L’Italia stia e si mantenga sempre al fianco di Trump ed alla sua politica strategica globale . Lo si chiami “compromesso stabilizzante” o altro, l’Italia deve rimanere e dare pieno sostegno politico a Donald Trump. L’Italia è posizionata e si colloca oggi all’interno dello schieramento Usa- Arabia – Israele facendo il gioco nazionale sia nella questione libica che in quella contro l’Iran. La Germania europea di Merkel – cui si è prontamente accodata, per perseguire i soli propri interessi nazionali, la Francia europea di Macron – ha, ai tempi di Obama e della mancata presidenza Clinton moglie, schierato l’ Europa franco-tedesca dalla parte sbagliata, un po’ come con quanto successo con la politica interna nefasta europea della austerità (per gli altri ). Al contrario la nuova Europa deve stare con Trump , al suo fianco per supportarne e sostenerne l’impegno politico nella strategia globale così come per “raddrizzare” e rimodulare L’ Unione europea . L’Italia è oggi gioca ed è il perno del nuovo corso che darà vita alla nuova Europa. Si ricordi che i Trattati , grazie proprio all’ex governatore italiani di Banca d’Italia Guido Carli, stabiliscono tuttora una crescita “tendenziale” e progressiva degli Stati membri europei, ciò in una convergenza collettiva comune operata ed attuata per mezzo, ciascuno Stato membro, di proprie politiche economiche autonome. Nell’attuale nuovo corso non sarà dunque difficile procedere verso la nuova Europa , collettivamente ed in maniera convergente ciascuno Stato membro economicamente autonomo. Perché ciò sia possibile, pur essendo già tutto stabilito nei Trattati europei male letti e male interpretati dolosamente per parte tedesca, è necessario superare l’attuale Europa a trazione tedesca e, da ultimo, tedesca – francese, e guardare con fiducia alla nuova Europa della convergenza “progressiva e tendenziale” , economicamente autonomo ciascuno Stato membro. Ciò è possibile oggi unicamente sfruttando una forte e determinata vicinanza alla strategia politica Usa , rendendosene il perno e centro all’interno dell’Europa. Sull’Iran dunque, l’Italia rimane e sta con Trump, e con Israele e con i sauditi d’Arabia, perché l’Iran non si doti di nucleare , e anche contro le “sirene” francesi che, tramite Napolitano ed il pd (gran parte del Movimento 5 Stelle) in Italia, operano drammaticamente per la nostra stessa svendita e un colonialismo sul modello Grecia per l’Italia. Francia e Germania useranno il debito, lo spread, anche la Rai italiana pur di perseguire ciò che da tempo pensavano di avere già intascato, se gli italiani non avessero votato come hanno votato il 4 marzo 2018, anche rivoltandosi fortemente contro eventuali diktat tedeschi e franco-tedeschi europei operati, per mano presidenziale, in Italia da Sergio Mattarella (Napolitano). Contro ciò bisogna implementare i rapporti commerciali economici e finanziari italiani con gli Stati Uniti, pronti tali ultimi ad intervenire in nostro appoggio. Bisogna quindi insistere sulle sanzioni statunitensi all’Iran e, in sede europea, insistere per fare togliere quelle contro la Russia per tacitare quest’ultima, protettrice dell’Iran al fine dell’appoggio iraniano nelle proprie questioni russe sul Caucaso. È necessario invertire il trend istituzionale italiano appiattito beceramente sulla posizione sbagliata e contro noi stessi, per avere finalmente voce nella nuova Europa e all’interno delle strategie geopolitiche globali. Inutile dire che un segno di corretto revirement e di conferma agli Usa della posizione italiana novellata è la pronta sostituzione dell’alto rappresentante europeo Federica Mogherini fintantoché di nomina italiana. Un piccolo segno con una grande valenza a livello geopolitico strategico globale.

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