I presidenti del consiglio devono essere eletti, cioè nominati presidenti del consiglio in quanto votati ed eletti. Ció perché le cose non funzionano se non sono eletti come gli altri. Non “quadra” infatti per niente che uno come Giuseppe Conte, attuale Presidente del Consiglio non votato da nessuno degli italiani, possa dire di non essere vincolato al consenso elettorale. C’è qualcosa che non funziona in questo e che non fa funzionare le cose, così come serve funzionino. Il consenso elettorale è alla base del potere politico. Il potere politico trae la propria legittimazione dal consenso espresso dagli italiani con il voto elettorale. Dunque non deve essere ammesso un Presidente del Consiglio mai votato e totalmente scisso dalla scelta e dalla volontà degli italiani. Quanto e come, se non necessariamente male, potrà essere in grado di funzionare bene un Presidente del Consiglio che non abbia il legame con gli elettori, dato dal consenso elettorale legittimamente espresso? Come e quanto risponderà questi responsabilmente di ciò che fa e di ció che non fa? È una evidente stortura e distorsione costituzionale che penalizza gli elettori, riflettendosi incisivamente e negativamente sul loro (nostro) futuro, sulle decisioni che li riguardano, e circa le quali essi si sono chiaramente espressi con il voto. Se si ammette un presidente, se si ammettono ministri e governi slegati dalle votazioni elettorali, chi risponde di quanto voluto e democraticamente espresso dagli elettori?
La selezione dei politici sarebbe dovuta essere fatta dai partiti politici. Rasi al suolo quelli, la selezione è oggi fatta con il voto elettorale che deve essere portato a corrispondere quanto più possibile al volere degli elettori. Una volta espresso, gli elettori devono avere ciò che meritano, cioè ciò per cui hanno dato il proprio consenso. Di converso, l’eletto deve essere legato a triplo filo all’elettore che lo ha scelto, e non si deve potere avere nessuno, nel governo, quale ministro e, tantomeno, quale Presidente del Consiglio che pensi o ritenga di potere esser slegato da una stretta responsabilità verso l’elettore. Oggi viviamo un fenomeno di transizione. Per il prossimo futuro va corretta la legge elettorale rendendola lo specchio del voto degli italiani, vanno ricostituiti e disciplinati e regolamentati con legge dello Stato i partiti politici che devono fare la selezione interna ed in cui deve vigere la responsabilità politica effettiva, con sanzioni effettive e obblighi risarcitori e restitutori, di dimissioni e di restitutio in integrum, una responsabilità politica che sia diversa da quella giudiziale. Questi che ci sono adesso, sono il riflesso peggiore del periodo di transizione che stiamo vivendo a nostre spese, del nostro Paese e quali contribuenti italiani. Questi attuali , per lo più, pensano solo ad occupare e sostituirsi ai precedenti nei posti pubblici, stipendiati pubblicamente da noi tutti. In Italia, al contrario, si deve fare di conto e, in base a questi conti, costruire il Paese che funzioni. Presidenti ministri e governi al servizio diretto ed effettivo degli italiani, degli interessi e necessità di noi tutti, così come legittimamente e democraticamente espressi.

CONDIVIDI