione. Quella, ovviamente, meno irretita da una stampa e da una radiotelevisione servili e prone agli interessi dei “padroni” e sempre disponibile per diffonderefake news e balle di politicanti imbonitori di piazza.

5) Che l’Austria, l’Ungheria e l’Olanda avevano già dato segni di rivolta e di riscossa; che in Germania le acque per la Merkel e per Schulz diventavano sempre più agitate a causa della spaccatura dei socialdemocratici; e che in Italia, i post-comunisti e gli ex democristiani avevano dato il loro contributo all’auto-distruzione di una forza politica che oltre tutto, come altre consimili europee, aveva esaurito il suo compito storico, dopo avere  servito gli ultimi blandi tiranni del terzo millennio, “comunistelli” di sagrestia,  oltre che  i padroni, ispiratori di nuovi fascismi, della Finanza mondiale (v. report della J.P.Morgan Chase).

L’augurio per l’Italia è che la profonda razionalità mostrata dai voltanti non sia contraddetta ora dall’irrazionalità e dell’arrivismo dei votati.

Essi, per effetto di tatticismi di bassa lega da politicanti di provincia, di smodata ricerca di ambiziosi cadreghini, di stupida osservanza delle regole immaginate sdalla più balorda delle leggi elettorali mai concepite da mente umana, per favorire innaturali e irrazionali aggregazioni, possono compiere il tragico errore di perseguire i loro sogni di potere senza tener conto della strada maestra indicata dagli elettori: portare l’Italia fuori dalle secche di una politica suicida, sul piano competitivo, tracciata da una socialdemocrazia dovunque in caduta libera, di una burocrazia Europea più che acefala eterodiretta dalle centrali del potere finanziario, dal buonismo interessato delle religioni che farebbero bene a curarsi più delle anime dei fedeli che dei cospicui proventi, per le loro Casse, della beneficenza pubblica e privata.

Gli elettori, di là delle coalizioni suggerite, per la conquista dei seggi, dall’inqualificabile Rosatellum hanno preferito in modo palese i movimenti “anti-sistema”.

Il tentativo degli uomini politici di “cercare di conciliare il diavolo e l’acqua santa” persistendo negli “abbracci” incongrui voluti da una legge da cancellare al più presto, andrebbe contro la volontà reale degli Italiani.

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