Berlusconi, scottato dalle amministrative, si gioca la carta Partito del Sud con una flottaglia, di 12 deputati e 7 senatori pidiellini, pronta a confluire provvisoriamente nel gruppo misto. L’alterego della Lega Nord,  si compatta a Palazzo Grazioli. Forza del Sud, Noi Sud ed Io Sud rispondono alla chiamata in soccorso del Cavaliere.

Un’operazione politica nell’aria da tempo che trova ora, non a caso, la circostanza propizia per lanciarsi nel momento di massima debolezza del governo.

Guardando con gli occhi del passato, la questione meridionale è sempre stata uno dei temi al centro d’ogni seria agenda politica di governo. Fior di menti si sono offerte alla causa meridionale, tanto da rimanere noti nella storia come meridionalisti. Francesco Compagna, è d’esempio, nel “Il meridionalismo liberale” offre un corollario di livello che oggi tornerebbe certo utile nell’analisi critica dei fenomeni del mezzogiorno d’Italia. Professionalità e competenze queste, al servizio della collettività, per scorgere quali soluzioni politiche meglio scegliere per risollevare dignità e benessere economico delle famiglie al fine di creare migliori condizioni di vita nel paese.

Oggi in questo panorama politico, una comparazione a quel che eravamo si tramuterebbe, visti i tempi, nella mortificazione dell’anacronismo politico.

Miccichè in qualità di capo del disegno politico dichiara “abbiamo presentato a Berlusconi il nostro progetto di Partito del Sud, che è stato condiviso. Tuttavia, pur abbandonando il Pdl, non abbiamo nessuna intenzione di uscire dalla maggioranza” ed aggiunge “più che delle promesse per il futuro, i nostri territori hanno bisogno di fatti immediati. Ad esempio la scellerata decisione europea, senza che il nostro Paese abbia battuto ciglio, sulle quote tonno, un provvedimento che ha distrutto le marinerie calabre e siciliane: bisogna intervenire con forza in Europa per salvaguardare un importante comparto economico del Sud”. Dalle quote latte della Lega Nord alle “quote tonno” per il sud, oggi questo passa il Parlamento mentre le terre meridionali sprofondano nella mala-sanità, corruzione, mafia, carenza infrastrutturale, deficit di bilancio, disoccupazione, inefficienza amministrativa, clientelismo e maschere pronte a chiedere il voto.

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3 COMMENTI

  1. Non so le ragioni che hanno portato Micicchè ad uscire dal gruppo PDL e a dirla tutta non m’interessa. Non condivido, nè accetto la parte finale in cui si fa riferimento alle terre meridionali come sprofondate nella corruzione e nella mafia
    Meglio, magari ci saranno pure, ma ormai siamo allo stesso livello di moltissime regioni del nord e gli ultimi fatti di cronaca ne sono la prova.

  2. In pratica si tratta di un copione della Lega Nord: slogan effimeri, rivendicazioni bislacche, tanto spot demagogico e fondamentalmente totale distacco dai veri problemi del territorio, che, come tu giustamente riporti, vanno dalla mafia alla mala-santità. Evidentemente la battaglia anti-europeista sulle quote tonno fa più comodo al loro “concedente”…quando, paradossalmente, dovrebbero tentare una conciliazione tra le politiche delle regioni del Sud e quelle dell’Unione Europa.

  3. Vorrei evidenziare agli amici che ci leggono, che oltre ad essere esplicitata in maniera chiara ed univoca l’operazione “Partito del Sud” avviata dall’On. Miccichè, che essa è stata ideata ed avallata dal PdC, come contrapposizione alla Lega, di modo che egli con il famoso “dividi et impera” possa perpetuare la sua ormai “dinastica” carica di Capo del Governo.
    Quindi in realtà, ed in maniera neanche più di tanto cammuffata, una classica operazione da “cavallo di Troia” e non certo un’auspicata operazione disgregratrice del bipolarismo polico italiano.
    In ultimo vorrei solo rammendare, che l’On. Miccichè, il quale si vuole presentare quale nuovo paladino del Sud e della Siclia in particolar modo, è il Presidente del CIPE, cioè di quell’organo governativo, che ha fortemente sforbiciato ed ostaccolato, l’assegnazione al Sud ed alla Siclia in particolar modo, dei Fondi FAS, facendo da sponda all’espropriazione di soldi che la Comunità Europea ha destinato alle Aeree Sottosviluppate, quindi soldi del Sud e non Statali, che il Ministro dell’Economia Tremonti, continua a negarci ed a elargire, come se fosse sua la competenza, ad aree che dichiare sottosviluppate, è quasi un ossimoro, come il Lago di Como.
    Questo è il nuovo paladino del Sud e Noi del PLI dovremmo fare da sponda a questo?

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