Mentre in Italia ci sarebbe da occuparci tutti, dopo il problema del controllo dei migranti irregolari, di una seria detassazione di cittadini e imprese, alla Trump, cioè come ha fatto e sta facendo Trump, per crescere, qui ci si occupa invece dei giudici e delle loro elezioni al Csm, organo di controllo dei giudici medesimi. Un Paese normale non dovrebbe conoscere nemmeno i nomi dei giudici, figuriamoci delle loro odiose correnti politiche. I giudici non devono fare politica. In Italia, in Europa, in ogni dove. Solo una loro elettività, come è nel sistema statunitense, potrebbe forse concedere loro l’occuparsi di questioni politiche nazionali e altre. I giudici non devono fare politica nè dentro nè fuori le aule giudiziarie. I giudici non devono cioè essere soggetti politici. Votano, come gli altri cittadini tutti , nel segreto dell’urna, alle elezioni , ma non devono potere essere soggetti avvicinabili nè tantomeno assimilabili a qualsivoglia posizione politica definita. Ecco quanto si è lontani, qui da noi, in Italia, dal corretto inquadramento specifico dei giudici e delle Corti all’interno del l’ordinamento istituzionale del nostro Paese . Tra l’altro, facendo tutti il proprio mestiere, si dovrebbe potere dare risposte e sentenze celeri e non ci dovrebbero potere essere nè esistere problemi satisfattivi riguardo alle richieste di giustizia. Al contrario, in Italia, i giudici rossi l’hanno fatta e pensano tuttora di farla da padroni. Non c’è campo o settore, ambito od anfratto infatti dentro cui non si siano ficcati, con forza e senza. Con l’ex partito comunista oggi pd, prima ds, pds, Margherita e altri, complice e colpevole, insieme con tutti gli altri giudici (l’intera categoria dei giudici) colpevoli di lasciare fare ai sinistri, le correnti dei giudici in Italia hanno reso un pessimo servizio al nostro Paese, occupandosi e volendo dirigere ed orientare con sentenza , irregolarmente, il dibattito pubblico politico. I cari giudici infedeli si sono occupati di guerre, di divorzio e aborto, di referendum. Si pensi soltanto a quello recente contro Renzi nel quale hanno sfacciatamente quanto erroneamente e dolosamente, con utilizzo scorretto addirittura di comunicati e sentenze prepotentemente sconci , si sono pesantemente schierati a favore del fallito politico e a favore del conseguente fallimento dell’Italia. Tutto, a quanto pare, per lucrare qualche anno in più di uso improprio delle sentenze e già esosa pensione, e chissà quali e quanti altri inguacchi per sè. I giudici rossi, solidali tutti gli altri giudici , sono di fatto la longa manus ed il braccio operativo dei partiti di sinistra, in Italia. Attraversi questi ultimi, si sono appropriati, così fanno tuttora, del potere politico, indipendentemente dal volere elettorale degli italiani. Le toghe rosse, insieme a tutte le altre toghe (chi è più colpevole? Chi tace e acconsente a un Renzi dentro il partito, ad esempio, il quale distrugge partito e Paese, o chi materialmente distrugge? Chi è più colpevole tra i giudici, chi ha agito ed agisce o chi sta zitto e tace?) hanno azionato e materialmente dato vita e “fatto” Tangentopoli, cercando e trovando sponde nel partito sinistro, non viceversa. È stato ed è Giorgio Napolitano l’anello di “congiunzione” che , arbitrario e cieco politicamente, ha dato manforte al pool Mani pulite allora e oggi ai giudici, alla Grasso, De Magistris, e a tutti i giudici infiltratisi , tramite i politici e partiti politici sinistri, ne i ministeri e nella politica italiana. La magistratura, in Italia, è politicizzata. E come tale “giudica” senza equilibrio e senza imparzialità, contro. È necessaria la riforma di tante cose in Italia, ma è necessario cominciare da quella della giustizia e dei giudici perché costituisce il nodo impeditivo e lo snodo ostacolante la ormai flebile possibilità di ripresa del Paese. Il Csm che si elegge in questi giorni si muove all’interno di un sistema sbagliato e che è totalmente da cambiare e ritornare, qualunque cosa si decida oggi in esso. Il rapporto toghe e politica non cambierà fintantoché i giudici faranno politica.

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