L’incontro Trump-Putin segna la fine definitiva della guerra fredda. Trump è stato un maestro di savoir faire diplomatico quando, prima dell’incontro, ha fatto sapere che “le nostre relazioni con la Russia non sono mai state peggiori, grazie ai molti anni di stupidità americana e ora a causa di una caccia alle streghe manipolata” distruggendo così, in un colpo solo, Barack Obama e la Clinton, per non parlare della fake news del Russiagate. Putin e Trump vanno d’accordo, a dispetto e contro il volere anche dei rispettivi servizi segreti, delle diplomazie e di tutti gli estesi apparati sul groppone i quali , per giustificare se stessi, li vogliono in guerra con panzane e astrusità di cui ci hanno letteralmente invasi. Donald Trump e Vladimir Putin, a dispetto di ciò, non solo vanno d’accordo ma si piacciono. Nel loro recente incontro ad Helsinki, il secondo dopo un primo incontro pubblico avvenuto subito dopo l’elezione presidenziale di Trump, hanno parlato in privato e raggiunto accordi non resi pubblici. Si può solo dire come stanno le cose a livello geopolitico , ad oggi. Gli Usa di Trump hanno eventualmente la capacità di bombardamenti nucleari preventivi a scopo di deterrenza , difficile invece possano impiegarsi efficacemente su più fronti con guerre e conflitti di tipo convenzionale; in pratica , gli Usa , oggi, non possono permettersi troppo conflitti. Di questa situazione sono a conoscenza sia Putin in Russia, che la Cina di Xi Jimping. Quest’ultimo mira ad essere il leader dell’Eurasia e non ha interesse oggi ad ingaggiare confronti diretti con gli Usa. Xi Jimping sta cioè alla finestra, a vedere come si mette e come la mettono gli Usa, e lavora a “sfilare” l’Europa progressivamente dagli Usa. Putin vuole essere il leader di un’area di influenza russa più grande di quella assorbibile dalla Cina, e da contendere, a Est, all’Europa. Putin ha evidente interesse alla resa dell’Iran, e di questo deve avere parlato con Trump con cui è in dissenso. Nervo scoperto è e rimane la Crimea su cui Putin ha poi riferito che “per Trump è stata un’annessione illegale da parte della Russia”, mentre i due leader devono essersi coordinati auspicabilmente su lotta al terrorismo e cybersicurezza, sulle relazioni commerciali bilaterali.
L’Italia , nel suo piccolo, oggi deve farsi portatrice della richiesta in Europa della eliminazione delle sanzioni alla Russia, in modo da avvantaggiare il già bene impostato rapporto russo- statunitense, e consentire alla Russia, entrando nel G7 + 1 , come Trump le ha già proposto e quella ha declinato proprio per non inimicarsi la Cina che oggi colma ciò che è venuto meno con le sanzioni , di essere maggiormente collaborativa a nostra difesa sia dell’Europa dell’asse franco-tedesco che delle nostre stesse esportazioni.

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