Se un popolo di una terra felice, amena, baciata dal sole e circondata di acque azzurre e limpide , chiamata Enotria (terra del vino), Ausonia e nella sua parte meridionale Magna Graecia, che ha raggiunto le massime vette della civiltà all’epoca ante-cristiana; che ha espresso, a quei tempi, filosofi di mente acuta e perspicace che hanno anticipato di duemila anni, con sorprendenti intuizioni filosofiche, le congetture sul Cosmo poi avallate dai più geniali astrofisici contemporanei… se quello stesso popolo, a distanza di qualche secolo, sgrana gli occhi e atteggia il viso ad ammirato stupore ascoltando il racconto di storie fantastiche da parte di carovanieri e cammellieri del deserto in fuga verso le italiche sponde dalle dune mesopotamiche, di pastori rozzi del Sinai adusi a noiosi, prolungati e silenti rapporti con barbigere capre, di pescatori della Galilea dai piedi nudi e incalliti e dalle vene varicose ai polpacci e ripete, alla sua indifesa prole, quelle favole, peraltro spesso trucide e talvolta violente, pretendendone la memorizzazione come indiscutibilmente veritiere…. se tutto ciò avviene… vuol dire che nel DNA di quel popolo qualcosa s’è rotto all’improvviso ed è radicamente cambiato ….
Se, poi, quel popolo, in prosieguo di tempo, rinuncia ai suoi ideali di libertà, abbandona una vita vissuta nella pienezza dei piaceri della carne e dell’anima (che comincia a chiamare, con termine ambiguo, “spirito”), non insegue più le sue curiosità intellettuali, prima apertamente favorite e si riduce, invece, a vivere, per imposizione di sciamani, sbarcati con mezzi di fortuna da terre barbare, aspre e inospitali, come verità rivelate le fole di gente immaginifica per terrore ambientale, attua, in maniera masochistica, la mortificazione delle proprie pulsioni e dei propri più sani istinti, condanna la mente a chiudersi in prigioni asfittiche e anguste e produce pensieri che non riescono a rischiarare secoli che, non a caso, sono definiti “bui”, si condanna all’osservanza balorda di regole innaturali, elaborate da menti e da psiche malsane, sviluppatesi in ambienti di vita estremamente ostici e ostili….. se tutto ciò avviene…..nel DNA di quel popolo, si può dire con sufficiente certezza che qualcosa non funziona più come dovrebbe….
Se quello stesso popolo vive, poi, per oltre due millenni sotto il tallone di ferro di terribili e maledicenti sacerdoti della fede, pur ritenuti, sulla base di fatti comprovati, “simoniaci”, “corrotti”, spesso assassini e sempre despoti intolleranti o accetta, sul versante civile, la tirannia di monarchi, principi, arciduchi e nobilastri di altra denominazione, di inaudita violenza, dimostrandosi pronto a subire ogni immaginabile nequizia e non accenna mai a “rivoltarsi”, a ribellarsi, ignorando, sul piano religioso, eresie, scismi et similia, e su quello politico, rivoluzioni (non quelle da operetta, in cui diventa, invece, insuperabile “maestro”), rivolte, sommosse significative…. per porre fine a tante nefandezze…. se tutto ciò avviene….nel DNA di quel popolo c’è qualcosa che si è rotto o alterato in modo così profondo da preoccupare seriamente anche il più ottimista degli osservatori….
Se quel popolo, immemore ormai del suo passato glorioso, è definito “morto” o “servo” o è paragonato a un infimo “bordello” dai suoi maggiori, più stimati, e più entusiasti Vati e Poeti e accetta di essere trattato come un’eterna ruota di scorta in tutte le aggregazioni che si fanno e disfano a livello internazionale senza avere mai il minimo sussulto d’orgoglio….se tutto ciò avviene….nel DNA di quel popolo c’è anche qualcosa che deve necessariamente definirsi aberrante o gravemente malato ….
Se, arrivando ai nostri giorni, quello stesso popolo, per la prima volta nella sua storia esprime una protesta che risulta sincera e vibrata contro la corruzione, il malcostume, l’incompetenza, l’inefficienza, il pressapochismo e l’inettitudine (ampiamente provata) dei propri governanti; dà corpo a un coro robusto di voci che reclamano un cambiamento di rotta, ma, poi, inaspettatamente accetta:
a) che taluni dei leader politici che ha prescelto (si fa per dire!) affidando alle loro cure la sua ribellione, inizino, con la grazia incipriata di cicisbei del Settecento, il leggero e aggraziato italico minuetto di sempre, dichiarandosi, con un sorriso chiaramente giulivo, ora aperti a collaborare, senza battere ciglio, sia con il diavolo sia con l’acqua santa, ora pronti alla “collaborazione” con i peggiori malfattori politici che da destra e da sinistra, con subdole manovre legislative, sono stati i deprecabili protagonisti della vita pubblica nazionale (e giustamente accusati di imporre al Paese anche tentativi più ambiziosi di riforme, volte a cancellare la democrazia nel Paese);
b) che altri “capi” e “capetti”, anch’essi premiati dal voto, si dimostrino, in alternativa, o “guappi di cartone” (come dicono a Napoli), ritornando docilmente “a cuccia” al primo comando del padrone; o si dimostrino disposti, in buona sostanza, a rimangiarsi tutte le loro precedenti, critiche affermazioni per inseguire il sogno di un comando, basato, peraltro, su una percentuale di consensi personali molto contenuta e limitata….
….se tutto ciò avviene….è proprio certo che nel DNA di quel popolo c’è, ormai, qualcosa che non lascia più speranza di futuro miglioramento.
E se nel DNA di quel popolo c’è qualcosa che da tempo non funziona più e che non può funzionare neppure nelle più favorevoli condizioni per la nascita e per la crescita di “cuori di leone” sia pure modesti o allo stato soltanto embrionale…tanto vale rassegnarsi, spegnere la televisione, non leggere i giornali e rinunciare a scrivere editoriali on line….

* Il Presidente Mazzella collabora stabilmente con Rivoluzione Liberale da autorevole giurista indipendente.

 

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