Da venerdì 22 giugno 2018 entrerà in vigore il regolamento stilato dalla Commissione europea con i dazi “in risposta” – errata – a Trump. Vengono colpiti prodotti per 2,8 miliardi di euro, dai jeans alle Harley, dal whisky al tabacco. Cecilia Malmstroem commissaria al commercio europeo da commissariare  ha affermato che la Commissione lo ha fatto per reazione. La strada scelta è sbagliata e conferma la cecità e la mancanza di prospettiva della non/politica dell’Europa dell’asse franco -tedesco, da fermare. E superare. Questa Europa va superata perché è sbagliata e fa a tutti noi danni. Chi per l’Italia ha siglato il regolamento deve essere rimosso perché non fa gli interessi -economici ancora prima che politici – del nostro Paese, non è in linea  con la  visione e gli obiettivi  che si intendono perseguire. Detto in parole semplici, non è con contromisure e ritorsioni, di qualsiasi tipo e genere, che si risolve l’attuale attrito  invece di manutenere rapporti economici e politici geostrategici con gli Usa. L’Italia non deve firmare contromisure contro Trump, deve piuttosto, schierandosi al fianco del Presidente degli Stati Uniti, aiutare ad allentare il conflitto commerciale in corso e porsi quale mediatore per il suo superamento, in vista prospettica e per ulteriori implementazioni commerciali e di altra natura comuni. Per fare ciò, l’Italia non deve rimanere blindata , peraltro a completo proprio danno, dentro l’Unione franco/ tedesca ma sparigliare per sè e adoperarsi  al fine di fare rientrare l’attrito ma , soprattutto, per la  rimodulazione del l’Unione europea in senso più equo. È un errore grave quello che i Paesi dell’Unione firmatari il regolamento stanno commettendo,  trascinati da burocrati ancora una volta in errore. L’Italia si smarchi ed avvii negoziati utili a riallineare economicamente e politicamente in maniera più equa Francia e Germania dentro l’Unione europea, servendosi ed aiutandosi per tali fini a Trump. Nel caso specifico non si reagisce ma si agisce diversamente per conquistare mercato stipulando accordi UE-USA che di fatto superino il costo della misura inflittiva. Come si sta agendo adesso al contrario ci si è gettati in un punto politicamente morto che danneggia economicamente tutti. Non un grande affare. Bisogna andare in  direzione diametralmente opposta a quella oggi intrapresa. La nuova Europa sta con Trump.

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