Donald Trump in Russia ha detto che l’Europa è sua nemica. A livello di Unione, qualcuno ha risposto che si tratta di una fake-news.

Il metodo del cinguettio (twitter), invalso, a tutti i livelli, nelle comunicazione umana, non ha consentito a chi ha letto le due dichiarazioni di capirci molto. Si può, però, tentare di farlo.

L’Europa è una mia nemica. Si badi bene: Nemica mia, ha detto Trump, non dell’America!

Dal che si deduce che negli States gli Europei dell’Unione hanno degli amici.

Chi sono? Certamente gli uomini politici che facevano parte dell’establishment sconfitto da Trump: quindi Obama, Clinton e via dicendo.

Questi personaggi erano amati e sostenuti dalle Centrali finanziarie di Wall Street di New York e della City di Londra che, conseguentemente, Trump non può che ritenere suoi nemici.

Non è un caso, d’altronde, che tutto il sistema mass-mediatico anglosassone, totalmente in mano al potere finanziario e della grande industria, sia sempre stato ostile al neo eletto presidente Nord-americano (oltre che ferocemente critico verso i politici inglesi responsabili della Brexit).

Perché Trump (e la May) non sono amati dalle Centrali finanziarie più potenti del Pianeta?

Perché, a un certo punto, hanno dato una svolta alla loro politica e non hanno più seguito quella suggerita dal potere bancario.

Quale era questa politica non seguita da Trump e dagli inglesi della May? In pochi punti si può riassumere così:

a) favorire la globalizzazione in tutti i suoi aspetti, di scambi economici e soprattutti umani, in modo da favorire la trasmigrazione dai Paesi più poveri di mano d’opera a basso costo; e ciò soprattutto considerata l’apertura dei mercati per lo scambio delle merci in condizioni non più di concorrenza a causa della presenza, tra i paesi produttori di manufatti, di Stati dittatoriali, fortemente autoritari o di estrema povertà;

b) suggerire alle Banche di continuare a prestare denaro a imprese anche in crisi, garantendo loro che la parità di bilancio e i conti in ordine imposti agli establishment dei Paesi amici consentiranno il “soccorso” con il denaro dei contribuenti in caso di bisogno.

Che cosa hanno fatto, invece, Trump e la May?

a)hanno chiuso le frontiere e salvato il patto sociale a piena garanzia di una pacifica coesistenza tra autoctoni e integrati e colpito duramente il traffico di neo-schiavi nel terzo millennio, impedendo a scafisti, caporali, gestori di linee di trasporto marittimo (o terrestre), costruttori di gommoni e imbarcazioni di soccorso, fabbricanti di giubbotti salvagenti e magliette o Tshirt di arricchirsi con l’industria dell’immigrazione, attività con il più alto numero di morti di ogni altra intrapresa economica:

b)hanno reso più cospicua l’assegnazione di somme del bilancio statale a sostegno della industria nazionale, imponendo dazi doganali per le merci prodotte in condizioni di quasi servaggio da Stati dittatoriali o fortemente autoritari;

In conclusione, capire perché le centrali finanziarie del mondo siano nemiche di Trump e della May è più che agevole.

Perché, però, Trump ha detto che la sua nemica è l’Europa? E’ a questa domanda che si deve dare risposta.

Perché, probabilmente, a suo giudizio i burocrati (non politici) di Bruxelles, in grande prevalenza appartenenti al mondo finanziario, seguono pedissequamente le indicazioni provenienti da Wall Street e dalla City e continuano a imporre ai Paesi Europei un’immigrazione indiscriminata e selvaggia, l’austerità e il pareggio di bilancio per far gravare sui contribuenti il costo del soccorso alla Banche e alle Barche cariche di immigranti.

Detto con altre parole, continuano a imporre all’Unione Europea il “giogo” pesante da cui Statunitensi e Inglesi si sono liberati.

Se, a questo punto, si può capire perché Trump consideri chi continui a fare il servo più interessato che sciocco delle Centrali finanziarie un suo nemico, non si capisce che cosa si sia voluto dire a livello europeo, sostenendo che, proposito della frase del Presidente americano, si tratti di una fake-news.

Si può scegliere: A) che l’Unione Europea non è una nemica, perché condivide le scelte di Trump e della May? Improbabile: magari lo fosse! B) che Trump ha detto una cosa falsa perché non la pensa in tal modo? Non se ne capirebbe il perché.

Nell’attesa che il twitter euro-continentale diventi più comprensibile, possiamo registrare che l’intesa del Presidente americano con Putin va avanti perché con buona probabilità egli non considera la Russia una sua nemica: su di essa gli input delle centrali finanziarie di Wall Street e della City non possono esercitarsi.

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