Con l’aumento delle persone che utilizzano la Rete nelle sue varie articolazioni elettroniche e digitali (social:facebook,twitter;wikipedia e altro), diminuiscono sempre di più gli Italiani disinformati, sprovveduti, ingenui che credono ancora nelle false promesse dei politicanti da dozzina (dato che gli uomini politici veri non riescono più a passare al vaglio dei Capi-partito per essere inseriti nelle liste elettorali e votati dai cittadini).

Ancora di minor numero sono quelli che s’infervorano per fasulli Ideali, definiti Alti e Nobili, da ideologi e asseriti fideisti di varia estrazione, per nascondere uno spregiudicato perseguimento dei loro interessi.

Dopo però che non solo il Re è rimasto nudo e solo, altresì, senza possibilità di copertura di quelle che i cattolici sessuofobicamente chiamano “le vergogne” anche i cortigiani dei potenti, non v’è stato alcun miglioramento della complessiva e generale situazione politica italiana. I contestatori, i rappresentanti della protesta urlata, gli aspiranti “rivoluzionari” del “cambiamento” e via dicendo, a causa dei meccanismi perversi di selezione delle leggi elettorali del “decennio nero” dei “fedeli” inseriti dai Capi-partito o dai Capi-movimento nelle liste, e per effetto della raggiunta maggiore chiarezza di vedute degli elettori, non sono sempre apparsi dotati di grande lucidità intellettuale.

Ciò costituisce per tutti un ostacolo nella scelta sia della forza politica da prediligere sia dei rappresentanti da essa prescelti in nostra vece una notevole remora ad abbandonare posizioni astensionistiche e di rifiuto.

D’altra parte, gli Italiani, anche in questi giorni, continuano ad assistere ad una “farsa” noiosa e ripetitiva. Si rendono, altresì, sempre più conto che come il movimento delle marionette sulla scena teatrale è disarticolato, con improvvise accelerazioni, scatti imprevisti, balzi e salti incomprensibili a lume di ragione, guizzi inattesi, perché risponde agli strattoni che il burattinaio dà ai fili che “governano” testa, braccia e gambe così si presenta l’azione degli uomini politici, sulla scena della vita pubblica, che sono, con buona verosimiglianza, etero-diretti. Anch’essi passano da una posizione all’altra con rapidità sorprendente, compiono “giravolte” dall’oggi al domani in direzioni imprevedibili, “spiazzando” gli alleati più che gli avversari, fanno concioni oratorie di cui spesso è difficile cogliere il filo e registrare un minimo di ragionevolezza.

Gli uni e gli altri (burattini sul proscenio e marionette politiche), poi, deludono alla stessa maniera le aspettative di chi vorrebbe attori veri in carne e ossa, per immedesimarsi maggiormente nelle vicende rappresentate e di chi si attende da un uomo politico, cui si dà fiducia con il proprio voto, la prova che ragioni con la sua testa.

Nel Paese della Commedia dell’Arte, dove persino gli interpreti umani delle ben note maschere regionali si muovono con gli scatti artefatti delle marionette, anche la politica, purtroppo, corrisponde solo raramente al bisogno di autenticità avvertito dai cittadini-elettori.

Nella stragrande maggioranza dei casi, i leader politici hanno dei “ventriloqui” collocati in altre sedi, di varia denominazione (Agenzie, Consigli di amministrazione, Logge, Piattaforme mediatiche); quelle, cioé, da cui partono i flussi finanziari che sorreggono sia i partiti cosiddetti d’ordine che “succhiano” denaro alle banche, alle industrie, a organizzazioni italiane o straniere, palesi od occulte, per la difesa di certi, pretetestuosi o innominabili interessi, oltre che ai borghesi salottieri e pavidi e ai perbenisti di maniera, sia i movimenti della protesta che sfruttano il malumore, la delusione, la mortificazione, la sfiducia, lo scoramento irreversibile di gente stanca dell’aria irrespirabile della propria comunità.

D’altronde, è inutile ricercare la causa per eliderne gli effetti negativi: l’una e gli altri sono ineliminabili e invincibili.

Il Dio Denaro, che ha detronizzato, con una opera irresistibile di “conversione”, persino quello della Religione più potente e ricca del mondo (lo IOR e le grandi proprietà mobiliari e immobiliari ne sono la prova), regna sovrano sul Pianeta.

La stessa Chiesa Cattolica ha subito quella che in gergo calcistico si chiama una “sconfitta in casa”, anche se è difficile pensare che la ricchezza accumulata in due millenni le sia tornata sgradita.

Se, però, porre rimedio a tale situazione, ormai consolidatasi in secoli di espansione, più che difficile deve considerarsi impossibile, all’uomo comune restano sempre due possibilità.

La prima è quella di esercitare la fantasia, non disgiunta da un certo acume logico, ed individuare chi o che cosa c’è dietro a ogni posizione definita “politica”. Ci si potrà sbizzarrire e cogliere:

a) dietro il paravento multicolore dei partiti più tradizionali o “d’ordine” la presenza dei Paperon de’ Paperonidi Wall Streete della City, i Fondi d’investimento, le Multinazionali dai commerci di vario genere, il mitico Mercato, i vecchi establishmentinglesi e americani, amici della grande industria delle armi pesanti, sconfitti dalla Brexit e da Trump, il loro seguito di “famiglie” importanti del mondo anglosassone (Cameron, Blair, Clinton, Obama), il fortilizio bancario di Francoforte, l’Unione dei burocrati e bancari Europei con forti poteri di supplenza nell’attività dei politici veri che, invece, e non per colpa dei cittadini euro-continentali, mancano, le varie Confindustrie nazionali, confuse e inconsapevoli del loro stesso destino, semplici portatrici d’acqua a un mulino di cui ignorano i gestori e il funzionamento;

b) dietro la protesta e il cosiddetto voto di pancia v’è il mondo variegato, ma non certo indistinto, dei creatori di beni immateriali, dei produttori di materiale elettronico e digitale, dei realizzatori di servizi efficienti e up to date, grazie al grande apporto dell’alta tecnologia, dei vincitori della guerra contro i vecchi establishment inglesi e statunitensi, Theresa May e Donald Trump.

Le seconda possibilità è quella di fare la scelta più utile, al momento, agli interessi del Paese in cui si vive e ai propri, senza lasciarsi fuorviare da fole e fandonie dei vecchi imbonitori di piazza in veste di leader politici dall’eloquio altisonante e dalle idee vecchie di secoli (lunghi o brevi che siano).

Il tutto con la consapevolezza che non si tratta di votare uomini “migliori” ma di individui che possono soddisfare, in qualche modo, gli interessi di chi, in un dato momento, senta di essere piuttosto l’incudine che il martello.

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2 COMMENTI

  1. Gentilissimo, anche se riconosco la Sua corretta e pulita analisi, mi permetta di dissentire. Nonostante i media e tutti i mezzi di comunicazione, ci sono milioni di persone che, a mio avviso, partecipano alla vita sociale andando ai seggi elettorali per dare dei voti di protesta. Ora, dato per scontato che protestare nell’unico momento in cui si potrebbe cercare di costruire è abbastanza stupido, abbiamo elettori che credono veramente di veder abolita la “Fornero” e prendere più pensione…. Manca una cultura – immodestamente mi sento fuori da questi limiti perchè sono liberale da sempre – della cosa pubblica: PIL, debito pubblico…. Questi signori votano per una insulsa pretesa per la quale tutto è dovuto. Popper aveva scritto il contrario: nulla ci è dovuto e quello che abbiamo è molto. Ringrazio Giovanni Borgarello

  2. Gentilissimo, anche se riconosco la Sua corretta e pulita analisi, mi permetta di dissentire. Nonostante i media e tutti i mezzi di comunicazione, ci sono milioni di persone che, a mio avviso, partecipano alla vita sociale andando ai seggi elettorali per dare dei voti di protesta. Ora, dato per scontato che protestare nell’unico momento in cui si potrebbe cercare di costruire è abbastanza stupido, abbiamo elettori che credono veramente di veder abolita la “Fornero” e prendere più pensione…. Manca una cultura – immodestamente mi sento fuori da questi limiti perchè sono liberale da sempre – della cosa pubblica: PIL, debito pubblico…. Questi signori votano per una insulsa pretesa per la quale tutto è dovuto. Popper aveva scritto il contrario: nulla ci è dovuto e quello che abbiamo è molto. Ringrazio Giovanni Borgarello non ho mai scritto questo commento prima

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